DUE VITTORIE IN UN GIORNO

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Politicamente scorrettissimo: le vittorie delle multinazionali del tabacco

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11 Febbraio 2003 – Due importanti vittorie per le multinazionali del tabacco la settimana scorsa.

FUMO ATTIVO - “A Sacramento, California, una giuria di stato ha stabilito che due multinazionali del tabacco, la Philip Morris USA e la R.J. Reynolds Tobacco Co.. non sono responsabili per la malattia di Laurence Lucier di anni 52. Lucier, un ex-contabile, afferma che aver fumato un pacchetto di sigarette al giorno per trent’anni gli ha causato il cancro polmonare. Nell’arringa di chiusura, un avvocato della Philip Morris ha affermato che accordare la compensazione di 3,6 milioni di dollari a Lucier equivarrebbe ad un assalto alla libertà di scelta.“

Nel congratulare la giuria californiana per avere difeso il valore della libertà di scelta  si possono intervedere le due ragioni base per la decisione:

1)       Affermare che non si è al corrente dei presunti pericoli del fumo è assurdo viste le inevitabili, immense campagne antifumo e le esagerazioni che esse diffondono. Semmai, grazie alla disinformazione sistematica, il fumatore percepisce che i pericoli del fumo siano decine di volte più grandi di quelli reali.

2)       Non si può provare a rigor di scienza la monofattorialità del cancro polmonare che, mentre è vero che si sviluppa per circa il 90% nei fumatori, non si dice mai che l’età media di tale sviluppo si aggira sui 74 anni, l’età “tipica” in cui cancri di ogni tipo si sviluppano nella popolazione, principalmente per via del prolungamento della vita negli ultimi decenni.

Le possibilità statistiche di un fumatore di evitare il cancro polmonare sono il 99,6 percento di quelle di un non fumatore, che corrisponde al pubblicizzato aumento di rischio del 400 percento.

FUMO PASSIVO - “A Miami una giuria ha respinto l’affermazione di un assistente di volo che ha biasimato il fumo passivo respirato nelle aerolinee per l’aggravamento della sua malattia polmonare. L’azione legale, volta alla compensazione del danno, è stata iniziata dall’assistente di volo della United Airlines James A. Seal, ed è stata la sesta ad andare in giudizio dopo l’accordo del 1997. L’industria del tabacco ha vinto tutte le cause eccetto una.”

La cosa non ci sorprende, visto che i pericoli del fumo passivo sono una truffa statistica e scientifica portata avanti da disinformatori professionisti agenti nell’interesse del proibizionismo per convincere i fumatori che sono assassini, ed indurli a smettere con i prodotti di cessazione venduti da Big Farma. Statisticamente e nel peggiore dei casi, possibilità di un non fumatore che è continuamente esposto di evitare di contrarre il cancro polmonare passerebbero dal 99,990% al 99,987%, ovvero diminuirebbero dello 0,003%.

Ciò che è particolarmente interessante di queste due notizie è dove le due vittorie sono state conseguite. La California e la Florida, infatti, si sono dimostrate spietate contro l’industria del tabacco. Il fatto che le giurie popolari abbiano respinto l’evidenza di scienza rottame presentata dai nazi-salutisti è un indicatore che la saturazione culturale da parte delle campagne disinformatiche antifumo è stata raggiunta prima dell’eliminazione del fumo. Negli Stati Uniti esistono almeno 60 milioni di fumatori.

La notizia che allude all’unico caso sul fumo passivo perso dall’industria si riferisce a quello del 1997, durante il quale le leggi della Florida sulle procedure giuridiche furono cambiate nel mezzo del processo con l’unico scopo di far perdere la causa all’industria del tabacco, ed estorcere ad essa (e quindi ai fumatori) 40 milioni di dollari (tutti finiti nelle tasche dello stato e degli avvocati, e neanche un centesimo nelle tasche delle “vittime” che si erano prestate all’estorsione). Dopo l’estorsione all’industria, le leggi della Florida furono riportate alla normalità. Clicca qui per l’incredibile storia di quel processo; quando si parla di dare addosso al fumo, ogni criminalità diventa lecita – proprio come da morale salutista.