PESTATO SUL PATIO DI CASA SUA, E PURE DENUNCIATO - E GLI ANTIFUMO APPLAUDONO

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26 Febbraio 2003 - Palm Springs, Florida, USA. Un uomo, come ogni sera, esce sul patio della sua casa a fumare un sigaro prima di andare a dormire. Ma il vicino che ha sentito la propaganda-truffa sui pericoli del fumo passivo decide di dare finalmente sfogo all’odio che ha accumulato contro i fumatori, e grida all’uomo di spegnere il suo sigaro perché lo sta uccidendo. Il fumatore, sebbene rifiuti di spegnerlo, si avvia verso la porta della sua casa per fumare dentro. Ma ciò non basta al vicino, che corre ad assalirlo mentre sta entrando in casa. La cosa si fa ancora più grottesca: dopo aver pestato il fumatore, l'antifumo lo denuncia per assalto tramite fumo passivo, richiedendo che il tribunale vieti al fumatore di fumare a casa sua.

Non sappiamo che deciderà il tribunale ma, veramente, ciò non è nemmeno la parte più importante. Quello che è agghiacciante è che i gruppi antifumo applaudono a questo episodio di delinquenza: “Certamente esiste un aumento di casi in tutto il Paese, dove la gente è più allerta ai pericoli dei fumo passivo, e sempre meno disposta a tollerarli”, dice il portavoce di uno di tali gruppi. Non abbiamo dubbi che ciò sia vero. Quando l’establishment di stato legittima una truffa scientifica e comportamenti criminali, fa continui spot antifumo volti ad istigare tali comportamenti, e si sentono persino i ministri della salute affermare che i fumatori avvelenano le loro “vittime”, che altro ci si può aspettare? Ma quando uno Stato legittima comportamenti a delinquere ormai non dissimili dall'odio razziale sulla base di scienza rottame, ipocondria, “bullismo”, isterismo e lamenti, cos’è esso stesso diventato? E un’altra domanda viene di conseguenza: merita uno stato del genere rispetto ed obbedienza? La risposta marca la differenza tra fascismo e libertà.