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25 Gennaio 2005 - Nella
campagna antifumo torna spesso il termine polmone nero, volendo così
indicare i polmoni del fumatore sia attivo che passivo. Se, per un
certo verso, giustifico le persone ignoranti di medicina, condanno i
medici che usano tale termine in riferimento ai polmoni di chi
attivamente o “passivamente” fuma. Questi, o lo fanno dolosamente
per ingannare la gente, o, in buona fede, per ignoranza criminale.
Nel secondo caso è chiaro che la buona fede viene invalidata dalla
criminalità dell’atto. Peggio se , per dimostrare i danni del fumo,
viene mostrata una radiografia del torace dove i polmoni,
all’ignaro, appaiono neri. Infatti, nella lastra radiologica, i
polmoni normali sono neri (vedi illustrazione). Se poi vengono
esibiti dei polmoni veri e propri (o foto) con venature e macchie
nerastre, più o meno numerose, guai a dire che sono i polmoni di un
fumatore. Infatti
i polmoni normali, che nel’infanzia sono rosei, nell’adulto sono
grigio brunastri con striature nerastre secondarie a particelle di
carbone e pulviscoli vari presenti nell’aria delle città, o in
prossimità di intenso traffico automobilistico, o in zone
industriali, o, ancora, in zone polverose. Questa nerezza , in
ambito medico, viene chiamata antracosi. Essa non
interferisce con la funzionalità respiratoria e, necessariamente,
non produce sintomi. Inoltre non è visibile radiologicamente né
ecograficamente.

Esiste un’entità medica riferibile a
i polmoni neri? Certamente: La pneumoconiosi dei lavoratori di
carbone (detta anche: malattia del polmone nero e, a volte,
antracosi). In questa affezione le particelle di carbone si
depositano sotto la pleura (membrana che ricopre i polmoni), intorno
ai vasi sanguigni e i bronchioli (le diramazioni più piccole dei
bronchi) e nei pressi di eventuali cicatrici polmonari. Con il
progredire dell’esposizione al carbone, si possono formare piccole
dilatazioni (enfisema) e poi aumento del connettivo (fibrosi) che,
in seguito, può portare a una fibrosi progressiva diffusa. A questo
punto, qualcuno potrebbe dire che ciò è quello che succede nel
fumatore dato che il fumo di sigaretta contiene prodotti di
combustione. Esiste, tuttavia, una grande differenza. Infatti, le
suddette alterazioni avvengono dopo almeno dieci anni di lavoro nel
sottosuolo a respirare concentrata polvere di carbone, di certo non
paragonabile neppure lontanamente a quello che è contenuto nel fumo
di sigaretta e, ancora più inverosimilmente, nel fumo passivo.
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