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IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE: LA PERVERSIONE MEDIEVALE DELL’ERA SPAZIALE

Il principio di precauzione, in sintesi, si basa su due pilastri, che rappresentano entrambi una fondamentale involuzione legale ed una sovversione morale che ha un precedente solo nei "processi politici" di tutti i regimi tirannici. Essi sono complementari e a circolo chiuso:

1)    È l’accusato che deve provare la sua innocenza, e non l’accusatore che deve provare la colpa dell’accusato.

2)    Non è necessario per l’accusatore dimostrare scientificamente le ragioni dell’accusa ed attribuire colpevolezza: basta il sospetto.

Se, per esempio, l’industria X è accusata dall’ente Y di inquinare in modo “pericoloso” per la salute o per l’ambiente, è l’industria X che deve provare che il presunto inquinante non è pericolosonon l’accusatore ente Y che il prodotto è pericoloso! Allo stesso modo, la Philip Morris o la MacDonald’s devono provare che il loro prodotto non causa le decine, centinaia, o migliaia di malattie “attribuite” statisticamente ai loro prodotti. Secondo questo principio quindi i ministeri della salute o dell’ambiente, per esempio, non sono tenuti a dimostrare scientificamente le loro accuse: basta il sospetto e la possibilità teorica che il prodotto “faccia male” per vietare, tassare, regolare, multare, limitare, punire, restringere l’uso o eliminare del tutto il prodotto e/o il comportamento derivante dal suo uso semplicemente invocando tale principio.

Ma è impossibile provare un negativo – cioè è impossibile provare che qualcosa (qualsiasi cosa) non fa male, così com’è praticamente impossibile per chi è accusato di aver rubato un portafoglio di provare assolutamente che lui non è stato. Inoltre l’onere della prova sull’accusatore (e i costi necessari per provare l’accusa) hanno sempre costituito un’efficace deterrente alla frivolezza e alla malignità, che ora non hanno limite perché è l’accusato che deve sostenere i costi dell’accusa. Ma in tale modo, le “autorità” burocratiche e sanitarie si assicurano che le loro accuse siano sempre “provate”, aggiudicandosi quindi un’autorità illimitata di agire a piacimento.

Sebbene solo uno tra migliaia, il caso del fumo -- specialmente quello passivo -- è un esempio classico, lampante e universale dell’applicazione di questa perversione elevata a principio. Addirittura, nel caso del fumo passivo non è stata neanche provata statisticamente l’esistenza del rischio, ma ciò non ha frenato l’establishment “sanitario” e i media dal rappresentare falsamente il fumo passivo come un pericolo scientificamente provato. Quando si confrontano pubblicamente i disinformatori antifumo con la realtà scientifica essi, infatti e come ultima risorsa, invocano sempre il principio di precauzione, specialmente il punto (2).

Con il punto (2), infatti, anche se i produttori di sigarette, altre entità indipendenti, e persino le statistiche degli stessi accusatori riuscissero a dimostrare la non esistenza statistica di rischio (massima elevazione mai riscontrata 30%, quando è necessario il 200-300% per stabilire che il rischio esiste davvero) il fumo nei locali pubblici è ad ogni modo vietato perché esso POTREBBE comunque essere pericoloso -- nonostante che finora non si sia riuscito a provarlo: è meglio dunque soffocare la libertà in caso (non importa quanto improbabile!) che un prodotto faccia male piuttosto che permetterne l’uso perché non si possono trovare prove tangibili della sua pericolosità. Quindi, oltre a confermare il controllo politico assoluto di autorità sanitarie che sono raramente elette direttamente, il principio di precauzione sancisce anche il trionfo della percezione della salute sui reali valori liberali, costituzionali, scientifici, democratici e culturali della singola nazione e della comunità internazionale. Si sancisce dunque che la salute è di gran lunga più importante della libertà -- e addirittura la propaganda contemporanea identifica la seconda con la prima, trasformando il vecchio, innocuo e qualunquista detto "quando c'è la salute c'è tutto" in una dispotica realtà legale la non conformità con la quale può costare assai caro.

Lasciamo alla fantasia del lettore di estendere le infinite potenziali applicazioni di questo perverso principio, sancito dall’Unione Europea e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ed applicato dalle legislazioni dei Paesi membri, visto che praticamente ogni prodotto ed attività possono essere ricondotti alla salute o all’ambiente. Finora, l’effetto più spettacolare e devastante dell’applicazione del principio di precauzione è stato il DDT, il divieto dell’uso del quale è basato su una presunta, vaga e non scientificamente dimostrata connessione con il cancro. Per salvare un teorico, non quantificabile e comunque non dimostrabile numero di persone dal cancro “statistico” (multifattoriale), infatti, milioni di persone muoiono realmente ogni anno a causa della (monofattoriale) malaria nel Terzo Mondo, portata dalle zanzare che potrebbero essere tenute sotto controllo con il DDT. Ecco come la tanto venerata e rispettata “salute pubblica” (che ci dice che il fumo, anche quello passivo, uccide) perpetra crimini in nome della salute – e le si concede il potere per commetterne dei nuovi -- mentre la si applaude per ciò che non si capisce.

FORCES Italiana

"Dove esistono minacce di danno serio o irreversibile, la mancanza di piena conoscenza scientifica non potrà essere usata come ragione per posporre misure di prevenzione della degradazione ambientale."
Dichiarazione di Rio dell'ONU; ratificata dalla UE  (a differenza degli USA, che l'hanno accettata nel '92 ma non l'hanno mai ratificata), e peggiorata dalla UE quando recepita.
Estesa quindi ad ogni aspetto della politica, incluso e specialmente quello della "salute pubblica", essa è degenerata nella Dichiarazione di Wingspread, che afferma:

“Quando un'attività crea possibilità di fare male alla salute umana o all'ambiente, misure precauzionali dovrebbero essere prese anche se alcune relazioni di causa-effetto non sono stabilite dalla scienza.
Confermando dunque che decisioni che affliggono fondamentalmente la libertà di milioni e l'economia di intere nazioni possono essere liberamente prese dalle autorità senza alcun bisogno di prove scientifiche, ma solo sulla soggettiva base di emozioni, ipotesi, e una possibilità ipotetica di pericolo.

Clicca qui per leggere il testo originale del principio di precauzione (inglese)

Per ulteriori informazioni sul principio di precauzione, leggi “Il principio di precauzione: uno strumento pericoloso”.