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15 Giugno 2006 - Questi commenti sono su un articolo de “il Giornale” di Mercoledì 7 Giugno 2006, pagina 21.

"Mi da fastidio". Questo è ciò che conta oggi. Ciò che "mi da fastidio" deve essere proibito - dappertutto - perché "io" lo odio. E nessuno di questi "infastiditi" si ferma, nemmeno per un attimo, a considerare quanto lui e quelli come lui danno veramente fastidio agli altri con quello che dicono - o magari con la loro stessa presenza. Ogni discussione e appello a una coesistenza pacifica dove tutti abbiano la dignità di esistere come sono e di agire in coerenza col loro essere (il fine ultimo di uno stato libero oltre che democratico è proprio quello) diventa un monologo che esaurisce chi lo fa e infastidisce chi non lo vuol sentire. Una vomitevole pedagogia sembra essere un denominatore comune; e il buro-pedagogo insegna sempre e non impara mai - nemmeno quando è più ignorante delle sue vittime che, comunque, non hanno mai chiesto i suoi insegnamenti.

Questo passaggio ripreso da un precedente commentario di FORCES ci è utile per introdurre un nuovo “mi dà fastidio” nato in America e pronto a “trasferirsi” in Italia, come immancabilmente accade dopo un certo e sempre più breve periodo di tempo.

Fa parte di quella cultura - l’Americana, la più liberale del mondo - di generare mode spesso integraliste, come quelle antifumo, anticiccia, antialcool e persino antiprofumo; ma fa parte anche di quella cultura la presenza degli anticorpi adatti (speriamo!) per ristabilire, anche lentamente, la “giustezza” dei fatti.

Qui da noi purtroppo, a fronte di stupide mode “importate” causa la nota esterofilia italica, proprio quegli anticorpi vengono a mancare e sono sostituiti in parte dall’altrettanto noto “menefreghismo” italiota (clicca qui e qui).

L’anti…maleducati - “Odio la maleducazione”… è infatti l’illustrazione che l’inventore delle cabine telefoniche per cellulari propone a presupposto di questa trovata: una cabina in plexiglass da posizionare nelle hall dei ristoranti, detta cellzone”.

Ha fiutato un business milionario e si è buttato a capofitto… che voi amiate invece la maleducazione? Sicuramente no, nessuno potrebbe, la respingono tutti per definizione, tanto che si chiama “maleducazione”; e allora che ci vuole proporre questo imprenditore con il suo odio? Ovviamente l’educazione coatta, il “tutti educati per decreto” - così l’invenzione farebbe decollare il suo fatturato. Beninteso, gli imprenditori fanno il loro gioco, anche se socialmente ciò dovesse essere deleterio... ma tant’è!

Il primo passo è pompare un sentimento negativo, in questo caso il luogo comune anti-telefonino (degli altri!), per far passare il messaggio che chi telefona in pubblico - quindi al ristorante ma non solo - è maleducato quasi come un fumatore, anche se quest’ultimo è pure un assassino! E’ facile far circolare questo messaggio; chi non ha mai avuto a che fare con un MALEducato che disturba “ad alto volume”? Viene da pensare che isolare un tale insolente sia cosa buona e giusta, cà van dir, va da sé, un bel cilindro di plexiglass insonorizzato… e il burino è sistemato!

Non ne avevo mai sentito l'esigenza, ma che volete, ci sono anche persone poco sensibili e non così “moderne” - come gli “anti” ci dimostrano con tante trovate luminose.

E via così, ai menù con tanto di “vietato telefonare”, oppure a soluzioni architettoniche e materiali che isolino il segnale, fino alle cabine telefoniche per cellulari, le “cellzone”, l’ultima moda.

Che pace, che tranquillità, gli antinquinamento acustico sono in giubilo. Pensate: no fumo, no OGM, porzioni salutiste ridotte in stile antiobesità e, finalmente… il silenzio, la tranquillità, il relax!

Però st’americani so’ forti! Le pensano tutte... per fortuna che viviamo in Italia? Sbagliato!! Quello che accade in America lo importiamo pari-pari qui da noi, dopo qualche anno di “preparazione  adeguata”, come l’antifumo insegna.

Siamo sempre più intolleranti verso il prossimo, pronti a cassare qualsiasi cosa possa darci fastidio senza mai guardarci allo specchio per chiederci se anche noi dovessimo risultare “fastidiosi” agli altri: “non mi piace” e “dovrebbe essere vietato” è la sequenza logica su cui dovremmo seriamente riflettere, perché dovremmo intravedere, dietro la voglia di divieto, la strada che porta ad una società ingessata, sterile e piatta, sempre più chiusa alle “diversità”, regno di un monoculturalismo indotto, dove l’egoismo regna sovrano, la socializzazione diventa sempre più difficile ed una vera amicizia improponibile, proprio perché basata sulla tolleranza per definizione.

Non più fumatori, non più profumatori, bevitori, telefonatori… chi più odia più ne metta, insomma. Basta con i maleducati, vogliamo a società perfetta – quella, cioè, che dovrebbe preoccuparci tutti.

-- Dante


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