Straordinaria scoperta scientifica
La creazione dal nulla
Basta una legge per creare reati prima inesistenti

ovvero:

FINALMENTE GLI AUTOMOBILISTI ITALIANI HANNO LIBERTÀ DI SCELTA: PAGARE O BRUCIARE
di Marcello Gardani

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Automobilista: Abbrucia o paga

Lunedì 4 Agosto 2003 le agenzie di tutta Italia battono una notizia tragica: cinque italiani in vacanza in Namibia vanno a cozzare con la loro autovettura contro un mezzo pesante. Quattro, legati con le cinture di sicurezza, bruciano vivi. Il quinto, che non si era allacciato la cintura, viene sbalzato fuori e si salva.

Una doppia fortuna per quest'ultimo. La prima: essersi salvato la vita. La seconda: non essersi salvato in Italia, perché, non essendosi allacciata la cintura di sicurezza, i solerti ed "onesti" tutori dell'ordine giunti al soccorso avrebbero avuto il dovere di:

1) derubarlo dell'importo della "contravvenzione".

2) detrargli dei "punti patente" dai 20 previsti dal "decreto Lunardi" [1] che avrebbero potuto fargli ritirare la patente e quindi impedirgli di spostarsi autonomamente. [2]

Invece, se fosse regolarmente bruciato vivo con gli altri quattro, i medesimi tutori dell'ordine non avrebbero avuto niente da ridire. Magari avrebbero sparso un' "onesta" lacrimuccia.

Siamo esagerati? No: leggiamo quello che scrive l'ADUC  [3] una sedicente "Associazione per i diritti degli utenti e consumatori" (sic!)

Assassini Diritti Utenti Consumatori

E' il colmo che proprio questa pretesa "Associazione per i diritti degli utenti e consumatori", si batta in realtà per calpestare sempre più i diritti degli utenti e consumatori, costringendoci a trasformarci ancora di più in schiavi dello Stato. Eppure scrivono: "codice della strada. C'e' solo da farlo rispettare e punire chi lo viola e chi non lo fa rispettare"

Acriticamente, così: "bisogna farlo solo rispettare". Qualunque cosa preveda! Perché chi l'ha stilato è un genio e chi gli deve obbedire è un idiota. Pare che lo scriba non sia sfiorato dal sospetto che possa essere un idiota chi afferma di difendere i diritti degli utenti e dei consumatori calpestandoli.

Ma soprattutto, chi gli ha dato il diritto di parlare a nostro nome, che siamo utenti e consumatori ma NON RISPETTIAMO le norme liberticide?

Scrivono:

"...Discrezionalità che ha consentito, per esempio, ad un buon 60% degli automobilisti di continuare a circolare senza allacciarsi le cinture di sicurezza pur in presenza da anni di una norma che obbligava a farlo (sia chiaro: non automobilisti che non se le allacciavano accettando di pagare multe che qualcuno considerava irrisorie, ma automobilisti che in flagranza di violazione non venivano multati, ma al massimo ripresi)."

Aborto e cinture di sicurezza secondo i "benefattori nostro malgrado"

Ma tu che scrivi, che diritto hai di impormi con la violenza il fastidio di indossare le cinture di sicurezza sul mio corpo? Qualcuno ritiene che le donne abbiano il diritto di "disporre del proprio corpo" per uccidere il bambino che hanno in grembo, con l'aborto libero e pagato dagli altri, compresi gli antiabortisti, per giunta indipendentemente dal volere del padre, cui pure si deve il 50% del DNA del figlio. Ma le stesse donne non devono avere il diritto di "disporre del proprio corpo" per scegliere se allacciarsi o meno le cinture di sicurezza?

Scegliere se uccidere il bambino, sì "perché l'utero è mio", ma scegliere se allacciarsi la cintura sulla pancia, no "perché la pancia non è mia"?

A tali livelli di incoerenza arrivano i "benefattori nostro malgrado".

"Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni". Così sanciscono i Principi Primi, base del diritto universale e naturale.

Ne deriva che nessuno può violare il diritto della donna di disporre del proprio corpo. Ma - ecco perché non sono d'accordo - neppure lei può violare il diritto del nascituro a disporre del suo corpo in formazione e quindi ucciderlo, in quanto violerebbe i Principi Primi che tutelano il piccolo [4].

Così nessuno ha il diritto di toglierci il diritto di disporre del nostro corpo, per metterci o meno una cintura di sicurezza sulla pancia.

Chi lo fa con la persuasione è libero di esprimere il suo parere (esercita i diritti che gli derivano dagli stessi Principi Primi).

Chi lo fa con la violenza privata o con la violenza della legge è un criminale e va punito in proporzione al crimine commesso.

Pertanto sono criminali i parlamentari che approvano leggi liberticide, i magistrati ed i poliziotti che le attuano.

Non usiamo il termine che le fanno "rispettare", perché proprio di rispetto non sono degne.

Ciò implica un'altra cosa: che sono totalmente innocenti ed impunibili quelli che le violano.

Fari accesi di giorno

Grandissima pensata, quella dell'obbligo di tenere i fari accesi di giorno.

Eppure è semplice capire quando i fari possano essere utili: se si vede arrivare l'auto in lontananza prima di capire se abbia i fari accesi allora i fari sono inutili. Se si vedono prima i fari e poi l'auto allora sono utili.

Nessuna persona con un minimo di cervello può sostenere che i fari accesi in una giornata di sole che spacchi le pietre e 2000 metri di visibilità servano a qualcosa. Eppure non accenderli è un reato che comporta estorsione legale di denaro e, con la recidiva, la sospensione della patente e quindi l'impossibilità di muoversi autonomamente.

Anche questo arbitrio legislativo è un crimine.

Invece basta una campagna di informazione e fidare nell'intelligenza di ciascuno di noi: nessuno vuole coscientemente essere coinvolto in uno scontro frontale per non avere acceso i fari. Le sanzioni, se ci devono essere, non possono essere altro che una rifusione dei danni a quelli che li hanno subiti. Invece quelle consistenti in un pagamento allo Stato, per giunta in assenza di danni a chicchessia sono illegittime e criminali.

L'onorevole impunito e i limiti di velocità

Abito in un paesino: Gussola. Una sola volta un Onorevole Ministro si è degnato di venire a parlarci, anni fa.

Finito, se ne andò, con congrua scorta di auto dei Carabinieri. Mi trovavo a 500 metri dalla piazza, quando le loro auto passarono, coi motori che urlavano. Non scherzo, se non viaggiavano già a 100 Km/h viaggiavano a 130. Di giorno e in pieno paese.

Facevano paura. Uno suddito come noi sarebbe stato martirizzato dallo Stato. L'Onorevole Ministro, cioè lo Stato, invece era impunito. I Carabinieri a bordo avrebbero dovuto togliere la patente a se stessi...

Eppure, anche in quell'occasione, Onorevole e Carabinieri non uccisero nessuno.

Espellere dall'auto telefonino, sigarette e moglie

Perché si viene multati per il telefonino usato alla guida?

"Perché si stacca la mano dal volante".

Ma chi fuma non stacca la mano dal volante? Allora, per coerenza, bisogna vietare anche di fumare alla guida. Poi bisognerà vietare di installare accendini e posacenere nelle autovetture. Qualcuno insisterà pervicacemente? Allora bisognerà installare in tutte le auto dei rivelatori di fumo collegati via satellite con la polizia. A spese degli automobilisti. E punire atrocemente i criminali che insistessero a fumare in auto.

Non parliamo di noi grassoni che amiamo iniettarci endovena focacce faraonicamente farcite durante le lunghe ore d'autostrada: le guardiamo, persino, durante lo smantellamento...

Allora il nostro contraddittore cerca di correggere il tiro, per giustificare il divieto:

"No, non solo perché si stacca la mano dal volante: anche perché ci si distrae parlando al cellulare".

Ma chi fuma parlando con la moglie non stacca la mano dal volante e si distrae parlando con lei? Allora c'è solo una soluzione... espellere dall'auto telefonino, sigarette e moglie.

Suggeriamo di porli su un piccolo rimorchio [5].

Una modesta statistica sul valore preventivo dei divieti

Si viene multati ferocemente e perdiamo "punti patente" quando trovati a telefonare col cellulare durante la guida, "perché ciò mette in pericolo gli altri". Il sottoscritto ha violato centinaia di volte questo divieto (e altri divieti decine di migliaia di volte) eppure negli ultimi dodici anni non ha mai provocato un incidente, nonostante 300.000 km percorsi.

Fortuna? No. Fortuna se va bene una volta. Due. Dieci. Cento (forse). Ma non per dodici anni. Solo un incompetente può parlare di fortuna. Invece bisogna dire che violare decine di migliaia di volte molti tra i divieti imposti non è statisticamente più pericoloso che osservarli. Dunque non è vero che questi divieti servono a migliorare la sicurezza: servono a derubarci di soldi e diritti.

Ambientalismo idiota e burocrazia ottusa: il caso dell'atrazina

Saltando di palo in frasca, ricordo [6] un caso di parecchi anni fa, sulle statistiche manipolate nel caso del diserbante del Mais chiamato Atrazina.

Le concentrazioni di Atrazina nell'acqua potabile pari a 650 parti per miliardo erano scientificamente ben tollerate. Un burocrate incompetente modificò il limite precedente, portandolo a 0,1 parti per miliardo (ben al di sotto della concentrazione ammessa per il letale cianuro di potassio!). Risultato: divennero "velenose" acque che non lo erano.

Qualcuno propose di utilizzare il limite scientificamente provato. I cosiddetti "ambientalisti" [7] insorsero contro chi "vuole aumentare i limiti di tollerabilità per avvelenare la popolazione", dimenticandosi che le acque erano diventate velenose solo perché un burocrate ottuso aveva scritto un valore limite assurdamente basso, senza nessuna base scientifica.

Risultato: il limite è ancora quello idiota.

L'Atrazina, diserbante economico del Mais, è stato sostituito da diserbanti altrettanto (poco) tossici, ma molto più costosi.

Contenti:

·           Ambientalisti idioti

·           Burocrazia ottusa

·           Politici menefreghisti

·           Aziende chimiche

Malcontenti:

produttori e consumatori, che vedono limitata la propria libertà e sopportano costi maggiori.

Cioè noi. Ma chi se ne importa di noi sudditi?

Esattamente gli stessi sistemi vengono dolosamente o ignorantemente utilizzati ogni giorno per dimostrarci che l'inquinamento nelle città dovuto al traffico continua a salire (quindi blocco del traffico, altre multe, altri soldi, tanti soldi...), mentre sono i limiti imposti dai burocrati che continuano a scendere.

La scusa delle spese sanitarie

Qualcuno sostiene che gli obblighi demenzial-stalinisti che ci sono imposti ogni giorno di più siano giustificati dal fatto di ridurre le spese a carico della collettività. Ad esempio dicono: "chi non si allaccia le cinture può essere ferito più gravemente e quindi i costi ospedalieri sono maggiori, quindi dovrei pagare più tasse per pagarti il ricovero maggiorato. Dunque ho il diritto di importi con la violenza di indossare le cinture".

L'argomentazione si smonta in un'Amen.

Infatti, dai Principi Primi sopra citati, deriva che nessuno ha l'obbligo di iscriversi al servizio sanitario statalista che vige in Italia. Deriva che nessuno ha l'obbligo di finanziarlo, se vuole associarsi ad un'altra mutua, o assicurarsi, o sperare nello stellone: ciascuno è padrone di se stesso e dei propri beni. Quindi chi vuole che gli altri indossino obbligatoriamente le cinture per risparmiare sulle sue tasse ha il diritto di cancellare la propria iscrizione all'assistenza sanitaria statale, così non contribuirà per nulla alle cure altrui, ma non ha il diritto di usare violenza sugli altri per costringerli al comportamento che egli reputa giusto. Analogamente, chi vuole girare senza cinture di sicurezza ha il pieno diritto di non essere iscritto al servizio sanitario statalista, rifiutandosi di pagare sia i cosiddetti "contributi" sia le tasse che servono a ripianarne parzialmente il deficit infinito e l'inefficienza cronica ed inemendabile. Ovviamente poi le cure saranno affar suo: chi pretende la libertà deve pagarne il prezzo.

In parole povere: chi vuole l'assistenza sanitaria pubblica ha il dovere di pagarsela per quanto costa ed ha il diritto di non sovvenzionare quella privata. Chi vuole l'assistenza sanitaria privata (o mutualistica, o assicurativa, o nessuna...) ha il dovere di pagarsela per quanto gli costa e il diritto di non sovvenzionare quella pubblica.

Così è dimostrato che questa scusa è priva di fondamento.

Statistiche sui risultati: non "bersi" tutto come acqua fresca

Si è fatto un gran parlare dei risultati positivi di queste nuove norme.

Ma le statistiche non possono essere fatte superficialmente, confrontando i dati dei morti in un weekend con quelli di un altro.

Neppure confrontare i morti di un anno con quelli di un altro è abbastanza preciso.

Bisogna confrontare i morti annui per passeggero*chilometro trasportato, come si fa per gli aerei.

In tal modo si dovrebbe assistere ad un decremento continuo nei morti per passeggero*chilometro, dovuto al miglioramento di auto, strade, autisti etc.

Se l'introduzione di una nuova norma dovesse effettivamente dare dei risultati migliori, la curva (già in diminuzione) dei morti per passeggero*chilometro dovrebbe mostrare una discontinuità, un gomito, un cambio di pendenza verso il basso.

Se non vi mostrano una curva del genere (e questa curva non è falsa: attendetevi di tutto) non credete neppure che questi provvedimenti, oltre ad essere liberticidi, abbiano una rilevante utilità per la sicurezza [8].

Del resto, esiste un solo sistema statisticamente certo per "limitare i danni" da circolazione a motore: abolirla.

Norme draconiane: per crearsi un alibi e per derubarci ulteriormente

La creazione di tutti i nuovi obblighi o l'inasprimento delinquenziale di sanzioni già esorbitanti, irrogate in assenza di danni reali ha in realtà due scopi precipui:

1) Creare una scusa per i politicanti, da Roma al più lontano Municipio dell'Impero, che così non possono essere accusati di disinteresse per gli incidenti stradali. Basti vedere come quasi nessuno osi protestare per l'abbassamento dei limiti o l'inasprimento delle sanzioni, mentre basta l'ipotesi di alzare qualche limite di velocità da 130 a 150 Km/h in autostrada per condurre a crisi isteriche alcuni gruppi politici.

2) Soldi. Tanti soldi. Soldi per tutti: lo Stato, le Province, i Comuni, le Autoscuole che dovranno restituire le patenti tolte criminalmente ad autisti che sanno guidare. Tutti soldi rapinati agli automobilisti.

L'utilità economica di perseguitare gli automobilisti anziché i rapinatori

La triste realtà è che per Stato e Polizia è comodo sanzionare gli automobilisti, che girano disarmati e sono già abituati ad essere tosati da uno degli erari più voraci del mondo.

Invece non è affatto comodo colpire chi commetta reati contro la proprietà e la persona (furti, rapine, omicidi ecc). Infatti questi ladri e rapinatori spesso sparano. Invece gli automobilisti non ancora ("spariamo" in futuro...).

Inoltre ladri e rapinatori allo Stato non rendono niente: anzi bisogna spendere soldi per mantenerli in galera.

Quindi non esiste neppure il problema della scelta:

a) Si continui a tormentare gli automobilisti con regole sempre più idiote ed a farli pagare un sacco di soldi.

b) Si continui a permettere che il 95% dei crimini veri (quelli che danneggiano effettivamente il prossimo) commessi in Italia sia impunito.

c) In cambio si incarceri chi, indifeso dallo Stato, si difende da solo (le poche volte che non riesce a farsi ammazzare come la liturgia della cronaca nera prevede).

In pratica, chi voglia vivere bene ed impunito ha solo due strade: diventare criminale o entrare in una tra le miriadi di stanze dei bottoni statali. Supposto che siano due strade distinte...

Ladri e Stato "socialmente vicini"

Del resto, come già citava acutamente Alexander Solzenicyn in "Arcipelago Gulag", traendolo da un'autorevole pubblicazione socialista sovietica, i socialisti e i ladri sono "socialmente vicini", in quanto entrambi violano la proprietà privata.

Disciplinati o carcerati?

I giornalisti che hanno "portato il cervello all'ammasso" sono soliti chiamare pappagallescamente "autisti indisciplinati" quelli che non si sottomettono stupidamente ed acriticamente a tutti gli obblighi, anche idioti, che vengono in mente al legislatore di turno.

E se creassimo la categoria dei "Legislatori indisciplinati", quelli che non rispettano i Principi Primi di libertà che spettano a tutti noi, e cominciassimo a punire quelli, con intelligenza e moderazione, in proporzione diretta ai crimini commessi?

Sono loro che meritano il carcere ed i lavori forzati, non gli "autisti indisciplinati" nella trita accezione pennivendolesca.

Il primo passo: Chi sancisce le multe non può incassarle

Se lo Stato (le Provincie, i Comuni etc) sono veramente in buona fede, e applicano queste lunari sanzioni pecuniarie per diminuire i morti sulle strade, hanno un modo semplice per dimostrarlo: devono essere d'accordo di applicare una regola semplice: chi sancisce le multe non può incassarle.

Chi le deve incassare? Organizzazioni non lucrative a scelta del multato (Ricerca sul cancro, Chiesa, Missioni, Fondazioni, Enti culturali...)

Vedremo se i Comuni e lo Stato continueranno a installare Autovelox nascosti sulle poche vie a scorrimento veloce, per derubare i viaggiatori. Vedremo proprio volentieri.

Stato & accoliti non sono d'accordo a farlo? Vuole dire che sono dei truffatori, che dichiarano di volere il bene dei cittadini ma in realtà vogliono solo estorcere loro denaro con reati creati dal nulla.

Il secondo passo: Nessun danno, nessuna sanzione

Quello precedente è solo un primo passo. In realtà esiste solo un sistema compatibile con i Principi Primi: chi causa un danno, anche colposo, deve pagare per esso. Chi non causa nessun danno (anche minimo) non deve pagare per nulla e non può essere punito.

"...Ma così si sancisce l'impunità...?"

Crimini e danni vanno puniti dopo che si sono commessi, non prima.

L'acriticamente osannata "Prevenzione" rappresenta un pretesto chiave per introdurre norme liberticide nell'ordinamento dello Stato e per permettere a questa organizzazione finalizzata all'estorsione contro i suoi sudditi di "schiavizzarci per il nostro bene".

Come il recente decreto sulla martirizzazione degli automobilisti non fa che confermare.

Terzo passo: è nostro diritto scegliere il modo in cui cambiare lo Stato

O la legislazione è giusta, cioè rispettosa dei diritti individuali sintetizzati dai Principi Primi, o essa prevede necessariamente crimini contro i diritti degli individui, derubandoli per imporre loro servizi ed obblighi che essi non hanno scelto.

La colpa è della legislazione e dello Stato, non certo di chi vuole essere libero di scegliere per sé il proprio personale livello di comodità o di rischio, sia nel campo delle cinture di sicurezza, sia in qualsiasi altro campo.

Se la legislazione dello Stato ci opprime, questo è motivo sufficiente per abbattere lo Stato attuale e creare una società finalmente rispettosa dei diritti di ciascun singolo individuo.

La scelta dei modi in cui attuare questo progetto non è necessariamente quella prevista dallo Stato (sarebbe assurdo accettare tale principio, vista la tendenza all'autoconservazione di questo organismo parassitario), ma spetta alla libera scelta delle persone oppresse, cioè di tutti noi uomini liberi.

Ma di questo parleremo più ampiamente in altra occasione.

Intanto, a tutti, l'incitamento a mantenere accesa la fiaccola della libertà e della giustizia. Il crimine non trionferà veramente fino a quando ci sarà un uomo onesto che gli si oppone.

di Marcello Gardani


[1] )  DECRETO LEGGE 30 Giugno 2003 [ritorno]

[2] )  ...eccetto che "a piedi", su "velocipede" (relitto etimologico reperibile solo sui cartelli stradali) o con gli osannati (perché sovietizzati) "mezzi pubblici".[ritorno]

[4] )  E' indubbio che, per capire la liceità o meno dell'aborto alla luce dei Principi Primi, occorrano considerazioni estremamente sottili ("spaccare il capello in quattro"), in quanto al limite dell'applicabilità degli uguali e massimi diritti della "mamma" (poco "materna", ma essere "materni" non può essere un obbligo) e del figlio che vuole uccidere. Si noti, tra l'altro, che non c'è bisogno di invocare la religione per arrivare a queste conclusioni. [ritorno]

[5] )  Naturalmente omologato in base al comma X dell'art. Y della legge Z, che prevede le seguenti raccapriccianti sanzioni per i violatori...[ritorno]

[6] ) Vado a memoria sui numeri, non essendo più in grado di ripescare articoli (su "Terra e Vita") vecchi di oltre 10 anni, ma non credo di sbagliare. In caso contrario mi rimetto all'indulgenza del lettore. [ritorno]

[7] )  Non necessariamente, per amare la natura e l'aria pura, ci si deve comportare come i "Verdi"... Anzi, al contrario: chi ha voluto il benzene, cancerogeno, nella benzina "Verde"? [ritorno]

[8] )  A prescindere dal fatto che per un viaggiatore "sicurezza" è anche sapere di poter tranquillamente spostarsi senza essere derubato e perseguitato dai briganti o dallo Stato. [ritorno]