La verità sullo "studio" sui film pubblicato da The Lancet
Questa iniziativa è basata sull’ennesima truffa portata avanti dall’eterno Stanton Glantz, e volta, tanto per cambiare, a suscitare emozioni distorcendo e falsificando i fatti. Lo studio menzionato dal Reggio e a cui il ministero della “salute” fa riferimento è stato esaminato dal dott. Theodore Dalrymple del National Health Service inglese (spiacente, non pagato dall'industria del tabacco - ma nemmeno da quella farmaceutica, differentemente dalle puttane antifumo), ed ecco i parametri dell’ennesima truffa statistica. Questa lettura è raccomandata perché illustra chiaramente la fraudolenza delle propaganda antifumo in particolare, e salutiste in generale. [continua dalla prima pagina] Lo studio in questione, pubblicato da The Lancet, afferma che i bambini hanno circa tre volte più possibilità di fumare se guardano regolarmente film in cui gli attori fumano. Lo studio ha seguito 3.547 bambini del New England tra l’età di 10 e 14 anni che non hanno mai fumato prima. Dopo due anni, 2.603 di loro sono stati ri-intervistati, ed è stato scoperto che 259 avevano esperimentato con sigarette.
Ma il dott. Dalrymple ha esaminato i dati, e afferma: “Quando si
esaminano le cifre da vicino, esse sono assai meno allarmanti di quanto le
si fanno apparire. Dei 259 bambini che hanno esperimentato con fumo, 208
hanno tirato solo poche boccate, il che non si può certo definire una
dipendenza. Dei rimanenti 51, solo sei cadono nella categoria dei
fumatori, cioè di coloro che hanno fumato più di 100 sigarette. Quindi --
usando gli stessi argomenti statistici degli autori -- considerando che
solo metà di quei sei sono stati effettivamente indotti a fumare
dai film, l’editoriale del The Lancet [scritto da Stanton Glantz,
‘ingegnere meccanico al soldo dei farmaceutici
diventato cardiologo grazie ad una tesi sulla meccanica del cuore…]
propone un sistema di censura sulla base che tre su 2.603 adolescenti
potrebbero essere stati indotti alla
‘depravazione da fumo’ perché hanno visto un film. Forse possono
esistere dei buoni argomenti per imporre la censura, ma il fumo non è
certamente uno di essi". (Daily Telegraph, 28 Luglio 2003) Ecco dunque, ancora una volta, che l’industria della truffa di cui fanno parte i ministeri della “salute” è stata smascherata semplicemente esaminando le cifre da vicino. Non che ciò porti ad alcuna differenza, perché i mascalzoni con il potere in mano, anche se smascherati, lo impongono comunque con la forza della legge. Prepariamoci dunque ai bollini rossi, che d’ora in avanti contraddistingueranno le nuove vittime dell'industria della frode. Fumiamoci su. Disinformazione a catena Ma non è finita. Mario Reggio de La Repubblica, nel suo articolo non ha ancora finito di darci disinformazioni. Basandosi sulla truffa di cui sopra, egli aggiunge un'ulteriore distorsione: ‘In America circa 2050 adolescenti inizia a fumare ogni giorno. Di questi, quasi 660, moriranno prematuramente. "Quelli che lo fanno attratti dal messaggio dei film sono 1.080 e di conseguenza 340 di loro abbrevieranno di molto la propria vita".
L’affermazione è
basata su un altro pezzo di propaganda spacciato ai tempi di Clinton, che asseriva che
circa 3.000 adolescenti iniziavano a fumare ogni giorno negli USA. Ma un’analisi dei dati di quello studio indicava che gli
“adolescenti” in questione in realtà avevano almeno 20 anni! La cifra
fu sommessamente attenuata a circa 2.000-2.100 (a seconda del
propagandista di turno) dopo che la truffa fu smascherata
dal quotidiano Chicago Tribune. [*] Date
queste due truffe di base, le cifre che seguono da parte del Reggio
non possono essere che false, o comunque assolutamente non verificabili,
diventando solo una pappagallesca, paternalista cortina fumogena di falsa propaganda a
cui non bisogna credere. Per ulteriore, dettagliata informazione sul
fumo minorile ed un compendio completo di dati veri,
clicca qui
Ma, a patto di dare addosso al fumo, si può diventare degli 007 statistici: licenza di truffare -- per il tuo bene, s'intende.
FORCES Italiana [*] La storia dei 3.000 minorenni al giorno che iniziano a fumare negli USA proviene da uno “studio” pubblicato dal JAMA (Journal of American Medical Association) nel 1989, Pierce J P, Fiore MC, Novotny T E, et al, (tutti con forti connessioni economiche all'industria farmaceutica; collegarsi al link ed usare Ctrl + F + nome nel browser per controllare il database) "Trends in Cigarette Smoking in the United States: Projections to the Year 2000," JAMA, Jan 6, 1989, Vol 261, No. 1, pagine 61-65. Sebbene in tale studio si affermasse veramente la cifra di 3.000, una lettura accurata dello stesso indicava chiaramente che ci si riferiva a “persone di 20 anni o più” – cosa che fu per molti anni tenuta nascosta al grande pubblico dai truffatori sanitari per incrementare l’isterismo. Gli autori dello studio non smentirono mai il "travisamento". CITAZIONI dallo "studio"
Il giornalista Stephen Chapman del Chicago Tribune scrisse l’articolo dal titolo “Il resto della storia” che smascherò la truffa il giorno 26 Aprile 1998. Sebbene il numero sia stato ira diminuito dalla propaganda a circa 2.000, le “autorità” sanitarie americane hanno continuato a far credere che esistono basi statistiche reali per questa cifra, che invece non può essere determinata. I truffatori di altre nazioni hanno semplicemente proporzionato la disinformazione americana alla popolazione dei loro Paesi.
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