6 Febbraio 2003 - “Gli amanti del fast food possono restare ‘agganciati’ perché il cibo provoca cambi nel cervello simili a quelli della dipendenza dall’eroina, credono gli scienziati, che aggiungono che l’abbuffarsi a cibi ricchi in grassi e zuccheri non è semplicemente dovuto alla mancanza di autocontrollo. “ Esattamente come da copione antifumo, ecco che la scienza rottame arriva a supporto della crociata contro Big Food. E, sempre come da copione antifumo, ecco che arriva l’immancabile comparazione con l’eroina. Per il successo di quest’ennesimo progetto di coercizione sociale è essenziale, infatti, rimuovere le componenti “libera scelta” e “responsabilità personale” dal discorso democratico, trasformando i bersagli in “pazienti” drogati, le cui opinioni non sono veramente le loro, ma quelle della droga che prendono – e specialmente quelle dei bastardi (sottinteso) che la producono. In tal modo, ecco neutralizzata l’opposizione, e giustificato l’intervento dello stato per ragioni sanitarie, che deve proteggere noi pazienti dai “bastardi” summenzionati dicendoci esattamente cosa dobbiamo mangiare e come comportarci. Allo stesso tempo, ecco che i media “socialmente responsabili” arrivano a sostegno di stato e scienza rottame, lavandoci il cervello con lunghe descrizioni di “esperti” -- come in questo interessante articolo di Fortune; pagina dopo pagina, ecco come liberarci della nostra “malattia”, magari anche con l'aiuto di Big Pharma, intelligentemente menzionato solo alla fine dell'articolo. Nell’articolo di Fortune, gli esempi sono troppi per essere qui enumerati. Quintali di numeri sulle calorie dei cibi – il tutto preceduto da aneddoti che sono la quintessenza del paternalismo. Uno chef di New Orleans decide che gli studenti di una scuola non mangiano sano, quindi ecco la soluzione: tutto rimosso dal menu, che piaccia ai ragazzi o no, mentre i genitori sono talmente irrilevanti al discorso da non essere nemmeno menzionati. “Durante i primi due mesi del divieto di ketchup e maionese, gli studenti continuavano a chiedermela, ma io rispondevo ‘mi spiace, non credo nel ketchup ’, che ha più zucchero del gelato… ora, non lo chiedono più”. Applausi dunque al cuoco fascista, nuovo auto-appuntato bastione (bestione?) della “salute pubblica”. Leggi: “Chi se ne frega di ciò che sceglie il cittadino? Quando si tratta di ‘salute pubblica’ ci vogliono il bastone e la propaganda”. Certamente un aneddoto da seguire, vero modello di cittadino responsabile e di camicia nera messa in candeggina. Ave, Benito… l’avevano detto in tanti che eri immortale; avevano proprio ragione. |
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