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26 Giugno 2006 - Lo Stato scheda la famiglia, ma la burocrazia non può far crescere i bambini (Corriere della Sera martedì, 27 giugno, 2006) - Schedati 12 milioni di minori

Il governo britannico sotto accusa (vedere http://archivio.corriere.it/archivio/buildresults.jsp - richiesta la registrazione al primo ingresso)

ORWELL 1984 - A Londra, capitale dell'Oceania e dominata da un partito unico, l'esistenza di ogni individuo è spiata e guidata dal Grande Fratello. L'impiegato Winston Smith si innamora e tenta di resistere al potere totalitario e alla degradazione personale.

George Orwell, il cui vero nome è Eric Arthur Blair, aveva solo sbagliato anno nell’ambientare il suo romanzo.

Il personaggio principale di “1984”, Winston , abita in uno squallido appartamento di Londra. La città è dominata dalle torri piramidali di quattro ministeri: il Ministero della Verità per l'informazione, l'educazione e le belle arti; il Ministero dell'Abbondanza per l'economia e il razionamento dei viveri; il Ministero dell'Amore per mantenere l'ordine ed esaltare l'odio contro i nemici; il Ministero della Pace addetto alle operazioni di guerra.  A 39 anni, Winston rievoca le memorie della sua infanzia, risalenti al periodo precedente la rivoluzione, in un diario che serve a mantenere il contatto con una possibile realtà libera. Pur nel terrore di essere scoperto dalle sofisticate apparecchiature installate nella sua come in tutte le abitazioni, egli continua la sua attività venendo in contatto con altre persone che ricordano la vita dei tempi passati. Un tentativo di vita individuale, l'amore di Julia e Winston, viene represso dall'organizzazione in modo feroce, fino ad annientare entrambi i protagonisti. Una narrazione sospesa tra fantascienza e racconto dell'orrore. Un mondo impoverito e desolato, nel quale il partito è tutto ciò in cui si può (e si deve) credere.

La popolarità di quest'opera ha diffuso nel linguaggio quotidiano termini come Grande Fratello. Orwell ha percepito in anticipo i pericoli di un uso improprio, nella società burocratizzata, delle tecniche di controllo messe a disposizione dalla scienza. 

Bene, voi correggete “1984” con 2006, sostituite al “partito” la “società” pensata dai contemporanei “ingegneri sociali” e tutto il resto sembrerà spaventosamente attuale: Blair, vero nome di Orwel ed attuale padre della normativa britannica, ne è solo un particolare agghiacciante.

Il governo di Londra (Blair) ha lanciato un piano di sorveglianza dei minorenni che entro due anni dovrebbe costituire un archivio informatico, con i dati dalla nascita, dei 12 milioni di ragazzi in Inghilterra e Galles. Medici, insegnanti e agenti di polizia dovranno inserire nel database ogni segnalazione, ogni preoccupazione che possa far pensare a una situazione familiare difficile o pericolosa. Il “fin di bene” è subliminale nel provvedimento, connaturato alla sua stessa genesi, in seguito ad un fatto di cronaca accaduto nel 2000 e che provocò la morte per violenze, privazioni e torture domestiche di una bimba di otto anni, originaria della Costa d'Avorio, affidata a una zia residente a Londra. La piccola era stata visitata da una schiera di assistenti sociali, medici e poliziotti, ma era mancato il coordinamento e la bambina veniva affidata di nuovo ai suoi aguzzini perché ogni volta si riteneva  l’accaduto un caso isolato e fortuito.

Nasce così IRT (Identification, Referral e Tracking), il programma che prevede di identificare il soggetto in pericolo, inviarlo alla struttura adeguata e seguirlo nel suo percorso educativo. Tutto OK dunque, casi del genere: con questo programma, potrebbero non accadere più.

Sembra scontato appoggiare il proposito di evitare una pericolosa violenza su un ragazzo; vorremmo tutti non si verificasse mai; ma imprudentemente barattiamo libertà con sicurezza. Ma siamo certi che valga sempre la pena di un tale scambio, da cui non si torna più indietro?

La libertà è un bene primario, indisponibile, da tutelare anche con la forza, come è sempre accaduto, contro le ingerenze e le velleità di controllo, esercitate insistentemente dagli Stati contro i loro stessi cittadini.

In GB, infatti, si protesta fortemente. Il Daily Telegraph, schierato contro il governo laburista, grida allo scandalo: «Lo Stato invade la famiglia, ma la burocrazia non può far crescere i bambini».

Tornando al programma IRT: questo è in grado di elaborare innumerevoli parametri oltre tracciare gli episodi di violenza subita da minori; ed infatti hanno ben pensato di aggiungerne subito alcuni, utili al “Grande fratello” per aiutare i sudditi di Sua Maestà, “fortuitamente” incorsi in errore su decisioni riguardanti i loro figli.

Avvenga per inerzia o ignoranza dei genitori, il governo sarebbe sempre pronto ad intervenire: due allarmi nel file di un minorenne dovrebbero portare a un'indagine approfondita sulla famiglia da parte delle strutture pubbliche.

Cosa vorreste obiettare? Vi prevengono inchiodandovi alla “evidente” realtà, “misurata” minuziosamente dagli appositi “scienziati”: - i fallimenti nel privato di una famiglia portano ad alcolismo, obesità, disgregazione delle famiglie stesse.

Aiutiamo (!) perciò le famiglie a percorrere la retta via - anche a costo di controllare le attività familiari ed invaderne la sfera privata; non ci sono purtroppo altre soluzioni (sic!): di fronte al bene “certificato” dallo Stato non c’è libertà che tenga! Ma quali sono i parametri di riferimento e gli allarmi cui far seguire interventi dell’autorità?

La dottoressa Eileen Munro, una degli esperti di puericultura blairisti della London School of Economics, ha specificato al Daily Telegraph che tra i criteri di controllo ci sarà questa domanda:

«Forniscono i genitori un modello positivo per il loro bambino?»  Tra le informazioni che gli ideatori della banca dati si aspettano di visualizzare c'è n’è di questo tipo: «se il minore consuma le cinque porzioni di frutta e verdura al giorno» che secondo i nutrizionisti devono entrare nella dieta, ed ancora, il profitto scolastico di un allievo.

Ma state tranquilli, perché il Department for Education cautelandosi in anticipo (excusatio non petita, accusatio manifesta) ci “rassicura”: «Lavoreremo perché la quantità di informazioni archiviata su ogni bambino, sia limitata (...?) ed ogni genitore possa chiedere di prenderne visione per ottenere correzioni dei propri dati » (E come, di grazia? Sulla parola o sotto giuramento?). Questa versione post moderna del “Grande Fratello” blairiano costerà 300 milioni di euro e dovrebbe entrare in funzione in due anni, .

Saremo tutti (che fortuna!) sotto tutela dello Stato, un “buon amico” che ha ripetutamente dimostrato di meritare fiducia, dando in cambio sempre maggiore sorveglianza (per il nostro bene!), difendendoci da noi stessi e dal pervertimento insito nella trasgressione o, semplicemente, dall’”errore” inconsapevole ("loro" sanno quale comportamento configuri “l’errore”!).

Questo “modello” che presto andrà a regime - e che col tempo sarà mondato da imprecisioni e sviste - non è affatto lo schema finale. Gli studi sono incessanti, gli amorevoli “ingegneri sociali” operano alacremente nel perfezionare questi programmi. Nel prossimo futuro, non sarà più possibile che trascuriate il “modello adeguato” per l’educazione di vostro figlio; non sarà possibile che confondiate “obesiferi manicaretti” con salutari porzioni di frutta; non sarà mai possibile esercitare violenza sui bambini (ed il sacrosanto, finora educativo, scappelloto, sarà tollerato?). Mai più potranno perpetrarsi obiezioni alle politiche sociali, minuziosamente definite dalle autorità. Tutte quelle fattispecie - che farebbero “scattare” un assistente sociale in casa vostra per "suggerirvi consigli educativi" - saranno definitivamente scavalcate e prevenute.

Il prossimo livello di controllo prenderà spunto da un film (pure ispirato ad un libro), in cui un mondo privo di reati è, finalmente, divenuto realtà: la polizia non interviene più in occasione di crimini già compiuti; ora basta la “visione futura” del compimento di un reato per perseguire la “criminale intenzione”, ma…

Potreste rivedere Minority Report e stavolta “scorgere”, dietro il provvedimento blairiano, la strada improponibile verso cui quel modello sociale ci indirizza. Una visione ora un po’ meno circoscritta alla fantasia di Orwell-Eric Arthur Blair è qui, prossima a noi, alla portata della nostra esperienza… questa volta.

 -- Dante


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