14 Febbraio 2003 – Che la credibilità della propaganda salutista/antifumo sia zero è dimostrato dalla scienza vera. Che la democrazia non conti nulla per gli antifumo lo dimostrano i fatti e la stessa filosofia salutista, che mette la sua versione della salute al disopra di ogni valore scientifico, democratico e costituzionale. Che poi i media, sotto la pressione della correttezza politica e della pubblicità farmaceutica, siano diventati strumenti di propaganda di stile nazista quando si parla di salute (leggi: di controllo sociale) è chiaro ad ogni osservatore accorto, ma è reso lampante da casi pazzeschi come questo. Il quotidiano statunitense Delaware Post decide di fare un sondaggio on line sulla popolarità del disastroso divieto di fumo nell’omonimo stato. I lettori rispondono alla domanda “Dovrebbe il divieto di fumo essere modificato in modo da permettere il fumo nei casinò e nelle birrerie?” con la seguente percentuale: si 74,8%; no 25,2%, e i risultati correnti sono aggiornati istantaneamente e visibili sul sito. Alcuni giorni dopo, la versione cartacea del giornale riporta che i si erano il 29,6% e i no 70,4%. L’attivista Mike Dore della Delaware United Smokers Association, nuova affiliata di FORCES, chiede spiegazioni al quotidiano per la grossa incongruenza, esibendo l’immagine a fianco. Il Delaware Post risponde: “Per via di problemi associati con il software del sondaggio on line, il Post ha riserve sull’accuratezza del sondaggio della settimana scorsa. Per tale ragione, abbiamo sospeso il sondaggio a tempo indeterminato”. Vero è che i sondaggi on line non hanno valore scientifico e nemmeno statistico; vero è altresì che hanno l’importante funzione di far decidere gli indecisi e proiettare l’inclinazione popolare. Se poi i problemi del software sono reali, allora i risultati devono essere resi nulli qualsiasi essi siano; invece, la versione cartacea (più letta di quella on line) è stata revisionata per far vedere una schiacciante maggioranza antifumo, come da copione farmaceutico-politico. Meglio sospendere il sondaggio che far vedere la verità che il popolo non crede alle truffe antifumo. In altre parole, non si può assolutamente far vedere che la maggioranza della popolazione non sia d’accordo con le politiche antifumo, e bisogna far vedere sempre e comunque che la maggioranza vuole il divieto – anche se è necessario mantenere una parvenza di democrazia facendo vedere che una minoranza (di drogati malati, s’intende) sempre più smilza non è d’accordo. Con lo stesso metro, a favore del divieto vengono intervistati cialtroni farmaceutici in camice bianco -- e subito dopo, a favore dei fumatori, si fanno parlare vecchietti (messaggio subliminale: roba del passato) dall’aspetto malato, magari con barba sfatta, denti gialli e mancanti, nonché problemi di grammatica. Recepisci: gli idioti fumano, le persone intelligenti e “perbene” no. E poi si ha il coraggio di parlar male della stampa nazista; Paul Joseph Goebbles affermava: "Se ripetuta con sufficiente frequenza, ogni menzogna diventa la nuova verità". Aveva ragione. Abbiamo citato un caso americano; ma di casi italiani ne sono pieni i media.
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