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Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

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12 Giugno 2006 - Non solo i fumatori dovrebbero smettere di fumare per evitare alla società di doversi sobbarcare le cospicue spese legate alla salute loro e di tutti quelli che, incidentalmente, possono venire in contatto con le molecole del loro fumo di tabacco!

Tutti dovremmo riflettere sui costi sanitari, diretti e indiretti, che provochiamo con le nostre attività od abitudini, non essendo accettabile che la società tutta paghi per noi le conseguenze delle nostre irresponsabilità.

Ho citato i fumatori perché sono quelli maggiormente additati dalla “salute pubblica”, ma non sono da meno quegli insopportabili “ciccioni”, che mangiano in continuazione cibi che la nostra scienza ha definitivamente dimostrato essere “junk food”, ingrassando e cosi andando incontro alle patologie da soprappeso, che tanta spesa impongono alla pubblica sanità di paesi ricchi sempre bisognosi di risparmio sanitario. Dio solo sa quanto staremmo tutti meglio! Meno tasse e tanta salute in più.

Diciamo di fumatori e ciccioni, ma dove li mettiamo tutti quei ragazzi cui piace stare in compagnia bevendo un drink, od anche più di uno? Sempre lì naturalmente, nello stesso calderone di persone che fregandosene altamente dei costi che noi sopportiamo, sembra siano pure contenti di fare danno a loro stessi, non pensano alle conseguenze che la nostra scienza ha ben dimostrato: e poi anche se vengono informati se ne “sbattono” dei nostri consigli, fumano, mangiano e bevono come se….. traessero da ciò un beneficio psicofisico: sì, proprio come se si parlasse della loro felicità o addirittura della loro libertà!

Ma così non va proprio ”niente bene”! E nonostante le nostre remore e sofferenze ad attuare provvedimenti che, come dicono gli interessati, riguardano le loro presunte libertà siamo riusciti a fare in modo che le sigarette siano bandite da tutti i luoghi chiusi, in certi casi siamo riusciti ad eliminarle dai luoghi aperti (in fondo gli fa bene non fumare).

Per i ciccioni stiamo facendo leva sul loro amor proprio, in fondo fanno schifo, basta che si guardino allo specchio per capirlo da soli. Diciamo che ci basta sottolinearlo, accusarli di non amarsi abbastanza, di essere dei malati e di provocare spese insostenibili per la società; i risultati si cominciano già a vedere.

Adesso è necessario andare all’attacco dell’alcool, prima di tutto con le tasse; poi faremo in modo, similarmente ai due casi precedenti, di provocare riprovazione negli altri verso l’atteggiamento del bere, esattamente come è avvenuto per le sigarette ed i cibi grassi; metteremo sulle bottiglie le stesse scritte che ora compaiono sui pacchetti di sigarette, in modo da rendere la pericolosità dell’alcool evidente a tutti (dovesse qualcuno farci causa perché non lo sapeva!). E’ appena più difficile di quanto non sia stato con le sigarette, perché lì siamo riusciti a far credere che il fumo danneggia gli altri ed abbiamo inventato quell’ossimoro della “libertà di non fumare”; qui non può essere usato, pero “spingiamo forte” sugli incidenti provocati da ubriachi alla guida, cominciamo da lì, poi vedremo!

Insomma se vanno a buon fine questi tre casi potremo ben dire di poter controllare, attraverso azioni mirate, tutti i possibili comportamenti umani, si chiama “ingegneria sociale”, ed è un arma potente nelle mani della cosa pubblica… più precisamente, dei poteri pubblici (che siamo noi)… ancor meglio, dei poteri in genere, qualsiasi potere, anche economico (siamo sempre noi!).

In fondo le persone chiedono di essere guidate, da che parte andare lo scegliamo noi!

Pensate: convincere le persone sane a curarsi! Sarebbe provvidenziale per tutte le industrie farmaceutiche, che potrebbero aumentare gli utili e garantire ai nostri sistemi di welfare costi via via inferiori, illuminando anche innumerevoli carriere politiche. L’abbiamo fatto con i cerotti alla nicotina e stiamo sperimentando l’impatto di un medicinale per la sindrome ADD di iperattività nei giovanissimi, il Ritalin. D’altro canto la psicologia è una pseudo-scienza, non ci sono certezze, ed in queste cose molti brancolano nel buio affidandosi ai sacerdoti in camice bianco; poi è un farmaco che va somministrato per tutto l’arco della vita, meglio perciò farlo iniziare da giovani.

Molte energie sono state impiegate per raggiungere questi risultati, qualche volta è stato necessario anche mentire od inventare cose “di sana pianta”, ma il bene comune non tutti sono in grado di percepirlo, almeno non nel nostro stesso modo, disinteressato ed altruista allo stato puro. Una fede!

Ad esempio, negli Stati Uniti il richiamo continuo alla salute ed alle attività fisiche, ha raggiunto risultati che neanche noi speravamo possibili.

Incoraggiati dai medici (sempre pronti a sostenerci…) a praticare sport anche cinque giorni la settimana per mantenersi in salute, un vero esercito di cosiddetti “baby boomer”, praticano tutti gli sport a tutte le età, incuranti dei limiti fisici (fanno “jogging” anche i Presidenti d’altronde!)

78 milioni di americani, classe dal 1946 al 1964, ricorrono immancabilmente alle sale operatorie ed agli studi ortopedici, per protesi di anca e ginocchio, per riparare lesioni, cartilagini e legamenti, per curare tendiniti, artriti, borsiti e fratture varie.

Gli infortuni sportivi sono diventati il secondo motivo di richiesta di visite mediche dopo i raffreddori e le influenze. Un costo sanitario persino maggiore di quello riferito a fumo ed alcool messi insieme, perché questi li pagano le enormi tasse imposte sulla vendita di quei prodotti.

Insomma, l’attività fisica è divenuta per costoro una vera e propria cultura, è identificata con “qualità di vita”. E’ divenuta irrinunciabile nonostante i costi elevatissimi, allo stesso modo delle sigarette e dell’alcool. Viene descritta come un piacere od anche un relax, uno stile di vita difeso come se fosse un libero convincimento (in realtà è stato determinato da noi!).

Non immaginavamo di condizionarli a questo punto quando abbiamo spinto la società al “salutismo”, ora però sorge il dilemma di dovere o meno rimproverare tale comportamento, irriguardoso dei costi sociali sanitari e che provoca inoltre lunghe assenze dal lavoro.

Il problema è che mentre negli USA la maggior parte delle spese sono coperte dalle assicurazioni private, in Europa, che segue a distanza di dieci anni le molte cazzate degli americani, questi costi dovranno essere a carico del welfare, cioè di tutti noi.

Conviene però andarci cauti questa volta. Se evidenziamo i costi diretti del salutismo, molti si domanderebbero perché debba essere lecito dilapidare risorse per tanti idioti che a 70 anni corrono sui tapiroulant, mentre sarebbe vietato contemporaneamente fumare e bere proprio in ragione dei costi che cancri e cirrosi (da noi deliberatamente esagerati!) spalmerebbero su tutta la comunità.

Speriamo di non “incartarci” con passi falsi, qualcuno già comincia a sospettare!

Salute a tutti… gratis.

-- Dante


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