La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 
 

29 Aprile 2005 - Alla mia precedente sulla dispotica legge Sirchia e la libertà di un terzo degli italiani, l’on. Antonio Calmieri ha risposto dicendo che  molti fumatori hanno scritto  di essere contenti  per la legge antifumo. Non mi meraviglia: ci sono comunisti e criminali (nessuna intenzione di accomunare i due) che vanno in chiesa e cristiani che bestemmiano. Per non parlare di farisei e opportunisti. Ma l’on. Palmieri, ha  aggiunto: “Vedremo di capirci di più...”, certamente più apprezzato di quanto non m’abbia scritto l’on. Bruno Tabacci: “non riesco a sopportare chi fuma nelle vicinanze. Quindi per me, il fumo passivo è un problema reale”, dimostrando l’atteggiamento egoistico, persecutorio e dittatoriale di  certi  politici. E se il Tabacci non sopportasse i bambini che strillano, corrono, fanno casini nei ristoranti? Presenterebbe un progetto di legge per proibire l’ingresso nei luoghi pubblici a quei rompiscatole?

Fatta questa premessa, passo ad una domanda: “Come credete che abbiano votato i perseguitati da Sirchia? Tolti i pochi idealisti di destra che,  pur storcendo il naso (quindi  non comportandosi “alla Tabacci”) hanno dato il loro consenso alla Cdl, per la grandissima maggioranza,  secondo la logica  “causa > effetto”, o hanno disertato le urne, o, rabbiosamente, si sono volti a sinistra.  Calcolando che tra i votanti la tendenza ‘destra – sinistra’ è pressappoco del 50/50, quanti milioni di voti sono andati persi? Adesso fate pure le vostre considerazioni sulle cause economiche, la litigiosità, il mezzogiorno, la devolution etc., ma ricordatevi che chi si sente oggetto di malversazioni è incavolato forte, agisce (reagisce) come può, indipendentemente da fattori congiunturali. Specialmente essendo convinto che garantire la libertà di tutti non  è un’utopia.

Comunque, io non intendo fare l'apologia del fumo, anzi, sono per l'educazione del cittadino (in particolare - per non dire: precipuamente - dei giovani, a cominciare dall'infanzia) sulla pericolosità del fumo. Sono, quindi, per una intelligente campagna antifumo non basata su allarmismi e proibizionismi che automaticamente portano ad un atteggiamento persecutorio nei confronti del ‘diverso’.

La mia battaglia (non ridete; lo so che sono un don Chisciotte) è per la libertà, nel caso specifico, di fumatori e non fumatori. L'aforisma su dove finisce la libertà, Sirchia l'ha applicato solo ai fumatori; infatti la libertà del fumatore finisce laddove c'è, o potrebbe esserci, un non fumatore: a casa propria e nelle praticamente inesistenti – perché costosissime e, peggio, spesso irrealizzabili - zone “Sirchia”. Ah, dimenticavo, si può fumare per strada! Di contro, la libertà del non fumatore non ha limiti.

Che il fumo passivo non sia il diavolo che viene dipinto, è evidente a qualsiasi persona saggia che si chieda dove sono i milioni e milioni di vittime che il fumo passivo avrebbe causato nel corso degli anni. Mettiamo da parte le statistiche pro e con e, come ho avuto modo di dire in altre occasioni,  guardiamo a casa nostra. Siamo vissuti e cresciuti in case, bar, ristoranti, balere e cinema pieni di fumo. Questo lo si poteva vedere, fino al 1975,  nelle sale di proiezione dove il fascio illuminante  raggiungeva lo schermo attraversando una spessa cortina   che diventava sempre più spessa man mano che passavano le ore. Ricordo che nei loggioni  il fumo era così spesso che non era possibile vedere il film, eppure il biglietto costava di più: lì ci andavano le coppiette bisognose di intimità. In quegli anni  ogni tanto si usciva dai locali affollati e affumicati per respirare un po’ di aria pulita  (senza lo smog odierno).  

Malgrado quello stile di vita, le mamme italiane non hanno conquistato il record di gravidanze interrotte, né hanno partorito figli con malformazioni fisiche  o psichiche che non rientrino nella media del mondo occidentale,  siamo cresciuti più alti e robusti,  esportiamo cervelli, abbiamo un’aspettativa di vita tra le più alte del mondo (gli ultrasessantenni costituiscono un quarto della popolazione ponendo l’Italia tra i Paesi più vecchi del mondo). Tutto questo è il frutto di quegli anni che hanno preceduto la scoperta del fumo passivo (detto anche “ambientale”).

Che Sirchia non sia stato paladino della salute pubblica (a parte lo scoramento  diffuso fra tutti gli operatori sanitari veri e propri [quindi con l’esclusione dei burocrati che invece guazzano tra le scartoffie]) lo dimostra il frastuono della campagna antifumo contrapposto all’assordante silenzio sullo smog e derivati del petrolio.

La sigaretta che inquina gli ambienti chiusi ha vinto sullo smog che ammorba la biosfera.  Questo controsenso potrà essere rimediato dal nuovo ministro della salute e dai saggi della Cdl con una modifica della presente legge ‘antifumatori’: ricambio dell’aria in tutt’i locali pubblici, divisione-senza-barriere della zona fumatori da quella non fumatori, libertà del gestore di vietare o no il fumo nel proprio locale, nessun obbligo nei club,  circoli, uffici  privati, recupero della carrozza fumatori nelle ferrovie, aree fumatori nei posti di lavoro, eliminazione del divieto nelle strutture architettonicamente ben ventilate (stazioni ferroviarie, aeroporti, centri commerciali) e così via, nel rispetto della libertà di tutti.

Se quanto detto viene fatto per rispettare la libertà di tutti o per recuperare milioni di voti, non m’interessa.

Buon lavoro,

Dr. Elio Gagliano


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