La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

31 Gennaio - Spettabile Redazione,

grazie per aver pubblicato la mia lettera e per avermi onorato con un’accoglienza simpatica ed attenta.

Mi rifaccio vivo innanzitutto con un messaggio che vuole essere un auspicio ed un’esortazione: dobbiamo crescere rapidamente ed essere uniti! Non illudiamoci che la nostra sia una lotta facile. Abbiamo dalla nostra parte la verità, l’onestà, l’apertura mentale, il gusto per la vita, l’amore per la libertà, per l’uomo, per la convivenza civile; abbiamo dalla nostra parte l’intelligenza, la sensibilità ed il gusto, come si può vedere confrontando quanto sanno pensare e scrivere i sostenitori del fumo [cfr. Gianni Brera qui e Vittorio Messori a metà di questa pagina] con le cacatine isteriche e becere dei suoi detrattori [cfr. Nello Ajello qui e non ho voglia di andarmi a ricercare altre stronzate del genere] (non si pensi che la scelta dei brani sia faziosa: si potranno trovare degli scritti pro-fumo di dubbio gusto, ma dall’altra parte non si troverà mai altro che ottuso perbenismo e idiosincrasie psicotiche). Ma nel nostro mondo queste cose non hanno molta importanza: “Loquimini nobis placentia, videte nobis errores” (Isaia, 30,10) sembrano supplicare i numerosi pecoroni del buon pastore salutista, assetati di miraggi e di capri espiatori per le loro frustrazioni, agli usurpatori dell’informazione, della scienza e dell’etica, che da parte loro fanno a gara a chi riesce a piazzare meglio non importa quale idiozia.

Mentre si inorridisce ancora per i crimini del nazismo si accolgono con entusiasmo la stessa folle ideologia, la stessa “scienza” demenziale e la stessa prassi politica. E dicendo “la stessa” intendo sottolineare che non si tratta di una mera similitudine, ma di una vera e propria identità. A prescindere dal fatto che la sconfitta militare del nazismo non ha comportato l’annientamento dell’ideologia né la sua neutralizzazione, né la scomparsa o la riduzione all’inattività di tutti i suoi criminali, resta il fatto importantissimo, e forse troppo spesso ignorato, che il nazismo è stato solidale fin dal suo nascere con l’eugenetica anglo-americana e con le teorie sociali e “scientifiche” dei più folli razzisti statunitensi [cfr. qui e qui], tanto che non sarebbe azzardato considerarlo la branca tedesca di quell’accozzaglia di menti malate e criminali. Senza contare i cospicui contributi americani alle casse del Terzo Reich [cfr.qui] e l’assunzione di ex criminali nazisti in varie organizzazioni negli Stati Uniti e altrove nel dopoguerra [cfr., oltre che al link precedente, qui]. Tutti conosciamo il ruolo degli stati nordamericani nell’affermazione del salutismo, e il marchio nazista non può sfuggire ad alcun osservatore minimamente attento ed onesto.

Oggi mette male sbandierare la presunta inferiorità antropologica di negri ed ebrei o che negri ed ebrei portano malattie o altre calamità, mette male persino nei casi in cui è vero!!! E allora bando al razzismo (almeno fino a che non si stabilirà che colore deve avere l’uomo perfetto, ma è questione di poco...), bando all’antisemitismo e ad ogni discriminazione religiosa (tanto tutte le religioni faranno la stessa fine quando sarà definitivamente affermata la nuova, ultima religione della Salute, rivelata non da un miserevole Dio, ma dai veramente sapienti, veramente onnipotenti eredi del compianto Terzo Reich). E germanesimo e arianesimo sono concetti che non si addicono alla nuova dimensione internazionale e multietnica della missione. Allora ecco che in decenni di sapiente lavoro, tra bieco moralismo e delirante scientismo, si spiana la via alla razza pura della nuova era, l’homo sanus, con precise abitudini comandate e misure corporee a norma. Questo è il miraggio. Il capro espiatorio sono tutti coloro che non si conformano allo standard. E noi che amiamo divertirci aspettiamo con impazienza che si pubblichino le misure standard per il pene.

Si rendono conto i malaticci veri o immaginari che oggi esultano meschinamente per essere stati liberati da quella che essi, indotti a ciò dalla propaganda salutista, ritengono essere l’insidia principale per la loro malferma salute che non c’è posto per loro nella società del futuro così com’è concepita dal potere salutista? Già gli obesi sono stati dichiarati “fuori tolleranza”: ben che vada, e tanto per cominciare, non otterranno la certificazione, saranno etichettati come non conformi al modello salutista in attesa di una qualche “soluzione” di Heichmanniana memoria, si tratti di campi di sterminio o di centri “estetici” (mamma mia, se dobbiamo affidarci al gusto estetico dei salutisti Dio ci  assista!!!). E pensare che l’individuo “in carne”, segnatamente il bambino, è da sempre l’immagine della buona salute! Figuriamoci quale sarà il destino di quei mezzi morti che soffocano non appena un filo di fumo si porta a meno di dieci metri dalle loro narici! Che vergogna inammissibile per una società di individui tutti belli (cazzo ma Sirchia che fine farà porello?) e sani che non dovranno far sfigurare davanti all’Anticristo chi li ha progettati e costruiti!

Torno brevemente al messaggio iniziale.

Crescere ed essere uniti. Operativamente, prendere coscienza della gravità del problema e dell’urgenza di opporsi con ogni mezzo all’incipiente controllo del comportamento, del pensiero e del corpo da parte del folle potere salutista e mettere da parte ogni possibile motivo di disaccordo per essere uniti e forti contro un nemico potentissimo che vuole annientarci e che ha i mezzi per farlo.

Differenti convinzioni politiche, differenti modi di vedere o di vivere il fumare e i rapporti tra il fumatore e “gli altri” e quant’altro non devono avere peso.

Evitare da un lato di cadere nell’indifferenza e nella rassegnazione, magari (Dio non voglia!) in una sorta di complicità più o meno deliberata con i nostri aguzzini, dall’altro di frammentarsi in una miriade di fronti separati. In tempo di pace si può giocare ai gruppetti, ma qui, ahimè, è guerra dichiarata, e il nemico è forte e pericolosissimo. Ovviamente l’appello non è rivolto solo ai fumatori, che sono stati semplicemente i primi ad essere presi di mira, ma a chiunque non intenda permettere al potere arrogante, invasivo e disumano dello stato etico o medico o semplicemente idiota di manipolare a proprio piacimento la sua personalità.

Piaccia o no agli infastiditi dal fumo, la sigaretta è oggi l’emblema della libertà, della resistenza alla disumanizzazione, a chi vorrebbe ricreare l’uomo ad immagine di un modello astratto ed irreale, trascinando l’umanità intera nel suo delirio di onnipotenza e di immortalità.

Vorrei esortare, dal basso della mia condizione di individuo ai margini della cultura e assolutamente fuori dalla cerchia delle persone che contano, tutti i politici, gli accademici, gli scienziati, i medici, i notabili della cultura e dello spettacolo che abbiano anche una sola ragione per non rendersi complici della follia salutista a schierarsi apertamente e fattivamente contro di essa, apportando a questa lotta, che non è di questa o quella fazione, ma dell’uomo e per l’uomo, il massimo contributo che la loro posizione consenta.

Qui non si tratta di combattere per affermare questa o quell’idea, per imporre questo o quel comportamento. Si tratta di lottare per restituire all’uomo sociale la serenità che aveva prima che l’odio e le paure insinuati dalla paranoia salutista prevalessero sulla solidarietà, sulla convivialità e sul buon senso.

Accidenti, ma nessuno si ricorda di quando il fumare non era per la maggior parte delle persone più fastidioso del parlare, cosicché in un locale affollato da fumatori si avevano le stesse probabilità di essere infastiditi che si hanno in un locale dove tutti conversano, e la discriminazione dei fumatori era appannaggio di pochi bigotti eccezionalmente ottusi e acidi e di non meno rari e ridicoli cultori dell’avversione isterica a checchessia? Nessuno si è accorto che non sono stati gli inesistenti problemi sollevati dal fumo a determinare l’intervento salutista, bensì il salutismo ad inventare i problemi per doverli risolvere secondo i suoi piani e a creare ostilità, divisione e financo odio cieco laddove era serena convivenza? Povero uomo! Se Diogene potesse tornare tra noi, credo che rinuncerebbe alla sua cerca, si siederebbe sconsolato con la sua lanterna tra le mani e magari userebbe la sua fiamma per accendersi una buona sigaretta e rilassarsi con qualche boccata di fumo, finché il solito antifumo rompicoglioni non gli facesse brutalmente capire perché l’uomo non si trova più.

- Agostino

 

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