NASCE COMITATO PER LA DIFESA DEL TABACCO: NON TROPPO TARDI, MA SENZ’ALTRO TROPPO POCO The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo

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19 Marzo 2003

(Dal sito FIT)

‘Sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza socioeconomica della filiera tabacchicoli dell’indotto, difendere la permanenza del sostegno comunitario alla coltivazione del tabacco, contribuire alla determinazione di norme comunitarie e nazionali che diano certezze agli operatori per continuare a investire con orizzonti temporali adeguati. Sono questi gli obiettivi che si pone il neonato “Comitato per la difesa del tabacco”, presentato a Roma dal suo presidente Maurizio Ronconi, presidente della commissione Agricoltura al Senato.

“Il comitato”, ha spiegato Ronconi, “si è costituito volontariamente, aggregando le istanze di migliaia di operatori della filiera tabacchicoli, che in Italia è radicata in alcune regioni tradizionalmente vocate per questo tipo di coltura: la Campania, l’Umbria, il Veneto, la Puglia e, in misura minore, l’Abruzzo, il Lazio e la Toscana.”

Il senatore ha quindi ricordato che si tratta perlopiù di zone svantaggiate, dove non sono possibili altra coltivazioni, quanto meno dal punto di vista occupazionale ed economico. In Italia, nella fase agricola e di prima trasformazione, sarebbero a rischio 150.000 posti di lavoro.’

… E allora?... Forse non lo si è ancora realizzato, ma è tempo di ficcarselo bene nelle teste apparentemente dure: tali argomenti sono irrilevanti. Perché? Perché fino a che si permetterà di convincere il popolo che 90.000, 400.000, o milioni di morti sono “causate” dal tabacco, e che esso costa migliaia di miliardi alla società, e finché si permetterà che la gente creda che il fumo passivo uccide – e in aggiunta, in una società che considera la percezione della salute come un bene di gran lunga superiore alla libertà e all’economia, questi argomenti saranno pietosamente inutili.

Ciò che non si capisce (o non si vuol capire perché è politicamente scorretto) è che l’unico modo per fermare questa e molte altre cacce alle streghe salutiste è di smascherare la scienza rottame dietro le campagne antifumo, e non aver paura di chiamare PUBBLICAMENTE le “autorità”, le istituzioni, e gli "esperti" del momento a rendere conto scientificamente (prove alla mano) delle loro asserzioni, invece di baciare con deferenza i loro fondelli o per incompetenza, o per paura del loro potere (e dell’opinione pubblica).

Se il tabacco è un “killer” della portata di cui parla la propaganda, allora esso deve essere reso illegale -- e SUBITO -- e l’industria dietro di esso deve sparire indipendentemente dalle conseguenze economiche; ma le PROVE SCIENTIFICHE devono essere rese accessibili al pubblico con tanto di invito all'obiezione scientifica, visto che molte delle gang antifumo sono finanziate con denaro pubblico, quindi il pubblico ha diritto di vedere – non fare il gioco delle tre tavolette delle autorevoli referenze (“l’istituto X dice che l’organizzazione mondiale Y afferma che l’università Z ha concluso che…)  per nascondere LE PROVE SCIENTIFICHE CHE MANCANO.

Se tali prove non possono essere procurate, allora l’azione per la difesa del tabacco e del fumatore deve essere dinamica e politica, con tanto di scioperi di categoria a oltranza, proteste organizzate in piazza, boicottaggi illimitati del sistema, smascheramento pubblico dei cialtroni antifumo non importa chi siano, e seminari per la VERA educazione del pubblico, che ha diritto finalmente di capire come veramente stanno le cose.

Altrimenti, “comitati” lobbisti che lavorano nel retroscena con trattative private e altre varie manovre di corridoio non funzioneranno quando l’opinione pubblica è sempre più convita che la sigaretta è un’arma che uccide da entrambi i lati, per prendere a prestito un po’ di propaganda californiana. Tanto vale, allora, spendere il denaro per cominciare a coltivare patate invece di tabacco – che poi è quello che (se non si ha il coraggio di smascherare le truffe antifumo) si finirà per fare ad ogni modo, visto che così ha stabilito il copione della mafia sanitario-farmaceutica in primo luogo.

Non si perda dunque tempo: possiamo proporre di considerare anche la lattuga? Pochi sanno che con essa si può fare una decente sigaretta!