Signor direttore, l’altra guerra americana andrebbe perlomeno riassunta. Ci provo. A New York, da qualche giorno, è vietato fumare in qualsiasi bar, ristorante o club. La multa è di 400 dollari. Niente aree riservate. Il sindaco Michael Bloomberg, nonostante la crisi di bilancio, ha assunto dieci nuovi poliziotti da affiancare alle squadre antifumo. Parentesi: nella Grande Mela è da poco in vigore anche una disposizione contro l’obesità, preludio al dimagrimento di massa per legge, mentre in altri Stati nordamericani è già previsto il “nuoce gravemente alla salute” anche per il vino. Questo mentre il governo ha comminato alle multinazionali del tabacco una multa da 289 miliardi di dollari (non è un refuso) perché avrebbero manipolato i livelli di nicotina per oltre cinquant’anni. Già nel 1998 i produttori di sigarette avevano sborsato 206 miliardi 46 stati: in molti di essi è vietato fumare anche nei condomini perché dicono che il fumo filtri dalle porte di casa. In Canada, se fumi e hai dei figli, possono toglierti la patria potestà. Il fumo negli ultimi anni è stato bandito dai voli aerei. Il divieto fa risparmiare alle compagnie circa 1.000 dollari per ogni tratta transoceanica. Su un aereo dove si fuma bisogna cambiare il 90% dell’aria e farne ricircolare il 10%, mentre se non si fuma le percentuali s’invertono; nel primo caso c’è quindi un notevole risparmio di energia (di carburante) perché le pompe funzionano a ritmo ridotto: però l’aria è più inquinata da virus, batteri, spore e legionella. L’OMS ha infatti registrato un’esplosione di Tbc attiva fra chi vola. In Inghilterra, proseguendo, se un fumatore si ammala finisce in fondo alle liste di attesa perché spreca risorse ed energie del corpo medico. In Francia sui pacchetti di sigarette c’è scritto che se fumi “morirai di morte lenta e dolorosa”. In Italia il presidente dell’Istituto Mario Negri, Silvio Garattini, ha detto che i fumatori sono parassiti sociali e ha proposto che i medici fumatori siano radiati dall’albo. E che bisognerebbe vietare il fumo anche a parlamentari e insegnanti perché danno il cattivo esempio. Da Pasqua fumare sarà vietato sui treni locali come lo era già per i regionali. Il divieto sarà esteso anche ai diretti e interregionali. Per le lunghe percorrenze si sta valutando. Le multe potranno essere anche di 3.000 euro. L’antitrust italiano ha sanzionato La Philip Morris perché avrebbe fatto una scorretta politica dei prezzi: dovrà sborsare 50 milioni ei euro. Per finire: a parte una verificata e indiscutibile relazione tra fumo e tumori al polmone, sono state associate al fumo, su mera base statistica, altre 103 patologie tra le quali, in un caso, il lesbismo. Altre statistiche, in egual modo affidabili, hanno rilevato che la calvizie aumenta le possibilità d’infarto del 40% negli uomini sotto i 55 anni, che il collutorio aumenta del 50% le possibilità di cancro alla bocca, che lo yogurt aumenta del 100% le possibilità di cancro alle ovaie, che il consumo di 12 hot dog al mese aumenta dell’850% le possibilità di prendere la leucemia e che l’uso del reggiseno, per tutto il giorno, aumenta le possibilità di cancro al seno del 12.000%. Avete letto bene. E io non ho commenti da fare. Filippo Facci
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