Clicca qui per tornare alla home page di FORCES Italiana La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

Vietato fumare
Vietato entrare:

Elenco dei locali che rispettano il diritto

Morti sulle strade, una tragedia riducibile ma ineliminabile

Informazioni su FORCES
Chi siamo

Le rubriche

La parola ai lettori
Scuse possibili
Stop al salutismo
Educational: Scienza, Miti e Menzogne
Maledetti ciccioni parassiti sociali
Porci bevitori siete i prossimi
Poveri caffeinomani, ora vi curiamo
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
La frode del fumo passivo
Uccidiamoli per il loro bene
Scienza rottame
Scienza scorrettissima
Abusi contro i fumatori
La posta di FORCES
Umorismo
Il muro del silenzio
Vietato parlarne: vittorie del tabacco
Quanti sono 'sti morti??
Lo sapevate che...?
Eventi quà e là
IPSE DIXIT: citazioni
Porno Health Canada
Coppa scienza rottame
I servizi speciali
La guerra della nicotina
Di Wanda Hamilton
Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, salutismo in vendita
La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Attivismo

COMPRA L'INNO DELLA LOTTA AL SALUTISMO
Sostieni FORCES acquistando questa bellissima canzone per soli $0,99!

I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

Torna alle Elucubrazioni di Dante


30 Aprile 2006 - Ci risiamo. Le vacanze di pasqua sono concluse e si tirano le somme degli incidenti stradali, una strage, tutti i media la definiscono in questo modo, esattamente tutte le volte in cui ci sia una pasqua di mezzo o un’altra qualsiasi festività da ponte.

Effettivamente non si può dargli torto, 38 morti sulla via delle vacanze sono un numero da brividi, ognuno potresti essere tu o qualcuno dei tuoi cari, come far finta di niente?, l’emotività regna sovrana, ci induce ad ascoltare gli esperti ed a sperare che “qualcosa” venga fatto per arginare la roulette russa cui tutti noi siamo esposti, automobilisti e pedoni, presumibilmente la stessa persona che si alterna nei diversi sostantivi salendo o scendendo da un mezzo a motore.

I numeri sono inclementi, 50.000 morti un Europa ogni anno riconducibili ad incidenti stradali, 6.000 in Italia. Nel 2004 il 91,1% degli incidenti stradali è stato causato dal comportamento scorretto del conducente alla guida del veicolo. In particolare, il 15,1% del totale delle cause è rappresentato dalla guida distratta o andamento indeciso, il 12,2% dall’eccesso di velocità e l’11,4% dal mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Lo stato delle infrastrutture ha pesato per il 4% dei casi. Lo stato psico-fisico alterato, pur non rappresentando una percentuale elevata del totale dei casi (2%), è caratterizzato da tre cause fondamentali: l’ebbrezza da alcool (4.140 casi pari al 72% della categoria), il malore improvviso ed il sonno con 1.095 casi pesano per il 19%.

Soltanto in 726 casi, che pesano per lo 0,3 % sul totale, sono stati difetti o avarie del veicolo ad aver causato gli incidenti.

Globalmente il livello di sicurezza migliora lentamente e costantemente (in 30 anni, in tutti i paesi che formano oggi l’UE, il volume globale del traffico stradale è triplicato, mentre il numero di morti sulla strada si è dimezzato), ma, la situazione resta socialmente inaccettabile (la gente non sa cosa rischia quando prende l’auto o ha accettato il rischio?) e difficilmente giustificabile per il cittadino(leggi “politico”) che non mastichi “coefficienti di rischio”.

L’Unione europea si è posta l’obiettivo di ridurre del 50% entro il 2010 il numero di morti e di feriti causati da incidenti stradali (Piano nazionale della sicurezza stradale),incoraggiando gli utenti ad un migliore comportamento, rendendo i veicoli più sicuri, migliorando le infrastrutture stradali.

Tutte iniziative condivisibili; quando però si passa dai propositi ai fatti, queste intenzioni si tingono di coercizione inutile pur se sempre “giustificati” dal perseguimento  “del nostro bene”.

Come interpretare i dati relativi all’introduzione in Italia della patente a punti (1° luglio 2003), che su base annuale lungi dall’invertire il trend, già  in atto da anni, di diminuzione degli incidenti con morti e feriti, chiude l’anno 2004 con un -7.3% (2004/2003) contro il 10% (2003/2002)?

La politica ci “spiega” la diminuzione dell’efficacia delle nuove norme con l’assuefazione, implicitamente (ma anche esplicitamente) invocandone di sempre più stringenti e costrittive, con l’utilizzo di migliori tecnologie per incastrare gli automobilisti e vincendo tutte le obiezioni contrarie al “Grande fratello” che si viene pian piano delineando. Allora non serve più nemmeno la contestazione immediata di un’infrazione, basta sviluppare un rullino per rimpinguare le casse comunali; che progresso, che modernità!, è questa l’educatività delle sanzioni?

Ma già le avremmo avute nel nostro CdS norme punitive, fino alla galera per omicidio colposo, che i giudici applicano frequentemente con riferimento al minimo della pena, forse perchè capiscono cosa significhi casualità?

Comprendiamo la rabbia e l’accusa ai giudici da parte dell’associazione familiari e vittime della strada che desidererebbero vedere in carcere gli “ assassini” dei loro cari, spingendo sull’emotività dei tanti morti sulle strade che invocano la tutela purché sia, con ogni mezzo.

Osserviamo però che nessun inasprimento delle punizioni ha mai dato i frutti sperati, basti pensare che la pena di morte, estrema punizione, non ha certo né spiantato né diminuito i reati dove viene applicata.

Sulla stessa riga riteniamo maggiormente risolutiva la posizione espressa dal PM Carlo Nordio, secondo il quale “inasprire le pene non serve, anzi, una pena più è severa più è percepita come poco seria, e quindi violata”.

Il legislatore però da quell’orecchio non ci sente proprio, a fronte di quel 91% degli incidenti causati da  comportamento scorretto del conducente alla guida del veicolo, di cui solo il 12,2% rappresentati dall’eccesso di velocità  ha pensato bene che colpire la velocità fine a se stessa fosse risolutivo (o più facile forse?) ed ha scatenato le forza dell’ordine, con gli autovelox,  contro gli automobilisti. Come però facilmente prevedibile, dopo un primo periodo di panico, le cose sono tornate alla “normalità” (il trend positivo addirittura inverte la tendenza). Servirebbero più forze dell’ordine per reprimere? Si, se vogliamo uno stato di polizia saremo presto accontentati!

I provvedimenti tendenti a non far distrarre l’automobilista divengono selettivi su alcuni comportamenti, il telefono alla guida ad esempio, o la prossima mossa antifumo che vuole proibire la sigaretta al volante, sponsorizzata dai codacons e sostenuta dal ministero della salute (ma che c’entra?); ottenendo il risultato di mettere fuorilegge milioni di cittadini senza migliorare la sicurezza.

E’ infatti necessario, perché le persone si adeguino ad alcuni comportamenti, che i provvedimenti stessi siano convincenti, che venga percepita la necessità di questi, altrimenti si ottiene proprio ciò che si vorrebbe stigmatizzare, la illegalità della maggioranza dei cittadini. <tu non mettermi in condizione di fare legalmente una cosa necessaria o inevitabile ed otterrai di mettermi fuorilegge, ma non certo di farmi desistere da quel comportamento!>

Non è inusuale vedere automobilisti con il telefono all’orecchio, evidentemente perché il fatto non viene percepito (giustamente) come pericoloso, pur se illegale. Non può bastare una decisione autoritaria per convincerci di una cosa illogica come il divieto di rispondere ad una telefonata.

Osserviamo tutti, nella vita quotidiana, comportamenti illegali sulle strade, alcuni pericolosi altri assolutamente innocui, ci sono tratti stradali dove i limiti di velocità sono obiettivamente illogici e pertanto non rispettati, altri tratti in cui la marcia al limite massimo è altrettanto palesemente pericolosa. Provate, guidando domani, a constatare quante volte voi stessi infrangete i limiti, senza per questo divenire pericolosi! Piuttosto, non vi distraete troppo guardando il tachimetro, quella si che sarebbe una distrazione da stigmatizzare?

Insomma l’atteggiamento di chi ritiene di colpirne uno per educarne cento proprio non ci piace.

Non abbiamo condiviso e stigmatizziamo l’espressione dura e la faccia arcigna  mostrati finora dai governi in tema di sicurezza stradale, mentre vogliamo rilevare (si trattasse di un nuovo modello di azione sarebbe benvenuto), la nuova campagna per l'educazione stradale rivolta ai più giovani che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti www.infrastrutturetrasporti.it ha realizzato in collaborazione con Walt Disney Television Italia. www.disneychannel.it per sensibilizzare i più giovani sull’argomento sicurezza.

Campagne per una guida sicura, con tanto di spot televisivi, anche martellanti, che mostrino gli effetti di una guida pericolosa o distratta (91% degli incidenti), informazione che evidenzi il rischio statistico ineliminabile quando ci si muove su un mezzo di trasporto, pattuglie che lavorino per la sicurezza, anche ovviamente fermando e multando, ma che rifiutino di adeguarsi alle richieste dei loro Comuni nel multare gli automobilisti che infrangono limiti di velocità e norme del codice  risibili ed arbitrarie (occorre destinare alla tesoreria centrale gli introiti delle multe perché i Comuni non cadano in tentazione!).

Questo chiediamo ad uno Stato serio; che si preoccupi davvero dei suoi cittadini, senza isterismi, che prenda atto dei comportamenti di tutti, contemperi le giuste esigenze e richieste di ognuno ed in base a questo moduli i propri interventi, che non abbiano la pretesa di “educarci tutti”.

A proposito, sappiamo come ridurre a zero i morti e feriti, basta eliminare i mezzi di trasporto e tutto, voilà, sarebbe risolto!

D'altronde, vi vorremmo chiedere, qual è per voi il prezzo accettabile per la mobilità?

Quanti sono gli uomini sacrificabili per la vostra “velleità” di spostarvi in automobile?

E se foste voi quell’uomo?

Buoni week-end a tutti!

- Dante


La costituzione di FORCES International
Il Comitato d'Onore
Domande frequenti (FAQ)
La piattaforma politica
Aiutaci a lottare
Sedi locali e siti affiliati
Statistiche del  sito
Vuoi fare pubblicità su FORCES? Clicca qui
MOTORE DI RICERCA INTERNO
Abbonamenti e contatti
Contattaci
Dona o diventa socio
Abbonamento FORCES/Enclave
Come sarà speso il tuo denaro
Clicca qui per ricevere
la newsletter gratuita
Materiali promozionali
Gli opinionisti
Alberto Mingardi
Carlo Stagnaro
Hugh High
Pierre Lemieux
Gian Turci
Il tabacchino - T. Rea
L'angolo di Zia Maria
Antonio Nicoletta

L'angolo del medico

Elio F. Gagliano

Le librerie
La libreria Italiana
La libreria internazionale
Archivi e altro
Archivio edizioni
Links

SEVING FREEDOM: IL PRIMO PROVIDER LIBERTARIO
Servizi Internet. Prezzi estremamente competitivi, servizio efficiente, rapido e cortese.
Clicca qui per ulteriori informazioni


Antifumo: proprio come papà Hitler

CLICCA QUI PER SCARICARE I POSTER ORIGINALI

Scarica i manifesti nazisti e distribuiscili ad amici e parenti