3 Marzo –
C’è ancora
qualcuno che cerca di negare che i fascisti della salute facciano uso
del paternalismo più abietto? Non dopo aver letto questa affermazione
del Surgeon General americano Carmona
fatta venerdì scorso:
“Quando si guarda all’obesità, che io
chiamo il terrorismo che viene da dentro, una minaccia che per
l’America è tanto reale quanto le armi di distruzione di massa,
si vede che l’epidemia cresce. Se non interveniamo, finiremo per
avere una popolazione di obesi patologici di cui non potremo
prenderci cura perché l’obesità conduce al cancro, al diabete,
all’ipertensione, ed altre malattie cardiovascolari” Ora si
provi questa, rivolta ai poliziotti: “… E il rischio che corri
non è solo per te e per non essere pronto a rispondere alle peggiori
situazioni, ma anche il male potenziale che tu crei a tuoi colleghi,
perché non sei fisicamente in grado di rispondere adeguatamente”.
Se sei soprappeso, metti gli altri a rischio – una formula
per istigare odio che i fumatori conoscono molto bene, e che implica
il concetto tutto nazista che essere “sani” non è una scelta, ma
un dovere verso lo stato e la società che individui devono essere
forzati a rispettare. Le conseguenze di non conformarsi a tale
ideologia sono dapprima punizione economica, emarginazione sociale e
demonizzazione, poi coercizione fisica. La “riscoperta” della
retorica e dei principi nazisti da parte della “salute pubblica” è
tanto allibente quanto prevedibile.
L’uso della medicina pubblica da
parte di regimi come quello hitleriano e stalinista è storicamente
indiscutibile, ed inevitabile quando si da il potere politico a
coloro che hanno già il potere di vita e di morte tramite farmaci e
struttura sanitaria. Non è una coincidenza che questa “riscoperta”
del nazismo dalla “salute pubblica” abbia avuto impeto da quanto
medici, invece di politici, sono diventati ministri della “salute”
in molti Paesi.
Non crediamo che
ulteriori commenti siano necessari, tranne uno: l’ultima volta che
questa mentalità ha prevalso ci sono voluti milioni di morti per
sradicarla. Quanti ce ne vorranno questa volta? Rilassiamoci, forse
è peggio di quello che pensiamo: forse non morirà nessuno, visto che
la libertà e l’autodeterminazione sono stati svalutati al punto di
essere meno importanti della percezione della salute e della scienza
rottame statistica. E, se questo è il caso, lasciamo decidere al
lettore chi ha veramente vinto la guerra quasi sessanta anni fa.