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SIGNOR MINISTRO DELLA “SALUTE”, LA SMETTA DI PRENDERE I TABACCAI PER I FONDELLI

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14 Gennaio 2004 - Prima di tutto, leggiamo la lettera dell’On. Sirchia alla Federazione Italiana Tabaccai:

Illustre Dottor Baronci,

in merito all’intervista pubblicata da “Il Giornale” in data odierna, è mio desiderio chiarire che il tono complessivo del servizio ed anche la resa delle mie affermazioni non rispecchia nè il mio pensiero nè la linea del Ministero della Salute nella campagna sulla dissuasione dal fumo e nella tutela della salute dei minori, che è fondata sulla partecipazione di tutte le componenti attive nel settore, in primo luogo proprio i tabaccai, per arrivare a costruire un insieme di regole e un contesto culturale per la promozione di stili di vita salutari, nel rispetto della libertà di tutti. Piuttosto Le confermo la mia gratitudine per la collaborazione prestata dalla Sua Associazione, in accordo con l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Abbiamo ancora molta strada da fare ed è volontà del Governo di percorrerla insieme.

Nella speranza di aver ricondotto al giusto merito i rapporti tra Ministero e Associazione, Le auguro un sereno Anno Nuovo.

F.to Suo Girolamo Sirchia

Poi fermiamoci e pensiamoci su. Dunque, grazie alla nuova legge sui distributori automatici di sigarette, queste macchine che costano decine di migliaia di euro non potranno essere in uso per tre ore e mezza al giorno e in tutti i festivi. I danni alle rivendite sono veramente notevoli. A poco serve notare che troppe tabaccherie, fedeli alla mentalità di chi è allo stesso tempo vittima e servo del potere, invece di ribellarsi all’ingiusta e inutile legge (che ufficialmente è per "proteggere" i minori dal fumo -- come se non sapessero già come procurarsi l'ecstasy), fanno la spia a coloro che hanno il coraggio di ribellarsi e di continuare a tenere i distributori accesi (apparentemente si vuole giustizia, ovvero che il tiranno opprima tutti), mentre le associazioni di categoria sono complici dell’agenda ministeriale di pilotaggio sociale. Ma questo punto ha bisogno di un discorso a se stante.

Concentriamoci invece sull’ennesima, assurda contraddizione di Sirchia che, come fa per i fumatori, nega di essere un persecutore mentre perseguita. Rileggiamo questa frase, che ci dice tutto: “...in primo luogo proprio i tabaccai, per arrivare a costruire un insieme di regole e un contesto culturale per la promozione di stili di vita salutari, nel rispetto della libertà di tutti.”

Lo scopo del ministero della “salute” e delle cricche farmaceutico-salutiste è quello di  un’ "Italia senza fumo", giusto? E siccome la scienza rottame promossa dal ministero dice che "il fumo uccide", non ci può essere altra strada. Allora, chiediamoci: che cosa vendono i tabaccai?... Poi chiediamoci: tolte le sigarette, quale altro articolo hanno le tabaccherie che non sia disponibile in maggiore varietà, quantità e a pari o minor prezzo in un supermercato o in un ufficio postale? La risposta è lampante: tranne forse i giochi d'azzardo (per chi li ha), nulla. Allora, se Sirchia e le gang salutiste raggiungessero il loro scopo di un’Italia senza fumo, che farebbero 60.000 rivendite, e le famiglie che, grazie ai fumatori, sostengono? Che farebbero le centinaia di migliaia di lavoratori impiegati nell’industria dei tabacchi? Che succederebbe se solo il 50% dei fumatori ascoltasse le ciance "sanitarie" sul tabacco e si comportasse di conseguenza? Metà dei tabaccai sparirebbe, oppure farebbero tutti la fame? E allora, le “regole ed il contesto culturale” del Sirchia non possono essere che la distruzione della categoria, per cui Sirchia chiede l’aiuto della stessa categoria che inevitabilmente deve eliminare!! Ne segue che ogni associazione che collabora con il ministero della "salute" collabora con la distruzione non solo dei fumatori, ma anche dei tabaccai che li riforniscono.

Ma non è finita: l’abuso delle parole "rispetto" e "libertà" è totalmente offensivo. >Quale< libertà, signor ministro – quella che offre ai fumatori cacciandoli fuori dai luoghi pubblici sulla base di una truffa scientifica? Che cosa intende per “rispetto”, quando chiama i fumatori “avvelenatori” alla radio e alla televisione? E infine, qual'è il rispetto che intende avere per una categoria che deve eliminare perché lo scopo dichiarato del suo ministero è un’ “Italia senza fumo”, cioè senza tabaccai?Abbiamo ancora molta strada da fare “, dice lei. Per arrivare dove?... Ai suoi dichiarati scopi, non c’è dubbio.

Signor Sirchia, persino i politici devono mantenere una parvenza di dignità; quindi se non può sganciarsi dalla scienza rottame dei filo-farmaceutici, almeno si aggrappi alla logica, ed usi la parola “rispetto” appropriatamente, cioè smettendola di prendere apertamente il popolo italiano per i fondelli, e rispettandone l’intelligenza. Grazie.

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