La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
Le rubriche

Contributi dei lettori

E' GIUSTO PRETENDERE CHE NEI TRENI CI SIA UNA CARROZZA RISERVATA AI FUMATORI


Informazioni su FORCES
Chi siamo
Vietato fumare Vietato entrare:
Elenco dei locali che rispettano il diritto
Maledetti ciccioni parassiti sociali
Porci bevitori siete i prossimi
Poveri caffeinomani, ora vi curiamo
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
La frode del fumo passivo
Uccidiamoli per il loro bene
Scienza rottame
Scienza scorrettissima
Abusi contro i fumatori
La posta di FORCES
Umorismo
Il muro del silenzio
Vietato parlarne: vittorie del tabacco
Quanti sono 'sti morti??
Lo sapevate che...?
Eventi quà e là
IPSE DIXIT: citazioni
Porno Health Canada
Coppa scienza rottame
I servizi speciali
La guerra della nicotina
Di Wanda Hamilton
Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, salutismo in vendita
La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Attivismo

COMPRA L'INNO DELLA LOTTA AL SALUTISMO
Sostieni FORCES acquistando questa bellissima canzone per soli $0,99!

I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

Pubblicata da "Il Gazzettino", Giovedì 27 gennaio 2005, pg. 23


29 Gennaio 2005 - La nuova legge antifumo, pur apparentemente giusta nel principio di base di tutela dei non fumatori, si sta trasformando in una crociata fondamentalista, anche perché a molte persone frustrate è stata data un’inattesa e inebriante sensazione di superiorità e di potere.

E’ necessario quindi che la categoria dei fumatori, cui appartengo e mi rivolgo, pensi all’autodifesa.

In quanto fumatori non siamo né peccatori né viziosi e non dobbiamo provare né orgoglio né vergogna: il fumo è una dipendenza tossicologica artificiale cui siamo stati indotti con l’inganno dalla stessa società dei consumi che ora ci punisce.

Non abbiamo quindi perso la dignità umana, né il diritto al rispetto e all’uguaglianza; pur adeguandoci alla legge dobbiamo difendere con forza i nostri diritti, anche per evitare le degenerazioni già verificatesi all’estero, dove si è arrivati al divieto di fumo all’aria aperta, alla persecuzione del “littering”, al licenziamento dei lavoratori e addirittura alla sottrazione dei figli a genitori fumatori.

Non siamo responsabili di maggiori oneri sociali per la comunità; questi sono infatti motlo inferiori a quanto ci viene sottratto con le tasse sul fumo (13 miliardi di euro all’anno) e, supposto che i dati scientifici presentati siano realistici, ai risparmi sui costi di assistenza agli anziani e sulle pensioni.

Avremmo invece il diritto a una maggiore assistenza sanitaria per aiutarci a smettere.

L’imporre agli esercizi pubblici, compresi i circoli privati, attrezzature costosissime per le aree eventualmente riservate ai fumatori dimostra che il vero intento della legge non è difensivo ma persecutorio.

Altrettanto lo è il fatto che la legge non permetta in assoluto l’esistenza di locali riservati ai soli fumatori; in analogia potrebbero essere proibiti tutti i locali riservati a minoranze, dal circolo di bridge alla Chiesa Avventista.

Quanto al divieto assoluto a bordo degli aerei e dei trieini, è palese che una carrozzasi dieci riservata ad un quarto della popolazione sarebbe una maggiore dimostrazione di democrazia, che non lederebbe il diritto di alcuno.

Come dimostrato da altre esperienze, è comunque probabilmente del tutto inutile cercare di combattere la nuova legge; possiamo però batterci per il diritto a quelo poco che la stessa concede, anche se con mera facoltà: le aree riservate.

Per costringere i commercianti alla loro creazione, evitiamo di frequentare qualsiasi ambiente che, non provvedendo in tal senso, dimostra di non avere rispetto epr noi; lasciamo che sia la legge di mercato a tutelare i nostri diritti.

Quanto infine al disagio causato dalla legge negli ambienti di lavoro, dobbiamo batterci per la realizzazione di aree riservate, impegnandoci perché il diritto sia riconosciuto con impegni contrattuali o specifici accordi aziendali.

Giovanni Cuzzi – Pordenone


La costituzione di FORCES International
Il Comitato d'Onore
Domande frequenti (FAQ)
La piattaforma politica
Aiutaci a lottare
Sedi locali e siti affiliati
Statistiche del  sito
Vuoi fare pubblicità su FORCES? Clicca qui
MOTORE DI RICERCA INTERNO
Abbonamenti e contatti
Contattaci
Dona o diventa socio
Abbonamento FORCES/Enclave
Come sarà speso il tuo denaro
Clicca qui per ricevere
la newsletter gratuita
Materiali promozionali
Gli opinionisti
Alberto Mingardi
Carlo Stagnaro
Hugh High
Pierre Lemieux
Gian Turci
Il tabacchino - T. Rea
L'angolo di Zia Maria
Antonio Nicoletta

L'angolo del medico

Elio F. Gagliano

Le librerie
La libreria Italiana
La libreria internazionale
Archivi e altro
Archivio edizioni
Links
Rassegna stampa