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25 Maggio
2006 - Il conformismo antifumo dilaga anche fra i giornalisti,
ultimo argine prima dei “bastioni” del buonsenso popolare; su “il
Giornale” del 18 Maggio, una certa Marisa de Moliner si esercita
nelle banalità riportando le conclusioni della presentazione della
giornata mondiale senza tabacco, curata, ovviamente, dal noto
“antifumo per il nostro bene”, l’Illustrissimo Professore e
Magnifico Direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario
Negri di Milano, Silvio Garattini.
Nella premessa,
subito, ecco una “slinguazzata” alla legge Sirchia, che ha “spento”
le sigarette nei locali pubblici ed anche nelle case private, dal
momento che - ci assicurano! - mezzo milione di italiani ha smesso
di fumare… i conti di questa cacchiata ve li abbiamo già mostrati e
forse sono giunti “a segno”, visto che ora mettono le mani avanti
ammettendo che alcuni “incalliti” hanno solo ridotto il consumo di
bionde passando da 94 pacchetti/anno ad 87,8.
Il “saldo” dei
fumatori è stabile, lo ribadiamo.
[1]
Ma il “dito”
accusatorio, questa volta, si alza sui “camici bianchi” e sulle
famiglie; gli uni perché tra le loro fila si conta ben il 14,5% di “tabagisti”,
le altre perché consentirebbero ai loro figli di fumare e persino
in casa (si tratta di un’indagine Doxa per ISS su 309 famiglie con
figli minori di 25 anni). La cosa fa andare letteralmente in bestia
il nostro Silvio, che non si capacita di come sia possibile non
adattarsi alla proibizione da lui attivamente sostenuta e redimersi
a fronte dell’evidente nocività del fumo, finanche passivo.
Eppure, dice, “i
dottori dovrebbero essere i più ‘motivati’ a smettere, ben sapendo a
cosa vanno incontro”, non hanno scuse, sono proprio un cattivo
esempio, loro che dovrebbero “dissuaderci” dal fumare, proprio
loro non possono poi confonderci accendendo la sigaretta. Negli
ospedali poi… “medici e finanche infermieri (forse gli infermieri
sarebbero di rango inferiore?) con la ‘cicca’ accesa!!!!!” I
“camici” dimenticano “l’importante aspetto della prevenzione” (cioè
non fumare!!!!)
Ma i genitori -
accidenti! - come possono essere tolleranti e consentire che i loro
ragazzi fumino persino in casa? Dovrebbero proibirlo assolutamente,
eh si, poi i loro pargoli fumerebbero lo stesso fuori casa ma…
occhio non vede cuore non duole? Che dovrebbero fare questi genitori
oltre spiegare i rischi del fumo, forse metterli ai ferri, stì
ragazzi, per impedirne il lento suicidio (sapete la barzelletta di
quello che non ha fretta?). Non sarà che con le proibizioni -
humanum est - si è aumentata la curiosità nei ragazzi? Non
sarà che, contrariamente alla “buona intenzione” di salvarci da noi
stessi, la legge è controproducente come ogni proibizione è stato
dimostrato che sia? Non sarà che tutte le bugie vengono al pettine e
che queste esagerazioni celano una malafede scientifica che
contraddice il buonsenso? Non ci dicano i Sirchia che la lettera
della legge non proibisce di fumare perché è di fatto che si traduce
in una proibizione - oltre che in un condizionamento malevolo e
generale verso tutti i “fumatori assassini del prossimo”.
Per comprendere
meglio come vengono costruite le balle cui costoro si appoggiano per
pontificare rimedi ed abusare della capacità di condizionamento dei
“media”, sentite questa.
Ospedale
Cardarelli di Napoli,”sperimentazione su 26 (ventisei!)
‘pazienti’ divisi in due gruppi (quindi 13 per gruppo!). Un gruppo
segue le regole (non fumare, misurare la circonferenza dell’addome,
non usare più di sei grammi di sale al giorno, 10.000 passi
quotidiani), quindi funge da controllo; l’altro funge da caso. Ne
verrà fuori, come dal “cilindro” di un mago, che seguire le “regole”
farà guadagnare dieci anni di vita (è proprio l’obiettivo dichiarato
dagli “scienziati”). Pensate, anche una sigaretta farebbe
“saltare” l’elisir di lunga vita!
[2]
“Condanna penale per tentativo di abuso della credulità popolare”,
sarebbe comminabile a chi spaccia per sperimentazione scientifica
una “roba” simile, con un “campione” di 13 (dicasi tredici)
individui; la galera o (siamo buoni noi!) gli arresti domiciliari
meriterebbero questa gente, tipo Vanna Marchi!
Tra i dottori,
però, qualcuno con dignità ancora esiste e ne siamo lieti: il Dott.
Gianmaria Bossi, pur inciampando nelle infide trappole politically
correct, tipo: “predichiamo bene e razzoliamo male”, “non siamo (noi
dottori ndr) un esempio da seguire”, “nel mio studio assolutamente
non fumo”, “non permetto ad altri di fumare” etc, riesce però a
rispondere a tono all’opportunista Garattini: “ il fatto che io
predichi bene e razzoli male - dice il Bossi - sono solo fatti miei.
Non interferiscono con la mia attività e non devono interessare
Garattini.” Ben detto, anche se molto morbido aggiungeremmo. Fa
notare il Dott. - e noi sottoscriviamo - che “non siamo noi (i
dottori ndr) l’esempio da seguire, i pazienti sono liberi di
comportarsi come vogliono, devono fare delle scelte consapevoli”;
egli esemplifica poi dicendo che se nel motocross è facile cadere,
anche nuotare in mare comporta il rischio di affogare maggiormente
che non in piscina. Dovrebbe essere lapalissiano che qualunque cosa
della vita comporta dei rischi; è il cavalcarne alcuni
fraudolentemente, infatti, il “reato” ascrivibile agli “anti” ed è
il loro vantaggio personale nel farlo che li trasforma in
malfattori.
Deve sapere il
Dott. Bossi, che il Silvio con 'stà roba ci campa, per questo gli
interessa, sennò cosa cavolo ci sta a fare lì al Mario Negri; la
lotta ai tumori fa buchi nell’acqua da quarant’anni bruciando
risorse infinite e lui che dovrebbe fare per guadagnarsi il pane?
Spinge perciò opportunisticamente sull’incremento del 200%+ di
rischio da fumo attivo e sull’aumento
(molto controverso, peraltro!)
del 20% per il fumo passivo. Così messi paiono i numeri della
“certezza”, ma, detti in altre parole, invertendo - per così dire -
gli addendi senza modificare il risultato: se un non fumatore
presenta un rischio del 99,8% di non
contrarre un cancro al polmone, un fumatore medio con un
incremento del 200% del rischio avrà una probabilità del 99,6%
di non contrarre un cancro al polmone.
Abbassare di soli due punti decimali se il rischio fosse del 400%.
Non vi faccio il conto sul fumo passivo, ma va da se che
i numeri sarebbero, oltre che ridicoli, una semplice speculazione
verbale, dato che, come ben sa anche Garattini, nell’
epidemiologia multifattoriale, gli incrementi di rischio inferiori
al 200% semplicemente non possono essere presi in
considerazione. [3]
Anche qui è ravvisabile il “reato” di cui sopra - magari, per il
nostro luminare, escludendo gli arresti domiciliari.
La giornalista
quindi conclude col “brivido”, divulgando la solita “scienza”
spazzatura indimostrabile, secondo la quale ci sarebbe nel
mondo una vittima della nicotina ogni 6,5 secondi, ed esaltando la
prevenzione come un’arma “efficace” contro la strage operata dalla
nicotina, la prima causa di morte rimovibile e prevenibile.
Poco sa la povera donna chiaramente incompetente che la nicotina è
una sostanza totalmente innocua – anzi, benefica, come stabilito
dalle più alte autorità mediche mondiali.
[4] Si tratta purtroppo di un
luogo comune cui non vogliamo rispondere con parole nostre, eccetto
notare (senza offesa) che manca alla giornalista la minima capacità
critica. Rispondiamo invece con le parole del Papa che, in
occasione dell’iniziativa “il mondo in marcia contro la fame”(Walk
The World) richiama al senso di umanità tutti gli uomini (e
donne) veri.
“Garantire a
tutti, in particolare ai bambini, la libertà dalla fame. “
Liberiamo gli
uomini da una morte di stenti certa prima di dirottare
ingenti fondi per combattere scelte di vita volontarie, seppure
legate a indici di rischio.
Questa è la
prima causa di morte rimovibile,
e con ciò vogliamo mettere in “mora” i Garattini di questo mondo
dal destinare altre risorse alla loro propria causa.
Con vergogna e
rabbia per la strage della fame…
- Dante |