LA CAMPAGNA ANTIFUMO E LE CROCIATE ETICHE FORCES Italiana - ritorno alla pagina principale
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17 Giugno 2003 -- Le minacciose onde della tempesta antifumo stanno mettendo in grande pericolo la fragile e scarsamente mantenuta barchetta della libertà. Ma tra le vallate della corruzione medico-statistica e le creste delle onde di truffe e paternalismo salutista si possono, per brevi istanti, intravedere dei piccoli fari di luce sulla lontana costa. Siamo lieti di riprodurre una lettera scritta da Rino Camilleri a "La parola ai lettori" de Il Giornale, pubblicata in data 11 Giugno 2003 con la risposta di Paolo Granzotto, curatore della rubrica, con il quale non condividiamo solo un punto ("va bene la campagna antifumo"), perché non accettiamo di principio che lo stato interferisca nelle scelte e nello stile di vita dei cittadini -- specialmente quando tale interferenza è basata su truffe sanitarie che sono meritevoli di galera.

Ma la lettera e la risposta indicano una crescente consapevolezza dei pericoli che stiamo correndo per via della corruzione delle istituzioni, ma specialmente perché l'intera macchina statale sta lavorando sodo per invertire i poli morali, rendendo lecito ciò che era illecito (e viceversa), incitando il talibanismo per ottenere tale inversione.

Da La parola ai lettori – Il Giornale, mercoledì 11 Giugno 2003

Rino Cammilleri

Paolo Granzotto (curatore della rubrica)
Ogni tanto devo salire sull’interregionale Milano-Livorno per far visita ai miei vecchi. Parte alle sette di mattina, non c’è uno straccio di carrello per un caffè e al bar della stazione a quell’ora c’è una coda che arriva fuori. Ora hanno eliminato, su quel treno, la mezza carrozza per fumatori. Quel treno è sempre quasi vuoto e cinque ore di viaggio sono tante. Nella mezza carrozza per fumatori di solito c’ero quasi solo io. E continuo a esserci quasi solo io, ma senza poter fumare. Quando penso a Marlene Dietrich, che tirava quaranta sigarette al giorno (senza filtro) e superò i 90 anni (o la regina madre di Inghilterra, che oltrepassò i cento apprezzando il gin) mi vengono dei dubbi sugli allarmi (tutti odierni) della scienza medica. Ma quel che mi quadra meno vado a esportelo: capisco la special relationship con gli Usa, ma non credevo dovesse estendersi per forza al fumo. Fuor dai denti: mi quaglia poco che i divieti più feroci e ossessivi (fumo, domeniche a piedi...) vengano non dai soliti giacobini, ma dalla nostra parte politica. La quale, tra l’altro, tien conto di quante piccole imprese (vanto della nostra economia) come bar, pub e ristoranti saranno penalizzatissime dai divieti totali all’ingresso dei fumatori? In fondo, bastavano le gaszimmer, che già c’erano, a far contenti tutti. Che mi dici? - Rino Cammilleri

Prima di dire, premetto. Premetto, caro Cammilleri, che il fumo fa male, ostrega se fa male. Fa malissimo. Deposto il mio tributo ai piedi del Moloch della correttezza politica, aggiungo che altre cose fanno male, ma non sono proibite. Ci è stato ripetuto fino al rimbambimento che male fanno, malissimo, le emissioni di gas e puzze varie, vuoi quelle che diffondono nell’atmosfera le industrie cuoi quelle che sparecchiano – a tutto spiano – auto, bus e Tir. Ma nessuno ci ha ancora imposto di non respirare in luoghi malsani (tutti, salvo forse qualche vallata dietro l’Anapurna) o di chiudere le fabbriche e di non avviare un motore a scoppio che sia uno. Fa male, malissimo, l’alcol sotto forma di vino o di grappino o di bevanda spiritosa. E non ci si venga a dire che non provoca, come il dannatissimo fumo, danni indiretti. Un giovane non fumatore, magari anche vegetariano, uno di quelli che se non è biologico preferiscono morir di fame, che dopo pranzo ti butta giù tanto così di limoncello o di sambuca o di amaro e poi, in cimbali, si mette al volante, ebbene può far più danni di una stecca di Marlboro.Può falciarti una scolaresca, per dire. E capita che la falci. Ma le puzze, gli alcoli, le canne, tutta roba che allo Stato etico non interessa. Il Grande Nemico è lei, la sigaretta. Punto e basta.

Giorni fa mi capitò, prendendo dal pacchetto una sigaretta, di offrirla a una signora. Siccome guardava interessata, credendo di far bene le dissi: «Scusi, gradisce?» Lei mi fulminò con una occhiataccia rispondendo: «Ma per chi mi ha preso?». Neanche le avessi chiesto se per caso batteva i marciapiedi di Lorenteggio! Ecco, caro Cammilleri, va bene la campagna antifumo, ma non l’isteria, lo spirito di crociata, il talibanismo che s’avverte anche nella nostra parte politica alla quale non par vero poter cavalcare l’onda del conformismo. E non vanno bene nemmeno le bugie, altresì dette a fin di bene. Perché se fosse vero, come insistono nel raccontarci, che il fumo provoca ogni anno qualche centianaio di migliaia di decessi, come hanno fatto a sopravvivere le generazioni nate e cresciute prima dell’anatema? Ma dico, vogliamo ricordare quanto si fumava? Com’erano le sale d’aspetto, gli aerei, i treni, i cinema avvolti da fumo blu che si tagliava a fette? Vogliamo ricordare che nelle case non mancava mai quella specie di padellino che serviva a vuotare i portacenere due, tre volte, nel corso di una serata fra amici? Nonostante ciò i fumatori non si autosterminarono e non ci furono nemmeno stragi da fumo passivo. Come mai? Eh? - Paolo Granzotto

REALITY CHECK - SE FUMI, HAI PAURA DI FAR MALE A QUALCUNO? NON TI PREOCCUPARE - Bisogna fumare 16.500 sigarette in una camera ermetica del volume di 100 metri cubi per produrre abbastanza fumo passivo da raggiungere la soglia di pericolo di esposizione al Catecolo stabilita dagli standard di esposizione industriale a tossici degli Stati Uniti, il Paese coi i limiti più restrittivi nel mondo. Clicca qui per ulteriori informazioni concernenti l'esposizione ad altri tossici.