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Le scrivo per un problema che può sembrare
ridicolo, ma che invece mi assilla.
Ho smesso di fumare lo scorso ottobre e da allora, nonostante i
piccoli accorgimenti che si hanno quando si smette di fumare, sono
ingrassata di 5 chili.
Premetto che faccio regolarmente attività
sportiva, non mangio grassi e fritti, non bevo alcolici.
Potrebbe gentilmente darmi un consiglio, o
dirmi a chi rivolgermi?
Abito in Inghilterra e il culto del magro non
e' molto seguito da queste parti.
La ringrazio della disponibilità e cordialmente
la saluto
Rita
Gentile Rita,
Come lei sa, smettere di fumare, spesso si accompagna ad un aumento
del peso. Mentre alcuni riconoscono che smettendo di fumare hanno
cominciato a comprare caramelle e simili, per lei non pare che sia
così visto che "nonostante i piccoli accorgimenti che si hanno
quando si smette di fumare" è ingrassata di 5 chili, pur facendo
attività sportiva, non mangiando grassi e fritti, non bevendo
alcolici.
D'altra parte, lei ne converrà, che per costruire qualsiasi cosa è
necessario del materiale. Nel caso del grasso (tralasciando termini
chimico-fisici e fisiologici) il materiale necessario è costituito
da calorie, sotto forma di carboidrati, proteine e grassi. Quindi
(considerato che un grammo di grasso = 9 chilocalorie), se lei ha
messo su 5 chili, ha dovuto usare all'incirca 45.000 calorie,
"nonostante i piccoli accorgimenti" da lei usati.
Alcuni "scienziati" dicono che il fumatore ha il metabolismo
accelerato e pertanto usa un numero straordinario di calorie.
Personalmente non ci credo: ho il sospetto che si tratti più di
filosofia che fisiologia, a meno che, forse, non ci si riferisca a
fumatori di 30 - 40 sigarette al giorno... può darsi... chissà. In
tali circostanze, così come in tutti i casi di eccessi di qualsiasi
tipo, intervengono fattori più complessi che un semplice aumento del
metabolismo. Magari fosse vero che sigaretta=metabolismo accelerato
= eccessivo uso di calorie: dimagrire non sarebbe più il problema
esistenziale della società moderna! Una sigaretta al mattino, una a
metà mattina, una a colazione, una a merenda, una a cena: totale = 5
sig. pro die: un numero insufficiente per creare quelle migliaia di
malattie e morti sbandierate dai protettori della salute del
cittadino!
A parte le divagazioni tra il serio ed il faceto, gentile Rita, è
probabile che in lei sia accresciuto lo stimolo della fame, che sia
intervenuto un cambiamento delle preferenze alimentari, che mangi
più di prima ad ogni pasto (magari non quantitativamente ma
qualitativamente [cibo più saporito = più calorie], che durante il
giorno le capiti di mettere in bocca qualche innocente leccornia, ed
il gioco è fatto. Per convincerla: 45.000 calorie, diviso 210 giorni
= 214 calorie al giorno. Sa che cosa ci vuole per introdurle? Due
bicchieri scarsi di coca cola, oppure 40 gr. di patatine (chips),
oppure un cappuccino con 1/2 brioche, o una fettina di crostata, o
1/2 pizza margherita....Come vede, non ci vuol molto!
Distinti saluti,
Dr. Elio Gagliano |