DONA ADESSO!

>>>>  Invia questa pagina a un amico

DIVENTA SOCIO DI FORCES!

Forces Italiana - Codice Fiscale 9506307010
Casella Postale 2501 - 16146 Genova

Come sarà speso il tuo denaro

Se questa pagina appare in un frame e vuoi collegarti, clicca qui per liberarla

FORCES Italiana - ritorno alla pagina principale
Ritorno alla pagina principale di FORCES Italia

LA TRUFFA DELLA MARIJUANA TERAPEUTICA

Del prof. Jeffrey Schaler, membro del Comitato d’Onore di FORCES International
Clicca qui per leggere l'articolo in originale inglese 
Clicca qui per visitare il sito di Jeffrey Schaler

Traduzione di Gian L. Turci

23 Giugno 2003 - La maggior parte dei proibizionisti antidroga si oppongono alla legalizzazione della marijuana come medicina, e hanno ragione. Analogamente, la maggior parte di coloro che credono che il  proibizionismo sulle droghe dovrebbe essere abolito sostengono la legalizzazione della marijuana come medicina, e hanno torto. Malattia e medicina non hanno nulla a che fare col fatto che dobbiamo avere libero accesso alla marijuana.

I proibizionisti credono che le droghe siano sicure solo quando lo stato concede ai medici la facoltà di prescriverle; gli spacciatori di marijuana terapeutica sono d’accordo.

Sia i proibizionisti (che credono che la marijuana sia intrinsecamente pericolosa), sia gli spacciatori di marijuana terapeutica (secondo cui la marijuana è sicura) mentono al pubblico sulle droghe. Le droghe non sono né sicure, né pericolose; la loro sicurezza dipende da come la gente le usa. In questo senso, la marijuana non è diversa dall’eroina.

Perché i fautori della legalizzazione della marijuana non chiedono che pure l’eroina sia legalizzata? Perché pensano che la marijuana sia una droga buona e l’eroina una droga cattiva. Perché gli spacciatori dia marijuana legale non hanno obiezioni contro le restrizioni all’uso del tabacco? Perché pensano che la marijuana sia una droga buona e la nicotina sia una droga cattiva.

La marijuana è una medicina? Beh, quasi tutto può essere etichettato come medicina. Quando gli psichiatri privano la gente della libertà, dicono che questa è una medicina per le malattie mentali. Gli schiavisti chiamavano medicina la frusta che colpiva gli schiavi quando cercavano di fuggire. “A scopo medicinale”, mi disse un'anziana donna ad un matrimonio cui partecipai alcuni anni fa, mentre tornava dal banco del bar strizzandomi l'occhiolino e reggendo un doppio scotch. I dispensatori di terapie anti-dipendenza definiscono "automedicazione" l’uso illegale di droghe. Magneti, vitamine, erbe, lattosio preparato omeopaticamente, agopuntura, chiropratica, bagni a base di minerali – tutto è considerato medicina da un gran numero di persone nel mondo. Come osservò Thomas Szasz [*], la masturbazione una volta era considerata la causa di molte malattie; oggi i “sesso-terapisti” la considerano una medicina. E, parlando di terapisti, sembra proprio che gli psico-terapisti accettino praticamente tutto come medicina: aroma-terapia, terapie a base di poesie, di preghiere, di lettere; terapie conoscitive, o a base di esercizi, di animali domestici, di musica… tutto è terapia se volete che lo sia, e terapia è medicina anche se tu non lo desiderate. In breve, il mio punto è questo: ciò che chiamiamo medicina dipende da chi dice che è medicina, da chi lo usa come medicina, e per quali scopi lo si usa.

Se la marijuana diventa una medicina legale, chi ne trae beneficio? Secondo i sostenitori della marijuana, ci sono malati che ne hanno bisogno come medicina – e questo è proprio il tipo di retorica triviale che i politici preferiscono nettamente. Di solito, si dice che “è per i bambini”; [ma in questo caso] “è per i sofferenti e gli ammalati”. Un quattordicenne che conosco guarda attraverso questo nonsenso [come attraverso un cristallo]: “Dicono che la marijuana è una medicina così si possono divertire quando la fumano”, mi ha detto recentemente, aggiungendo: “La gente si inventerà un sacco di malattie per cui c’è bisogno della marijuana”. Chiunque abbia anche solo un po’ le idee chiare non si farà prendere per il naso dagli spacciatori di marijuana terapeutica.

Il movimento a favore della marijuana medica è la punta di diamante del movimento per la “riduzione dei rischi”. La riduzione dei rischi è un eufemismo per il controllo del comportamento personale da parte dello stato. Coloro che dirigono questo movimento credono che un gran numero di comportamenti “cattivi" dovrebbe essere considerato come un problema di salute pubblica, che richiede un approccio e un intervento medico. Questi sono i sacerdoti di ciò che Szasz chiama “stato terapeutico”: l’unione tra medicina e stato che ha rimpiazzato lo stato teocratico . Lo stato terapeutico è una crociata religiosa mascherata da medicina.

Chi dunque trae vero beneficio dalla marijuana terapeutica? Coloro che vogliono la legalizzazione della droga riusciranno a ficcare un piede nella porta. I dottori e le case farmaceutiche faranno quattrini. Gli spacciatori di droghe illegali continueranno a trarre profitti dal mercato nero. Coloro che vogliono “farsi” impunemente si inventeranno nuove malattie che richiedono marijuana, e le promuoveranno facendo grazie a un lavoro di lobby. La Food and Drug Administration [**] si espanderà ancora di più. E coloro che investono in azioni di industrie legate alla marijuana rideranno per tutto il tragitto tra lo stock market e la loro banca.

Ed il povero paziente con il glaucoma? Beh, potrebbe fumare marijuana se volesse; però potrebbe anche continuare a mettersi delle gocce di Xalatan negli occhi come faccio io. E il paziente che soffre di nausea per via della chemioterapia? Beh, potrebbe fumare marijuana se volesse; effettivamente potrebbe essere utile. Ma il paziente potrebbe anche continuare ad usare i farmaci anti-nausea che sono correntemente disponibili. 

E coloro che vogliono fumare marijuana per divertimento? Beh, quelli dovranno continuare a comprare la droga dai soliti loschi figuri – e sperare di non essere acchiappati.

_____________

[*] Membro del comitato d'Onore di FORCES International. Clicca qui per un profilo del professore .

[**] La Food and Drug Administration (FDA) è l’autorità nazionale Americana preposta all’approvazione dell’uso dei farmaci, certificandone non solo la sicurezza, ma fissando anche confezioni, aspetto, avvertimenti e segmenti di mercato e di pubblicità in cui un farmaco può essere venduto. Creata nei primi anni ’70, la FDA si è espansa sproporzionatamente regolamentando innumerevoli aspetti della vita e del mercato statunitense in nome della Salute & Sicurezza.