19 Marzo 2003 – Mentre in Italia le campagne contro il fumo aumentano a dismisura, negli Stati Uniti si assiste ad un inversione di tendenza. Confrontati con una crisi economica sempre più pressante, i politici si trovano a corto di fondi. È ben noto che i divieti di fumo nei luoghi pubblici hanno causato un calo devastante degli affari in discoteche, ristoranti, pub, industria turistica e così via. Dovunque applicato, il divieto di fumo significa comunque tempi duri -- se non bancarotta – anche nella più florida delle economie. I fanatici che spingono la “tolleranza zero” rifiutano di accettare un fatto basilare: dove è vietato fumare il fumatore non porta i suoi soldi. Ciò è solo naturale, specialmente quando si parla di comportamenti volontari; mentre il fumatore non fuma nell’ufficio postale in cui deve andare, quando va in un posto dove spende soldi per rilassarsi e divertirsi non vuole essere trattato come un cane quando esercita il suo diritto di fumare. Ma, come nel caso degli ambientalisti e degli altri anti-tutto, per gli antifumo le considerazioni economiche non sono che un “piccolo” ostacolo alla loro agenda – ostacolo che può essere sormontato o aggirato con ancora qualche “studio” di scienza rottame (proprio come si fa per le “malattie attribuibili” al fumo) o con un po’ di retorica. Per i salutisti, infatti, economia e libertà sono irrilevanti rispetto alla “salute”, poiché hanno preso alla lettera il vago e falso concetto folcloristico che “quando c’è la salute c’è tutto”. Tolleranza zero significa intelletto nullo. Ma tutte le illusioni sono di breve durata. La realtà vera è ben diversa. L’arma ultima dei fumatori -- l’economia -- sta funzionando perfettamente, e gli “studi” che prevedevano addirittura un aumento degli affari (perché i non fumatori si sarebbero riversati nei luoghi pubblici ora “liberi” dal fumo) si sono rivelati (come del resto tutta l’evidenza antifumo) essere solo vaghe ipotesi, se non truffe in piena regola. Quale è ora la reazione dei politici, tra i quali i molti che originariamente avevano avallato le truffe salutiste perché rappresentavano un cavallo politicamente ed economicamente vincente? [*] La risposta è semplice: siccome non c’è onore tra ladri, i politici ora semplicemente stanno tagliando i fondi alle campagne antifumo, e li usano per scopi più costruttivi. Stato dopo stato, organizzazioni antifumo e spot pubblicitari stanno sparendo. In California sono oltre nove mesi che non si vede/sente uno spot antifumo sui media. Minnesota, New Mexico e decine di altri stati stanno dimezzando o eliminando i fondi ai nazi-salutisti. In questi giorni in Oregon si piangono le solite cifre rottame sul “tabagismo” perché lo stato ha appena deviato i soldi rubati ai fumatori verso programmi più validi. La Florida sta già allentando il divieto appena varato per esentare i bar, mentre a New York, che già naviga in un mare di debiti, le perdite derivanti dalla tassazione assurda delle sigarette ($7,50 al pacchetto), combinata con la proibizione del fumo nei locali “pubblici”, porta i newyorkesi al contrabbando, e a portare i loro soldi nel confinante stato del New Jersey, nonché alla resistenza organizzata volta a capovolgere la dittatura antifumo, anche su istigazione dell’organizzazione C.L.A.S.H, affiliata di FORCES International. Il motto di C.L.A.S.H.? :”Smettila di concedere e non andare nei ristoranti; non bere e mangiare dove non si può fumare”. In una città con 10 miliardi di dollari di deficit, la tattica funziona perfettamente. Ma non è tutto. Dopo oltre 12 anni di “educazione” nelle scuole, il numero dei giovani fumatori continua a salire negli Stati Uniti e Canada, raggiungendo percentuali senza precedenti nella storia. Il fenomeno si sta espandendo anche all’Europa; ovunque il cancro antifumo fa metastasi, esso produce anticorpi anche sotto forma di giovanissimi fumatori. In Inghilterra il numero dei giovani “tabagisti” ha raggiunto cifre enormi da quando i programmi antifumo sono stati lanciati, e il 60% dei giovani di 15 anni o meno ha già sperimentato con sigarette – e in Italia, dove non esiste pubblicità al tabacco (ma abbiamo adottato il cancro salutista già da tempo nelle scuole), i risultati sono simili; naturalmente, c’è sempre qualche beota che ci dice che è tutta colpa delle Ferrari che fanno vedere la pubblicità della Marlboro tre o quattro volte all’anno! Insomma, la realtà economica e della vita comune sta mettendo in ginocchio la filibusta antifumo – anche se Dio proibisca che ciò si ammetta. Ma in Italia siamo sempre “indietro”, come amano credere gli italiani. Mentre la propaganda odierna porta come modello repressivo ciò che ha fatto l’America, non ci si accorge che il modello americano sta cambiando, e che la lotta contro i fumatori si sta inesorabilmente avviando ad un’altra disfatta storica. Qui la legge proibizionista deve ancora essere attivata, ma i fumatori italiani già fin d’ora non devono far altro che seguire il modello dei 60-70 milioni di fumatori nord americani, scolpendosi in testa una semplice equazione: VIETATO FUMARE = VIETATO SPENDERE, mentre devono diventare sordi al martellamento. Spot antifumo in TV? Cambiare canale (e magari scrivere una lettera alla stazione televisiva spiegando perché hai fatto ciò). Bimbo arriva da scuola con cervello lavato? Attivare deprogrammazione. Amico/a ti secca quando accendi? Non mancare di essere gentile, ma di dirgli anche fermamente di farsi i fatti suoi. Paura delle multe? Allora stai a casa: scoprirai che i tuoi amici verranno a trovarti lo stesso (o tu andrai da loro), mentre risparmierai un vero sacco di soldi! In un’economia ormai basata su carte di credito e prestiti, dove magri margini di profitto devono cambiar mano spesso e rapidamente, un calo del volume d’affari di solo il 10-15% diventa devastante. Colpire il sistema nel borsellino funziona meglio di ogni appello alla libertà e alla ragione, e meglio di ogni smascheramento di truffe scientifiche, purtroppo. Quando un sistema espande la sua oppressione, esso deve espandere geometricamente anche il suo controllo – e ciò costa molto caro, e conduce al collasso economico che mette in ginocchio l’oppressore. D’altra parte, lo ha detto anche Sirchia quando ha invocato un “cambio culturale antifumo”: “Non si può mettere un carabiniere a fianco di ogni italiano”. Giustissimo; allora mettiamo in atto la resistenza culturale ed economica, e facciamo anche vedere a Sirchia che si è dimenticato due importanti dettagli: che il carabiniere è un italiano – e che probabilmente è anche un fumatore. Cacciamo lo stato fuori dalle nostre vite personali (che sono i mattoni della vita pubblica); non possiamo che guadagnarci e vincere una guerra che ci è stata apertamente dichiarata, e che esclude quindi ogni dialogo. Però, una volta ottenuto ciò, non dobbiamo essere noi a commettere l’ennesimo errore storico. Il salutismo è basato su metodologie corrotte e su truffe scientifiche e statistiche come quella del fumo passivo. La presenza di truffe implica l’esistenza di truffatori. Una volta sconfitto il salutismo, bisogna rendere illegale la scienza rottame come base di politiche di stato, e perseguire severamente i truffatori che, più in alto sono, più rovinosamente cadono – e questa è vera prevenzione. FORCES Italiana _____________ [*] Vedi accordo con le multinazionali del tabacco del 1998 – 5 miliardi di dollari all’anno estorti dalle tasche dei fumatori |
||||||||