SONO LE SIGARETTE “LIGHT” A COSTARE 10 MILIARDI ALLA PHILIP MORRIS, O UNA POLITICA AZIENDALE PERDENTE?

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24 Marzo 2003 – Il Nuovo, tra i molti altri media, non trascura certo di passare questa informazione al popolo perché essa è a sfavore dell’industria del tabacco – l’unico tipo di informazione che ha il semaforo verde della censura della correttezza politica. Della somma da pagare, 7,1 miliardi sono il rimborso al milione di consumatori, che hanno intentato la causa, e 3 miliardi come risarcimento allo stato dell'Illinois.”, dice Il Nuovo.

Ma vediamo come stanno in realtà le cose oltre l’orizzonte della disinformazione pubblica.

  • Primo, non è politicamente corretto dire che gli squali legali (cioè gli avvocati) di quest’ennesima truffa/estorsione si “beccheranno”, per ordine del giudice, il 25% del “rimborso”, ovvero 1,8 miliardi di dollari (come invece rivelato in questo articolo della NBC americana), che metteranno direttamente nelle loro tasche mentre baciano la bibbia della salute statistica.

  • Secondo, perché i disinformatori mediatici non ci dicono che la denominazione “light” per una sigaretta più leggera emerse da specifiche pressioni dei truffatori antifumo per sigarette con meno contenuto di catrame e nicotina, e tale denominazione fu al tempo sancita dello stato, inclusi i ministeri della salute – realtà che ora bisogna ignorare per dissuadere il popolo dal fumo e per rubare il denaro dalle tasche dei fumatori?

  • Terzo, i media si guardano bene dal ricordarci che esistono le corti d’appello, a cui la PM farà certo ricorso, e nelle quali di solito l’industria del tabacco vince – ma, di nuovo, tale informazione sulle vittorie quasi di routine in appello è tenuta nascosta perché la gente deve credere che l’industria sia "punita" (per le menzogne che i ministeri della “salute” ci dicono sul fumo). Per una lista solo parziale delle vittorie in appello delle multinazionali del tabacco, clicca qui.

Ad ogni modo, la Philip Morris ha ciò che si merita, come risultato di una politica aziendale ormai volta ad avallare ogni truffa sui “danni provocati alla salute", inclusi quelli del fumo passivo. Invece di smascherare truffatori ed aguzzini, la PM corre a leccare i loro stivali sperando di non prendere troppi calci; errore fatale. Ben stia dunque alla PM questa sentenza anche in appello.

C'è un solo problema: la condotta della PM danneggia il resto dell’industria e soprattutto i suoi clienti. C’è solo da sperare che il gigante decida di averne avuto abbastanza e chiuda la divisione tabacco, lasciando il posto ad aziende più aggressive e meno lecca-fondelli della mafia salutista. Si spera che tali aziende decidano di usare i loro mezzi per smascherare la Truffa del Secolo, educare la popolazione su come stanno veramente le cose, e punire coloro che ora sono al timone della baleniera.