"E' VOSTRO DOVERE ESSERE SANI"

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Collegamento originale: http://www.cnn.com/2003/HEALTH/02/28/obesity.police/index.html

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Terzo Reich: il salutismo al potere

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3 Marzo C’è ancora qualcuno che cerca di negare che i fascisti della salute facciano uso del paternalismo più abietto? Non dopo aver letto questa affermazione del Surgeon General americano Carmona fatta venerdì scorso:

 “Quando si guarda all’obesità, che io chiamo il terrorismo che viene da dentro, una minaccia che per l’America è tanto reale quanto le armi di distruzione di massa, si vede che l’epidemia cresce. Se non interveniamo, finiremo per avere una popolazione di obesi patologici di cui non potremo prenderci cura perché l’obesità conduce al cancro, al diabete, all’ipertensione, ed altre malattie cardiovascolari” Ora si provi questa, rivolta ai poliziotti: “… E il rischio che corri non è solo per te e per non essere pronto a rispondere alle peggiori situazioni, ma anche il male potenziale che tu crei a tuoi colleghi, perché non sei fisicamente in grado di rispondere adeguatamente”.

Se sei soprappeso, metti gli altri a rischio – una formula per istigare odio che i fumatori conoscono molto bene, e che implica il concetto tutto nazista che essere “sani” non è una scelta, ma un dovere verso lo stato e la società che individui devono essere forzati a rispettare. Le conseguenze di non conformarsi a tale ideologia sono dapprima punizione economica, emarginazione sociale e demonizzazione, poi coercizione fisica. La “riscoperta” della retorica e dei principi nazisti da  parte della “salute pubblica” è tanto allibente quanto prevedibile.

L’uso della medicina pubblica da parte di regimi come quello hitleriano e stalinista è storicamente indiscutibile, ed inevitabile quando si da il potere politico a coloro che hanno già il potere di vita e di morte tramite farmaci e struttura sanitaria. Non è una coincidenza che questa “riscoperta” del nazismo dalla “salute pubblica” abbia avuto impeto da quanto medici, invece di politici, sono diventati ministri della “salute” in molti Paesi.

Non crediamo che ulteriori commenti siano necessari, tranne uno:  l’ultima volta che questa mentalità ha prevalso ci sono voluti milioni di morti per sradicarla. Quanti ce ne vorranno questa volta? Rilassiamoci, forse è peggio di quello che pensiamo: forse non morirà nessuno, visto che la libertà e l’autodeterminazione sono stati svalutati al punto di essere meno importanti della percezione della salute e della scienza rottame statistica. E, se questo è il caso, lasciamo decidere al lettore chi ha veramente vinto la guerra quasi sessanta anni fa.