La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
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Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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Egregio dr. Gagliano,

quando si parla sempre di fumo ci si riferisce sempre al fumo di sigaretta.

Fino ad un paio di anni fa, ero un fumatore di pipa e sigari: due/tre fumate al giorno (mezzo toscano o una pipa dopo mangiato) me le gustavo davvero.

Sull'onda degli allarmi lanciati a 360 gradi ho deciso di smettere, convinto di essere una categoria con un rischio altissimo di contrarre tumori (non al polmone, dato che non inalavo il fumo, ma alla bocca).

Ho letto il suo articolo "Fumarne 8 o fumarne 30 e' la stessa cosa?" e mi piacerebbe sapere se esistono dati relativi ai fumatori di sigari / pipe.

In particolare: mezzo toscano al giorno dopo pranzo rappresenta un fattore di rischio?

Ci sono dati che indicano la soglia minima (per il fumo di di sigari o pipe) al di sotto della quale non si osserva un incremento del rischio di malattie?

Devo dire che, anche se ho messo in soffitta le mie adorate pipe, di tanto in tanto mezzo toscano me lo fumo ancora convinto (spero a ragione) di non attentare cosi' facendo alla mia salute.

Complimenti per la sua chiarezza e il suo stile equilibrato.

Cordiali saluti

Egr. Sig. F.,

Il motivo per cui parlando di fumo ci si riferisce alla sigaretta è perché questa è di gran lunga più comune che la pipa, il sigaro, il tabacco da masticare e quello da fiuto. L’unica variante è la sede anatomica dove il tabacco agisce. Relativamente a pipa e sigaro, se il fumo non viene inalato, i pericoli sono per la bocca ed il cavo orale.

Se si vuole quantizzare il rischio in rapporto al numero di sigari e pipate, vale quanto, in altri scritti, ho detto per le sigarette, cioè, la quantità: minore è il numero delle fumate, minore è il rischio (che, secondo me, si avvicina allo zero per chi fuma due o tre sigarette al giorno). Io non so molto di sigari, tranne che, secondo marca e tipologia, variano moltissimo in lunghezza e diametro. In altre parole, dire un sigaro, senza specificarne il tipo, significa niente o quasi. In un certo senso ciò vale anche per le pipe: alcune hanno una capacità doppia, o più, del tipo standard.

Andando al suo quesito, se fumare mezzo toscano sia rischioso, direi di si: tanto quanto, o forse meno, andare al posto di lavoro in bicicletta in mezzo al traffico urbano. Ma si goda pure il suo mezzo toscano (se chi gli sta vicino ne sopporta l’odore che, confessiamolo, non è il massimo della goduria per le narici di chi non lo fuma)!

Per completezza desidero dire che il cancro orale viene riscontrato più frequentemente quando si eccede con il fumo associato all’alcol. Mi spiego, un accanito fumatore alcolista è sicuramente a rischio più di qualsiasi altro.

Per finire, il cancro delle labbra può essere causato (come per la cute) da lunghe esposizioni al sole.

Dr. Elio Gagliano


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