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4 Novembre 2005 - Un nostro lettore ci ha indirizzato a un forum del Corriere della Sera a cui siamo collegati sopra. In esso un lettore del giornale pone una domanda all'oncologo Veronesi, che risponde. Nella lettera vediamo due cose, una piacevole ed una spiacevole. La piacevole è che la signora fumatrice, sostenuta dalla sua famiglia, non si fa mettere i piedi addosso dal marito disinformato dalla propaganda, e gli dice che di lui può fare a meno, e del fumo no. L’illustre Veronesi non sembra capire l’antifona morale della signora, e parla invece di dipendenza; ciò che è interessante è che il marito gli chiede di parlare degli effetti benefici del fumo - costantemente soppressi dalla serrata mediatica - e l'oncologo risponde con: “il fumo non protegge da nessuna malattia”.

Ciò, guarda caso, è una solenne menzogna, e solo la prima di una serie. Analizziamo la risposta di Veronesi e forniamo ineccepibile documentazione originale e scaricabile attestante le sue  disinformazioni, bugie e opinioni che sono presentate però come scienza assodata e indiscutibile.


La lettera del lettore del Corriere della Sera

Egr. Prof.,

mia moglie fuma da circa 25 a. poco più di un pacchetto di sigarette al giorno.

Lo ha fatto non smettendo neanche durante le gravidanze, le premetto che i figli godono di buona salute. Ad ogni richiesta di smettere, risponde con una aggressività, che ti induce a desistere dal solo accennarglielo. Ho notato che dalla parte della sua famiglia zie e cugine, hanno tutte la stessa tendenza. Le assicuro che godono di ottima salute. Il problema, se mai si pone come fumo passivo per chi è costretto a convivere nello stesso ambiente. Dal momento che, ho letto che chi fuma non soffrirebbe di alcune malattie, come la colite ulcerosa, la mia domanda è questa: esistono persone a cui il fumo, più che male, aiuterebbe 'a vivere', dal momento che per es. mia moglie mi ha confessato che.... di me potrebbe fare a meno, del fumo, no. Grazie.


La risposta
(la risposta di Veronesi è in corsivo blu, i commenti di FORCES sono in formato standard)

Caro Angelo, il fumo non protegge da nessuna malattia.

Detto semplicemente, questa affermazione è falsa. Il fumo si è dimostrato efficace nella prevenzione non solo della colite ulcerosa, ma anche del morbo di Parkinson, della malattia di Alzeimer, e del cancro all’utero.

Ma chi lo dice??

Sir Richard Doll

Tra numerosi altri, chi è considerato il più famoso epidemiologo di tutti i tempi, il prof. Richard Doll (foto a destra - clicca qui per un profilo sul British Medical Journal), nel Report on the Scientific Committee on Tobacco and Health, pubblicato dal Department of Health and Social Services dell’Irlanda del Nord e dallo Scottish Office Department of Health (Clicca qui per scaricare lo studio). E' forse un venduto all’industria del tabacco, questo Doll - come si dice di tutti quelli che non raggirano il pubblico con disinformazione sul fumo? Diremmo proprio di no, perché Sir Richard Doll fu appuntato “Sir” dalla Corona britannica per avere stabilito un collegamento statistico (si noti: NON scientifico, e non una prova di causalità) tra fumo e cancro polmonare!

In questo rapporto Doll menziona e quantifica anche i benefici dell’eliminazione delle morti premature causate da malattie che, come l’Alzheimer, vanno avanti talvolta per decenni costando vere fortune al sistema sanitario sociale e togliendo ogni dignità al paziente – a differenza di chi contrae il cancro al polmone, che se ne va in sei mesi o poco più.

Ma c’è di più – molto di più - sui benefici del fumo:

  • Un recente studio (Cigarette smoking and acute coronary syndromes: A multinational observational studyclicca qui per scaricarlo) addirittura dice che il fumo riduce la morbilità e la mortalità da infarti cardiaci. Finanziato dalle multinazionali del tabacco? No, da quelle farmaceutiche!
  • Recente evidenza di cui non si parla affatto smantella anche il mito del fumo causa di recessione gengivale, e scopre che essa è tre volte più frequente nei non fumatori (Gingival recession in smokers and non-smokers with minimal periodontal disease - clicca qui per informazione sullo studio recensita da PubMed).
  • Minore evidenza di rino-congiuntiviti (Does tobacco smoke prevent atopic disorders? A study of two generations of Swedish residents - clicca qui per informazione sullo studio recensita da PubMed).
  • Diminuzione del rischio di cancro al seno (studio pubblicato dal Journal of National Cancer Institute, anche se con tutti i caveat politicamente corretti – clicca qui per informazioni sullo studio).
  • La nicotina sembra avere effetti positivi sulla tubercolosi.
  • La nicotina sembra avere effetti positivi sulla sindrome di Dawn (Effects of transdermal nicotine on cognitive performance in Down's syndrome - clicca qui per informazione sullo studio recensita da The Journal).
  • Aumento dell’attività psico-motoria, documentata da massiccia documentazione scientifica.
  • Minore uso di cliniche e ospedali, come dimostrato da due enormi studi: uno negli USA (Cigarette Smoking and Health Characteristics - clicca qui per scaricarlo - nota: questo studio fu condotto in tempi in cui oltre tre quarti della popolazione adulta fumava) e in Australia (1989-90 National Health Survey Lifestyle and Health - clicca qui per scaricarlo), finanziati dalle autorità sanitarie locali e poi soppressi perché dimostravano chiaramente che ciò che si dice sul fumo è più mito che realtà.

La documentazione sui benefici del fumo in realtà è assai più voluminosa di quella riportata sopra, che intende solo essere esemplificativa.

Anzi, come ormai si sa, aumenta il rischio per molte patologie, anche gravi.

Esiste infatti un notevole incremento di rischio statistico di cancro da fumo attivo. Si noti però sempre e comunque che si tratta di epidemiologia e quindi di statistica, e che non è possibile calcolare per qualsiasi persona l’apporto del fumo nello sviluppo di tali patologie. E’ sempre importante ripetere questo concetto perché la propaganda antifumo confonde intenzionalmente l'informazione facendo credere che l’epidemiologia statistica sia scienza; invece l’epidemiologia non è scienza. Infatti, per definizione essa non può stabilire causalità scientificamente. Non esiste causalità fumo-cancro stabilita dalla scienza perché la causalità del cancro in generale è ancora ignota. Questa realtà prescinde dalle opinioni e dall'autorità di vari santoni medici, dai “consensi scientifici” (che scientifici non sono, ma d’opinione) degli stessi, e dalle propagande della “salute pubblica” di Stato e privata.

D’altro canto, la natura degli studi sui mali del fumo è la stessa degli studi sul bene che il fumo fa. Come da copione politico antifumo, pero, l’illustre (ma lo è proprio?) oncologo decide di tacere su tale abbondante evidenza per proiettare il concetto tanto vago quanto paternalista che “il fumo fa male sempre e comunque”.

Fumare è però una situazione complessa, in cui sono implicate sia la dipendenza fisica che quella psicologica. La dipendenza indotta da una sostanza viene definita in base alla difficoltà di smetterne l'uso, alla frequenza delle recidive, alla percentuale di persone che ne diventano dipendenti e al "valore" che le attribuisce chi ne fa uso, nonostante tutta l'evidenza dei danni che è in grado di provocare. È ormai universalmente riconosciuto che la nicotina contenuta nella sigaretta è in grado di creare una dipendenza simile a quella indotta da droghe come l'eroina e la cocaina.

Il concetto di dipendenza è sempre stato elastico. Ecco perché oggi esiste “dipendenza” da tutto: dal cibo, dal computer, dalla pornografia, dal cioccolato, sesso e così via – e quindi esistono “terapie” per tutto. Un uomo senza “dipendenze” è un uomo perfetto che non esiste. Non si può quindi paragonare la dipendenza dall’eroina all’abitudine di fumare, perché l’eroina è psicotossica e comporta severe alterazioni di comportamento e sociali certamente non riscontrabili nei fumatori. Un esempio semplice ma efficace è che un eroinomane povero ruba, borseggia e persino uccide per procurarsi la droga, mentre un caso del genere non si è mai riscontrato nei fumatori, inclusi quelli che non hanno un soldo in tasca.

Nella maggioranza dei casi si inizia a fumare nell'adolescenza, quando si avverte il bisogno di costruire la propria identità e si crede che la sigaretta offra questa possibilità. Da atto volontario iniziale il fumare diventa poi un piacere e, con l'instaurarsi della dipendenza fisica, un'abitudine, un gesto meccanico stereotipato. In realtà la motivazione dominante del fumatore è la compensazione di sensi di insicurezza e inadeguatezza, come lo era nell'adolescenza. La sigaretta serve a tutti gli usi e consumi: ad eccitarsi, a calmarsi, a concentrarsi, diventa il ricettacolo delle nostre tensioni affettive. E tuttavia, tutti questi significati attribuiti alla sigaretta in realtà non sono qualità intrinseche, ma indotte. A poco a poco la sigaretta si impossessa del fumatore: la sua vita ruota sempre di più intorno ad essa e diventa sempre più difficile farne a meno. Oggi si sta finalmente diffondendo la consapevolezza che il fumo non è più successo, emancipazione, potere, ma piuttosto fragilità, arretratezza. È un piacere autodistruttivo e che danneggia anche gli altri. (grassetto aggiunto)

... Fumo passivo pericoloso?...
No, è solo una truffa.
Questa non è un'opinione.
E' UN FATTO
Fumo passivo: ecco la lista aggiornata al 2005 di tutti gli studi. Risultato: nessun pericolo
La lunga lista degli errori metodologici della scienza rottame sul fumo passivo
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E questa la chiamano "scienza"
I questionari della truffa epidemiologica

Gli effetti terapeutici del tabacco

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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo

A parte che gli studi summenzionati sugli effetti positivi del fumo affermano diversamente, l’oncologo implica che chi non fuma “è più forte” (moralmente o altrimenti), cercando di sostituire uno stereotipo con un altro. La semplice osservazione del comportamento dei non fumatori indica che anche loro (esattamente come i fumatori) sono affetti dalle stesse fragilità e insicurezze! L’osservazione empirica dimostra quindi in modo ovvio che la “forza” dei non fumatori e dei fumatori è la stessa; e chi sceglie un piacere aggiuntivo nella vita non l’ha fatto per debolezza o per pubblicità indotta, ma per scelta – e tale scelta non è una malattia se non negli occhi di puritani o di approfittatori.

Puritani a parte, qui Veronesi spara un’altra grossa menzogna: il fumo NON danneggia gli altri. Tutti gli studi scientifici condotti sul fumo passivo (clicca qui per accedere alla sezione del sito che li contiene tutti in formato scaricabile) categoricamente non hanno potuto dimostrare nemmeno l’esistenza del rischio di danno: questo è ciò che un'elevazione di rischio di solo il 10-30% vuol dire (clicca qui per leggere conferma di ciò dalle massime autorità mondiali). Inoltre, indipendentemente dai loro risultati e/o finanziamenti, tutti gli studi sul fumo passivo sono una truffa epidemiologica e anche una farsa di statistica – splendidi esempi di scienza rottame (clicca qui per un esempio-modello di uno tra i migliori "studi" sul fumo passivo, condotto niente meno che dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, e che dice che il fumo passivo non solo non fa male ma addirittura potrebbe avere un effetto protettivo sulla salute del non fumatore. Clicca qui per scaricare lo studio in originale, leggere le conclusioni a pagina 1).

E' vero che oggi molti non fumatori oggi si sentono male e irritati solo alla menzione di fumo passivo, ma questa è chiaramente solo una reazione psicologica provocata dalla stessa menzognera propaganda sul fumo passivo. Questa truffa è il cavallo di battaglia dei ciarlatani antifumo, perché permette di emarginare anche socialmente chi ha fatto una scelta personale i cui pericoli sono scientificamente indimostrabili e che comunque riguarda solo se stessi e non gli altri. Fortunatamente, questa truffa può essere anche il loro cavallo di Troia - ed è esattamente per questa ragione che essi rifiutano categoricamente di intrattenere qualsiasi dibattito scientifico pubblico con chi dissente e non è della loro "cerchia": perché sanno che, in tal caso, sarebbero smascherati per i truffatori che sono.

Il resto della risposta di Veronesi al lettore del Corriere è solo scadente retorica paternalista nemmeno meritevole di commenti -- tranne, forse, uno: la moglie del lettore ha bisogno del supporto del marito - ma per difendersi dalle informazioni false e tendenziose – come quelle spacciate in questo forum dall’ “illustre” professore. Ciò che conta è che la signora (e il pubblico) ha diritto alla verità, il solo requisito ammissibile sia che lei voglia scegliere di fumare o meno.


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