2 Aprile – ‘La multinazionale americana delle sigarette non può far fronte a un bond di 12 miliardi di dollari imposto da un tribunale USA a garanzia dei fumatori danneggiati. Standard & Poors: "Rischio bancarotta". ‘ La multinazionale americana comincia a sentire il grave peso di una devastante politica perdente e distruttiva verso se stessa e verso i suoi clienti, dei quali permette e addirittura sostiene la demonizzazione e la persecuzione. Per anni la PM ha implementato una scellerata politica di cedimento e di ammissione di “colpe”, arretrando ad ogni occasione e concedendo alle più assurde truffe scientifiche e alle pretese delle gang antifumo internazionali. La teoria folle (sebbene non ufficiale) di questa enorme ditta è che, se si vuole indebolire una forza, bisogna allinearsi con essa e non opporla. In altre parole, fare i “bravi ragazzi” e dimostrare vergogna; ammettere che si è stati “cattivi”, dare ragione a tutte le possibili truffe sul fumo, inclusa quella sul fumo passivo, nonché leccare fondelli a non finire -- e addirittura scusandosi ufficialmente per aver cercato di smascherare le truffe salutiste nel passato -- sperando e contando sul fatto che l’opinione pubblica e le gang antifumo accettino questo nuovo “ruolo sociale” dei produttori di sigarette, e conseguentemente “perdonino” e/o “tollerino” in qualche modo la loro esistenza. Beh, la teoria dell’allineamento delle forze funziona bene nella fisica – ma qui non siamo nel campo della fisica, ma in quello delle emozioni, delle truffe e della scienza rottame. Finché l’opinione pubblica sarà convinta che il “fumo è la più importante causa di morte che può essere prevenuta”, e continuerà a credere che il fumo passivo uccide, l’unica possibile e inevitabile fine dell’industria del tabacco in generale, e della Philip Morris in particolare sarà quella che si sta delineando all’orizzonte. Il fine ultimo -- e dichiarato ai quattro venti -- delle gang salutiste è l’eliminazione totale del fumo, dei fumatori, e dei loro fornitori (dopo, naturalmente, avere svuotato le loro tasche fino all’ultimo centesimo). A tale scopo, ogni mezzo è lecito – inclusa l’eliminazione di libertà, dell’etica scientifica, la soppressione ed il controllo dell’informazione, il paternalismo, le truffe e le falsificazioni, con il pieno appoggio dello stato. È tempo che l’industria prenda tale filosofia malata sul serio, e si comporti di conseguenza, rivoluzionando il suo modo di pensare.
Ironicamente, negli USA sono proprio gli antifumo che stanno ora
cercando di salvare la multinazionale americana
Niente
male per colei che fu chiamata la “regina della nicotina” in quanto fu una
delle creatrici del
Master Settlement Agreement!
La necessità di cambiare di 180 gradi la tendenza dell’industria e di dirottare i miliardi spesi in pubblicità stupida (e sempre più vietata) del prodotto verso una tendenza aggressiva volta a denunciare, combattere e mettere in galera delinquenti che per decenni hanno distorto la scienza, falsificato dati, disinformato il pubblico e i politici acquistando sempre più potere e credibilità sta cominciando, (troppo) lentamente, a farsi strada in altre multinazionali del tabacco. Bando alle “campagne di public relations”; bando a “general manager” inetti, e pagati milioni di dollari all’anno per sviluppare politiche che sono evidentemente perdenti e distruttive; bando agli “esperti” legali e politici del mal consiglio, che guadagnano miliardi suggerendo sempre il “politically correct”; via le “manovre sott’acqua”, e via i budget pubblicitari che non funzionano più. Avanti con cause legali, seminari educativi, campagne informative di massa, e sfide pubbliche alla scienza rottame dei truffatori antifumo; avanti con l’acquisto/creazione di mezzi d’informazione volti alle masse che non possano essere controllati, come giornali, riviste, e stazioni radio e televisive, con le quali si possa informare il pubblico della Truffa del Secolo, e screditare istituzioni ormai marce alla radice. Dirottando budget pubblicitari in eccesso agli otto miliardi di dollari all’anno, tale corso d’azione è perfettamente fattibile. Si arriverebbe in tempo? Sarebbe sufficiente? Nessuno può rispondere, ma due cose sono certe: a) Se si continua così, le multinazionali del tabacco cesseranno comunque di esistere in pochi anni, ed il tabacco, inevitabilmente, cadrà in mano alla delinquenza organizzata; b) Se le multinazionali devono essere i nuovi “cattivi sociali”, almeno dovrebbero comportarsi come tali, e combattere per la loro sopravvivenza in modo che il popolo possa vedere e toccare con mano le truffe di cui sono e sono state vittima. Non solo ciò porterebbe a nuova credibilità pubblica e fiducia nel mercato azionario, ma anche sarebbe strumentale nello sradicamento della corruzione sanitaria e scientifica ormai istituzionalizzata, e preverrebbe la persecuzione di nuove industrie (con cui si potrebbe cercare alleanza), ormai bersagli certi nel mirino di una “salute pubblica” assai più malata e corrotta dei mali che essa proclama di voler curare. Tale inversione di tendenza incoraggerebbe i fumatori e gli altri gruppi bersaglio a reagire a livello collettivo e individuale, facendosi rispettare e creando una spinta politica che porterebbe alla liberazione da un cancro sociale e filosofico che, inevitabilmente, porterà alla bancarotta l’intero sistema sociale mentre da poteri politici praticamente assoluti alla “salute pubblica” che, da canto suo, può imporre impunemente senza nemmeno rischiare di pagare il prezzo politico che pagherebbe un normale partito per i propri errori, tirando fuori dal cappello numeri fraudolenti o comunque non dimostrabili ottenuti mettendo nei computer statistici ipotesi non provate dalla scienza. I fumatori nel mondo costituiscono ben oltre un terzo della popolazione adulta; se solo il 20% di tale massa fosse mobilitato perché motivato da esasperazione, cambierebbero governi e politiche in un gran numero di Paesi; tale è il potenziale disponibile a queste inette multinazionali. Rischio di agitazioni e sommosse sociali? E perché no? Dopotutto, esse sono esistite nel passato (e nel presente) per ragioni anche meno importanti della corruzione delle istituzioni “sanitarie”, e sono sempre state parte dello scenario di una società non stagnante. L’ora di ribellarsi a dittature camuffate con camici bianchi è arrivata da tempo; è solo questione di rendersene conto. Prima di liberare l'Iraq da tirannie al costo di vite vere, forse l'Occidente dovrebbe preoccuparsi di liberare se stesso dalle tirannie interne, che usano vite statistiche per installare troppi Saddam "per il nostro bene". FORCES Italiana |
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