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11 Aprile 2003 - Per molti italiani, una sigaretta alla fine del pasto è tanto di rigore quanto un caffè espresso. Ma quelli che fumano al di fuori dei muri di casa devono stare attenti ai Carabinieri della salute, la polizia antifumo.

A partire del 14 Aprile 2003, il fumo sarà vietato in tutti i treni regionali in Italia. Nel Dicembre 2002, una legge fu varata, dando tempo a bar e ristoranti fino al 2004 per creare aree non fumo ed installare sistemi di ventilazione. Il fumo è già vietato nella maggioranza degli edifici pubblici secondo leggi varate nel 1975 e nel 1995.

Restrizioni contro i fumatori sono state imposte in altri Paesi europei come la Grecia, la Romania e l’Irlanda. Negli USA, il fumo è già da tempo bandito in bar e ristoranti in California, e New York ha varato misure simili alla fine di Marzo 2003. Anche il presidente francese Jacques Chirac sembra essere d’accordo con gli americani, una volta tanto, e ha lanciato la “guerra al tabacco” il mese scorso.

È il fumo passivo che è stato il punto focale dello spegnimento delle cicche in questi Paesi. L’Italia non è eccezione e il suo ministro della salute, Girolamo Sirchia, stima che uno in dieci cancri polmonari sia causato dal fumo passivo.

Ciò nonostante, non esiste consenso sul collegamento tra fumo passivo e cancro polmonare. Una ricerca del Professor Robert Nillson, un tossicologo dell’Università di Stoccolma, ha rivelato che l’incremento d’incidenza del cancro polmonare attribuito al fumo passivo è di un ordine di grandezza più basso di quello usato per regolare i rischi ambientali negli Stati Uniti. Ciò significa che il fumo passivo è meno rischioso dell’arsenico nell’acqua potabile, o di mangiare funghi due volte alla settimana.

L’evidenza dall’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro (IARC), fatta su commissione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non è conclusiva. Un comitato di esperti convenuto dall’Agenzia riportò l’anno scorso che l’incremento di rischio da cancro polmonare per fumo passivo è circa il 20 percento, ma non trovò relazione tra bambini con cancro polmonare e fumo quando esposti allo stesso in giovane età o in utero.

Allora, come mai le nuove restrizioni sul fumo nei bar e ristoranti italiani raddoppiano le multe per chi fuma in presenza di donne visibilmente incinta o di bambini sotto i dodici anni? E le donne incinta che fumano, saranno  multate anche loro? Con un principio di precauzione che afferma, in sostanza “meglio essere sicuri che essere dispiaciuti” – un principio che guida sempre più la politica – l’evidenza scientifica dell’esistenza di un rischio non è necessaria prima di intraprendere azioni contro tale rischio. Ciò nondimeno, tali politiche creeranno un costo notevole per gestori che ora devono acquistare sistemi di ventilazione, o ristrutturare i loro locali perché obbligati a offrire aree no-smoking.

Inoltre, la nuova legge antifumo scava trincee tra fumatori e non fumatori che potrebbero condurre a nuovi conflitti. Con fumatori che affermano di essere vittime di altri che dicono loro che fare, e non fumatori che si lamentano di sofferenze causate dal fumo passivo, i fronti delle battaglie [sociali] sono stati riposizionati.

Sebbene io sia un non-fumatore con occhi sensibili al fumo, sono fortemente opposto alle nuove restrizioni contro i fumatori. Almeno una volta alla settimana mia moglie ed io, assieme con i nostri figli, rispettivamente di due anni e di quattro mesi, andiamo a mangiare nei ristoranti italiani, e inevitabilmente incontriamo fumatori. Ma, come la grande maggioranza della gente, sono perfettamente capace di chiedere a chi mi sta a fianco di non fumare.

In tali situazioni, il ministro italiano della salute consiglia di “chiamare la polizia”. Nella città di Trento dei pazienti fecero esattamente ciò quando un medico rifiutò di spegnere la sigaretta nella sala d’attese di un ospedale. Fu multato e denunciato al servizio sanitario nazionale. Ma siamo patetici abbastanza da aver bisogno dell’intervento della polizia antifumo?

Inevitabilmente, la polizia antifumo arriva anche quando non è invitata. Una ribellione esplose a Genova nel consiglio regionale ligure quando due ufficiali armati irruppero nella camera comunale in sessione per dare la multa a tre persone che fumavano. All’inizio del 2002 ci fu un blitz con 438 ispezioni in Roma, Milano e Napoli. Ben 161 multe furono date a fumatori, e 33 sanzioni economiche furono inflitte a supervisori che non avevano implementato le restrizioni sul fumo.

Le nuove leggi antifumo e l’incremento della vigilanza poliziesca riducono solo la libertà di fumatori e non fumatori. E chissà quale sarà il prossimo compito della polizia della salute? Il fumo negli occhi sui rischi del fumo passivo non dovrebbe prevenirci dal prendere le nostre decisioni sulla nostra salute, e influenzare il modo in cui gestiamo le nostre relazioni con altri.

Il Dott. Dominic Standish sta completando un PhD su Venezia e i rischi ambientali, ed è il corrispondente europeo di Techcentralstation, un’organizzazione informatica e di ricerca su nuove tecnologie.