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27 Maggio
2006 - Incredibile che per smontare tesi sfornate da organismi
come l’OMS su presunzioni non dimostrate ed indimostrabili, si
impieghino letteralmente anni di duro lavoro, quando va bene…!
Conoscete la
“sick building sindrome” [traduzione letterale: Sindrome
dell'edifico malato (*)]
? Probabilmente no, e nemmeno ci avevate mai pensato. Invece l’OMS
si, perché lì c’è gente con i contro… fiocchi.
Questa curiosa
sindrome lega i suoi sintomi all’orario di lavoro ed è stata per
questo collegata alla permanenza negli edifici adibiti ad uffici:
aria condizionata, concentrazione di anidride carbonica, mancato
ricambio d’aria, polveri ambientali, apparecchiature elettroniche,
esalazioni dai prodotti di pulitura, tutto è stato vagliato, non si
era tralasciato davvero nulla per spiegarsi la sindrome. Giunti
perciò, dopo macchinose elucubrazioni sulle cause, alla conclusione
che mal di testa, gola irritata, bruciore agli occhi, eruzioni
cutanee, tosse e stanchezze varie, fossero determinate dal contatto
con quegli “agenti” nocivi, sono partite le raccomandazioni,
legislazioni (e multe) sulla salubrità dei luoghi di lavoro.
Ora un gruppo di
ricercatori inglesi, dell’University College of London, ha
identificato la causa dei sintomi finora attribuiti agli edifici
malati.
Studio serio - almeno nei numeri: ha sottoposto a test sullo
stato di salute, ben 4.052 impiegati tra i 42 e 62 anni, scoprendo
che – udite, udite! - batteri e inquinamento c’entrano ben poco con
questa sindrome. Il colpevole principale sarebbe invece lo stress
cui sono soggetti gli impiegati oppressi da richieste di sempre
maggiore produttività e da superiori troppo esigenti.
Gli ambienti di
lavoro sono stati assolti dopo che le analisi sulla qualità
dell’aria, messe in relazione ai sintomi accusati dagli impiegati,
hanno evidenziato una relazione inversa tra sintomi e salubrità
degli ambienti; in quelli maggiormente salubri i sintomi acuivano.
Quando i sintomi
si acuivano, la relazione con elevate richieste di produttività era
invece univocamente accertata: si trattava di ben altro che degli
ambienti, doveva chiamarsi stress da produttività.
E mò chi li paga
gli investimenti fatti per adeguare gli edifici ai criteri di
salubrità che, tanto per mostrare autorevolezza, l’OMS aveva
indicato come risolutivi della sindrome? Tutti stiamo meglio in
ambienti accoglienti, è innegabile; ma è stato giusto imporli
ai datori di lavoro dopo spericolate conclusioni degli “scienziati”
dell’OMS? Dove finisce il cosiddetto "diritto alla salute" e ne
comincia invece l'abuso?
E il
fumo passivo allora? Tacciato di rendere insalubri gli ambienti
sarà forse assolto da colpa, visto e considerato che questa ricerca
ha dimostrato esplicitamente che
negli edifici
con:
-
alta
concentrazione di CO2
-
scarsa
circolazione d’aria
-
minore igiene
e presenza di funghi
sono più alte,
gli impiegati risentono invece di minori disturbi?
Va da se la
risposta: ORMAI è stato detto che il divieto è istituito a
tutela della salute dei non fumatori!!!
Questa gente
mica si rimangia la parola data, non sono ciarlatani, macché… sono
gente d’onore!
- Dante |