Negare l'ovvio è inutile

DALLA BOCCA DEGLI STESSI NAZISTI

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Terzo Reich: il salutismo al potere
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3 Marzo - La maggior parte del pubblico non sa che le presenti campagne antifumo sono la continuazione di quelle iniziate sotto il III Reich. Molti antifumo si offendono quando mettiamo questo in luce. Negano. Dicono che la nostra è stupida retorica, anche quando li mettiamo a confronto con i documenti dell’epoca. Coloro che hanno fatto carriera  con associazioni che non si possono provare scientificamente, e che fanno passare ipotesi per scienza, negano invece le prove indiscutibili della storia. L’imbarazzo è evidente, ma ancora essi affermano che è “roba del passato”, e che ciò che succede oggi è ben diverso; che “è per la salute”. Falso. Lo schema mentale, il concetto che la salute sia il bene supremo – anche superiore alla libertà, al dialogo democratico e al libero scambio; il concetto che essere sani sia un dovere, e che sia un diritto-dovere dello stato imporre la salute al cittadino è puramente nazista. Gli slogan che sentiamo alla televisione e leggiamo  sui giornali sono ispirati a predecessori nazisti -- retorica ed argomenti inclusi. Non è roba del passato, è anche il NAZISMO DI OGGI.

Traduciamo per il nostri lettori la pagina del sito nazista Zundelsite che inneggia al Fuhrer e al suo antifumo. Che porta la “scienza nazista” come esempio di scienza avanzata – quella stessa scienza “avanzata” che aveva dimostrato (tanto “inoppugnabilmente” quanto il legame tra fumo e cancro) la superiorità razziale ariana e l’inferiorità ebrea. Che inneggia alla riabilitazione del III Reich -- e alle sue campagne antifumo, antigrasso e antialcol. Che afferma che la venerazione della salute sia indice di superiorità morale. Che porta gli stessi esempi e la stessa retorica che sentiamo ormai ogni giorno alla televisione.

SVEGLIAMOCI. Il nazismo si è messo il camice bianco, e con esso ci ripropone la sua dottrina. E noi ci stiamo cadendo. Di nuovo. A livello mondiale.  È inutile negarlo, ed è inutile cliccare altrove; la realtà non cambia, e la storia ci sta guardando dritta negli occhi, perché siamo alla svolta: ci sta bene barattare la libertà con la percezione delle nuove SS, ovvero Salute e Sicurezza? Accendiamoci una sigaretta (vera o virtuale), facciamoci coraggio e leggiamo quanto segue; vi avvertiamo che ci vuole un po’ di stomaco, ma Heil, buona lettura: ricordiamocene la prossima volta che guardiamo la televisione.

______________

TRADUZIONE DELLA PAGINA DEL SITO NAZISTA ZUNDELSITE Clicca qui per collegarti alla pagina originale. Clicca qui per arrivare alla home page di Zundelsite. La traduzione è rigorosamente fedele all'originale. I richiami sono di FORCES.

La storia che segue ha un significato speciale per me perché concerne la guerra del Terzo Reich al cancro causato dal fumo. Mia madre fumava, e ciò causò la sua morte prematura. Alcune delle mie più  dolorose memorie della fanciullezza hanno a che fare con l’aver visto quanto soffriva nelle grinfie di un vizio mentre era giovane e bella. Ella scelse di morire di una morte mostruosa all’età di 64 anni, piuttosto che sottoporsi a un’operazione chirurgica che le avrebbe tolto la lingua, parte della gola e metà della faccia con solo il 20% di possibilità di sopravvivenza.

Questa è la ragione per cui mi sono sentito offeso quando vidi, pochi anni fa, un portavoce dell’industria del tabacco insistere che “… non c’è connessione tra fumo e cancro.”

Una bugia. Ancora una bugia. Avrebbero dovuto consultare il Fuehrer.

Ogni volta che si parla di riabilitare l’immagine del Terzo Reich, il punto dell’amore di Hitler per la salute del corpo e dello spirito viene sempre alla superficie. Si sa poco della campagna del Terzo Reich volta all’eliminazione del veleno dal corpo, in congiunzione alla campagna per l’eliminazione di cose che fanno male all’anima nel campo dello spirito.

Ora, secondo la sezione International News dell’Electronic Telegraph, 11 Gennaio 1998 (Numero 961) leggiamo quanto segue:

"Scienziati NAZISTI scoprirono il nesso conclusivo tra fumo e cancro nel 1941 . . .  anni prima che l’Inghilterra e l’America ne avessero preso atto, dimostrano documenti scoperti di recente (. . . )

"È stato ora rivelato che scienziati tedeschi avevano stabilito che il fumo non solo causava il cancro, ma che causava la maggior parte dei cancri ai polmoni.”

"La ricerca fu condotta dal Dr Karl Astell, un potente ufficiale delle SS, e un anti-semita, all’Istituto per la Ricerca sui Rischi del Tabacco con sede all’università di Jena, in quella che sarebbe diventata la Germania dell’Est, e finanziato con una donazione personale di 100.000 reichsmark [circa 200 milioni di Euro contemporanei, N.d.T.] da Adolf Hitler.”

"Ma nonostante la sua potenziale importanza, la ricerca non fu mai rilasciata a livello internazionale, e fu depositata in una cantina dell’università duranti gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale. "

Ancora documenti che non sono stati rivelati!

Immaginatevi cosa troveremmo se tutta la ricerca che i perversi "anti-Semiti" fecero fosse resa pubblica!

L’articolo continua, e dice che la ricerca fu

". . . scoperta da Robert Proctor, un professore di storia della scienza alla Pennsylvania State University, mentre stava raccogliendo materiali per il suo libro"La Guerra di Hitler al cancro", di prossima pubblicazione. [ora pubblicato, N.d.T.]

"Jena era uno dei più aggressivi istituti antifumo mai finanziati", dice il Prof. Proctor. "Era, al tempo,  anche uno dei meglio finanziati nel mondo per via della rabbiosa posizione antifumo di Hitler.
"

Perché “rabbiosa?” Perché era Hitler, di cui bisogna subito parlare male?

Se invece si fosse scoperto che un filantropo ebreo, di cui ne esistono molti, avesse donato una bella somma di denaro personale in uno sforzo per dichiarare guerra al cancro del polmone, sarebbe egli forse descritto come uno che ha una “rabbiosa posizione antifumo?”

Inoltre,

". . . La ricerca fu pubblicata nel 1943, un tempo in cui il fumo e il cancro erano la più piccola delle preoccupazioni dei tedeschi. "

Davvero. Quello era l’anno in cui Hitler cominciava a perdere la guerra. Quello era l’anno in cui l’esercito Tedesco soffrì una devastante sconfitta a Stalingrado, e fu sconfitto anche in nord Africa. La Germania si stava ritirando su quasi ogni fronte, ed era devastata dai bombardamenti. Ma, ciò nonostante, splendido lavoro scientifico era portato avanti, inteso a salvare vite, non distruggerle.

Sir Richard Doll, un epidemiologo Britannico e professore alla Oxford University, famoso nel mondo per la sua ricerca che cominciò nel 1948, ha avuto questo da dire sull’informazione soppressa:

"È ragionevole affermare che se la gente avesse saputo, è molto probabile che avremmo iniziato la nostra ricerca immediatamente dopo la fine della guerra. "

Ciò che non ha osato dire è che milioni di vite avrebbero potuto essere salvate grazie alla ricerca del Terzo Reich.

Il Professor Doll ha dichiarato che la ricerca di Jena è "un gran bel lavoro di cui avremmo dovuto sapere". E poi fece un sorprendente commento: "Non avrebbe cambiato il fatto che c’erano le stesse forze che non volevano accettare il collegamento (tra tabacco e cancro polmonare)".

Le possibilità che il collegamento tra il fumo e il cancro polmonare fosse un’anomalia statistica era solo di uno in 10 milioni. [1] In un documentario britannico in quattro puntate dal titolo "Le guerre al cancro", Proctor commentò su questo fatto, e sul fatto che

" I nazisti crearono un formidabile dossier sul cancro.“

"Per Hitler, il fumo era decadente; il non-fumo era un passo sulla strada della superiorità razziale," afferma Proctor. Gli archivi di Jena rivelano l’intensità della passione di Hitler per lo sradicamento del fumo, inclusa una grande stima del Dr Astell, che era anche presidente dell’università, per aver vietato sigarette e pipe nel campus universitario.
[2]

"Il Dr Astell era famoso per recarsi nel campus e togliere le sigarette dalla bocca degli studenti," dice il Prof Proctor."
[3]

Quelle brutte bestie naziste! La gioventù di Hitler aveva guardie antifumo dappertutto in Germania, anche fuori dai cinema, in centri di divertimento, campi e centri sportivi, ecc., [4] e il fumo era rigorosamente vietato a tre milioni di giovani tedeschi che crescevano sotto Hitler. [5]

La maggioranza della gente “sa” che [i nazisti] hanno “asfissiato gli ebrei".

[Ma] la maggioranza della gente non sa che gli annunci salutisti del Terzo Reich includevano frasi come "... mangiare pane integrale, frutta e verdura; e bere acqua minerale e non birra, e fare esercizio."
[7]

"Ma il tabacco restò il fuoco delle campagne anticancro. Nello stato di Thüringen, di cui Jena è parte, fu imposto un divieto di fumo sui tram ed in molti locali pubblici. Si era imposto ai poliziotti di non fumare mentre indossavano la divisa, [6] mentre alle donne incinta era vietato fumare del tutto. [8]

"Un telegramma di Hitler ai capi degli stati [confederati] dice: "Mi congratulo con coloro che lavorano per liberare l’umanità da uno dei più pericolosi veleni."
[9]

L’articolo del Telegraph conclude con questa avvincente nota:

"Nel 1945 il Dr Astell si suicidò, e i suoi colleghi scienziati lasciarono Jena. Quindi arrivarono gli americani con le loro gomme da masticare, calze di seta e 93,000 tonnellate di tabacco da distribuire.”

Pensiero del giorno:

"Nessuna distinzione dovrebbe essere permessa tra i ricchi e i poveri, tra quelli più in alto e quelli più in basso, tra città e campagna, tra impiegato e datore di lavoro; piuttosto, esiste solo distinzione tra rispettabile e non rispettabile, tra cameratismo e non cameratismo, tra il trasparente ed il furtivo, tra la verità e le menzogne, tra il coraggio e la vigliaccheria, e tra salute e malattia."

(Adolf Hitler, come citato in "Memoirs of a Confidant", p. 214)

_______________

[1] Informazione falsa: in realtà, la stragrande maggioranza degli studi di quel periodo (inclusi certi di Doll e Peto) fu annullata perché non si teneva conto dei fattori concomitanti, che per il cancro polmonare si aggirano sulla cinquantina. Ma gli antifumo moderni hanno deciso di sopprimere questa informazione per far vedere che la “montagna di evidenza” è di vecchia data. A tutt’oggi, non si è ancora in grado di dimostrare anche per un solo paziente la relazione diretta di causa-effetto; cioè se al fumo possa essere attribuita la causalità eziologica singola di un solo decesso tra tutti i milioni enumerati dalle campagne contemporanee. Questo è il “nesso conclusivo” di cui parlano i nazisti di ieri e quelli di oggi.

[2] Tale regola nazista è ora comunissima in scuole e università.

[3] Oggi questo accade nelle strade di molte città in America, e i nazisti nostrani stanno già esercitando pressione per espandere la legge antifumo a parchi ed altre zone all’aperto, incluse passeggiate e posti trafficati. Dalle statistiche epidemiologiche di mortalità da tabagismo, alla truffa del fumo passivo e poi al divieto su basi morali, i passi sono brevissimi, e tutti inevitabili. Il nazismo odierno sostituisce il comportamento alla razza e alla religione, ma la matrice è la stessa.

[4] Questi sono i punti centrali della legge antifumo recentemente passata dal parlamento italiano e sostenuta dalla cricca nazi-salutista europea e internazionale. Sono, infatti, tra i punti centrali dell’antifumo mondiale.

[5] Vedi programmi di “educazione” salutista nelle scuole recentemente lanciati, con grande orgoglio, dal ministro della “salute”  onorevole Sirchia.

[6] Vedi recente appello del ministro Sirchia alle forze dell’ordine italiane di “dare il buon esempio” e non fumare in divisa.

[7] Vedi campagne televisive "Pubblicità Progresso", firmate dal Ministero della Salute, che martellano incessantemente il pubblico su fumo e alimentazione. Per ammissione dello stesso ministero, il martellamento incrementerà progressivamente fino ad un'assiduità ancora ignota. La tecnica del martellamento di stato crescente ed ossessivo su uno stesso soggetto (che include messaggi espliciti e subliminali) fu la creazione di Paul Joseph Goebbles, genio della propaganda nazista. Uno dei suoi motti era: "Se ripetuta con sufficiente frequenza, una menzogna diventa la nuova verità".

[8] Vedi campagna disinformativa antifumo per le donne incinta -- ed anche il raddoppio delle multe per chi fuma in vicinanza di una donna incinta. L'enfasi antifumo sulle donne è identica a quella nazista. Per la truffa scientifica del fumo passivo, clicca qui. Per la sistematica disinformazione su fumo a gravidanza, clicca qui. Per accedere alla completa biblioteca scientifica, clicca qui.

[9] Vedi programma dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e relativa violenta retorica (identica a quella hitleriana) sui “pericoli” del fumo. Il programma antifumo dell’OMS è pagato per oltre il 70% dalle multinazionali farmaceutiche.


COMMENTI

Se siete arrivati fino qui senza vomitare, congratulazioni. Insomma, era veramente una brava persona, questo Hitler; il nostro errore è che non lo abbiamo capito! Per fortuna, oggi sembra che ci stiamo ravvedendo. Infatti, l’articolo si dimentica addirittura di elencare molti altri dei suoi lati “progressisti” e “sani”, che oggi sono fiori all'occhiello esibiti con orgoglio dalla (in)sanità nazionale/internazionale e delle forze politiche "progressiste". Non solo egli era avanzato abbastanza da considerare chi fumava e chi beveva un assassino e un  malato da curare con la forza e con il condizionamento di campagne di propaganda; Hitler era così “progressista” da essere astemio e vegetariano, nonché estremamente ambientalista. Inoltre, era un accanito sostenitore dei diritti degli animali, che adorava. Aveva persino correttamente previsto anche la sensibilità chimica multipla, che si pensa essere una recente scoperta (sull’ipocondria) contro i profumi, e tollerava a stento gente che si profumava.

Il suo amore per la salute del cittadino era totale. Nei campi di concentramento di Aushwitz e Mathausen era vietato fumare perché si faceva male a se stessi -- e per proteggere il prossimo dal passiverauchen (fumo passivo); ed era anche spesso obbligatorio coltivare verdure ed erbe medicinali che erano somministrate ai prigionieri ebrei fino a poco prima della loro esecuzione in massa nelle camere a gas, giustificata anche dal fatto che la formidabile scienza nazista aveva scoperto associazioni statistiche tra malattie e razze inferiori con la stessa tecnica di epidemiologia multifattoriale usata per stabilire il nesso “conclusivo tra fumo e cancro”. Oggi tale tecnica è usata per creare le epidemie statistiche del fumo, obesità, eccetera, mentre il concetto che la salute debba prevalere su libertà, costituzioni, libero scambio ed economia è spinto con ogni forza dai ministeri della “salute” e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il NSDAP (National sozialistische Deutsche Arbeiterpartei) annunciò in divieto di fumo nei suoi uffici nel 1939, al cui tempo il capo delle SS Heinrich Himmler annunciò il divieto per tutte le forze di polizia e per gli ufficiali delle SS durante le ore di servizio. Il Journal of the American Medical Association riportò in quell’anno che Herman Goering's aveva decretato il divieto per i soldati tedeschi di fumare nelle strade, nelle marce, e durante licenze brevi. …  Il fumo fu vietato nei rifugi antiaerei , anche se esistevano sezioni per fumatori in qualche rifugio. Durante la Guerra i razionamenti del tabacco erano proibiti alle donne incinta e a quelle sotto i 25 anni, mentre era vietato vendere sigarette alle donne nei ristoranti e nei caffè.

Dal Luglio del 1943 fu illegale fumare in pubblico per tutti quelli al disotto dei 18 anni. Il fumo fu vietato in tutti i bus e treni tedeschi nel 1944 per iniziativa di Hitler stesso, preoccupato dell’esposizione di donne al fumo passivo. Le politiche naziste auspicavano “l’inizio della fine del fumo in Germania”.

Dal British Medical Journal (Numero 7070, Volume 313)

Tale auspicio è ora ripreso dai fanatici contemporanei, che vogliono completare l'opera del Fuhrer su scala mondiale. Chissà, forse quando (come sostengono i nazisti di Zuldelsite) si scoprirà che l’Olocausto non è mai esistito, e che magari era tutta una macchinazione dei porci tabagisti americani e della Philip Morris, i camici bianchi internazionali renderanno obbligatoria la costruzione di una statua in ogni città per il più avanzato uomo dell’Evo Contemporaneo.

“Le masse hanno bisogno di qualcosa che dia loro orrore” – Joseph Goebbles

 

Nota: le immagini e la simbologia in questa pagina sono intese come referenza storica allo scopo di illustrare la brutalità del regime nazista, e non sono intese come publicizzazione o diffusione dell'ideologia o dei metodi nazisti.