La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 
 
Egregio Dott. Gagliano

Sono titolare di una Pub a Follonica in provincia di Grosseto . Non voglio stare ad elencare tutte quelle che secondo me sono delle vere e proprie menzogne sulle statistiche che si leggono a destra e a manca sul fatto che gli italiani siano ben contenti dell’entrata in vigore della legge antifumo e sul fatto che le attività di ristorazione ne abbiano tratto un immenso beneficio. Sono Fandonie!

Parliamoci chiaro, per quel che mi riguarda i nostri utenti sono dei viziosi, con moderazione ma dei viziosi. Anche io sono uno di loro.

Dall’entrata in vigore della legge antifumo i "viziosi" frequentano molto meno la nostra attività , consideriamo il fatto che già la situazione da qualche anno è di crisi generalizzata e ne abbiamo un quadro che di certo non è roseo.

Il fatto è che, effettivamente una legislazione per la tutela dei non fumatori era auspicabile, ma sinceramente non in questi termini, ora mi spiego meglio.

Credo sia giusto prevedere zone espressamente riservate ai fumatori come la legge prevede. Il problema è che le specifiche degli impianti per le aree fumatori sono in pratica inattuabili.

Infatti recentemente mi sono rivolto ad alcuni installatori di impianti di trattamento d’aria per creare un’area fumatori all’interno del Pub. Risultato?

L’idea era di dedicare 38 mq. (dei 110 mq. totali) alla sala fumatori.

In questa area allo stato attuale possono trovare comodamente posto 50 persone. Secondo il progetto della sala fumatori considerando il coefficiente di affollamento di 0,7 potranno occupare l’area circa 26 persone.

Queste abbisognano di aria per 150 mc/h a persona e quindi un totale di circa 4000 mc/h.

Il costo di un recuperatore di calore di 4000 mc/h con batteria riscaldante (perché’ l’aria nuova arriva tutta dall’esterno) varia dai 10000 ai 15000 euro.

Alla fine della fiera, con la modica spesa di circa 10000-15000 euro allestiamo una sala fumatori che ci vede ridotta del 50% la capienza dell’ area in questione!

Le conclusioni sono ovvie , vale a dire che difficilmente vedremo la nascita di quest’area.

Il coefficiente di affollamento ed i volumi d’aria in gioco vanno rivisti.

La legge non è in discussione, ma va comunque modificata per rendere fattibile e conveniente la creazione di aree per fumatori, ricordiamoci infatti che se è vero che i diritti dei non fumatori vanno rispettati altrettanto vale per quelli dei fumatori.

Per quello che mi riguarda la delusione è grande per uno come me che ha creduto veramente negli ideali di difesa dei diritti promessi dagli attuali governanti, che in questo caso hanno commesso un grave errore. Speriamo ci dimostrino che è stato solo questo. Un errore!

Cordiali Saluti.

Marco

Caro Marco,

 

La ringrazio per la sua lettera/protesta che, tuttavia, ha mandato alla persona sbagliata. Infatti io sono incaricato di rispondere, dare consigli o trattare argomenti di natura medica. Comunque, le rispondo con piacere  premettendo un consiglio: Mandi la sua protesta, le sue riflessioni, a uomini politici che possano lavorare per la modifica di una legge persecutoria fondamentalmente basata sulla disinformazione. Meglio ancora se una tale lettera/protesta/denuncia venisse firmata da altri che, come lei, hanno subito un calo della propria attività professionale, grazie alla legge “sirchiana”. Mandi detta lettera anche alla Codacon ed alla Camera di Commercio ed ai giornali. In altre parole, siete voi, gestori di locali aperti al pubblico, che dovreste farvi sentire da chi ha a che fare con la cosa pubblica.

 

Detto questo, le allego degli stralci presi da miei precedenti articoli o lettere spediti a giornali o uomini politici:

 

Sappiamo che la libertà di ognuno finisce dove comincia la libertà dell’altro. Pertanto, la libertà del fumatore  finisce  dove comincia la libertà di chi non vuole il fumo. Giusto.  Adesso mi chiedo: Dove finisce la libertà del non fumatore?  L’ovvia risposta è: Non ci sono limiti

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Come si spiega il preteso pericolo del fumo passivo mentre la vita media si è notevolmente allungata? Quando si considera che l’Italia è vecchia perché una grossa  parte della popolazione è fatta da ultra sessantenni, settantenni, ottantenni e novantenni, i quali   sono stati tutti fumatori (attivi e/o  passivi), che sono cresciuti in case e locali pieni di fumo (allora si fumava molto di più di adesso e non esistevano sistemi di ventilazione o di condizionamento d’aria).   Perché fumare vicino ad una donna incinta o bambini la multa è più severa, quando i “vecchi” (e fra questi ci metto pure i cinquantenni) sono nati sani e robusti in mezzo al fumo?

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 La campagna contro il fumo passivo si fonda sulla teoria che nel fumo sono presenti sostanze cancerogene. Ne consegue che il fumatore inquina gli ambienti chiusi.   Quanti metri cubi può inquinare un fumatore, 10, 20, 100? La legge lo punisce ma lascia impunito il fumatore per eccellenza: il tubo di scappamento di motorini, moto, automobili, camion, (per non parlare delle industrie) che contamina la biosfera tutta!

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 Secondo me, il divieto di fumo trova ampia giustificazione nei locali pubblici che la gente è costretta a frequentare  (Uffici amministrativi, Poste, Ospedali, Scuole, etc.), nei locali  dove la sigaretta può essere accidentale causa di incendi/danni a cose di pubblica utilità/interesse (Musei, Biblioteche, ambienti affollati chiusi,  etc.), in qualsiasi locale dove il   gestore decida di vietare il fumo. Lo trovo autoritario dove  si va per piacere ludico o di gola.

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Personalmente sono convinto che quella del fumo passivo sia una fola creata dai poteri forti (vedi petrolieri e case automobilistiche) che, intravedendo una battaglia contro lo smog, e scoperto che il benzene è presente anche nel fumo di sigarette,  hanno astutamente ideato la lotta contro il tabacco allo scopo di distogliere l’attenzione della gente. 

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 …in una libera società i proprietari di bar e ristoranti dovrebbero essere liberi di decidere se permettere o meno il fumo nei loro locali, come io debbo rimanere libero di accogliere o no un fumatore a casa mia. Bar e ristoranti sono locali pubblici ma di proprietà privata come la propria casa.  Decida il ristoratore se avere locali per fumatori e locali per “non”, e la gente darà il verdetto. Non Sirchia!    

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Ammesso e non concesso che ci sia il problema del fumo passivo, una legge che imponesse il ricambio d’aria in tutti i luoghi chiusi sarebbe la soluzione più logica. E sarebbe un mezzo validissimo per limitare il diffondersi delle malattie virali e batteriche. Operatori e frequentatori di locali pubblici provvisti di efficiente ricambio d’aria non hanno mai avuto problemi di aria stagnante, maleolente o fumosa. Se a questo provvedimento si aggiunge quello di separare, non “blindare”, la zona fumatori da quella senza fumo, non viene punito, non viene ostracizzato, non viene abusato nessuno. Una modifica della legge in tal senso sarebbe un piccolo ma prezioso contributo alla libertà. Ma per rendere più evidente il rispetto della libertà individuale, dovrebbe essere il gestore del locale, e solo lui, a decidere se avere o no una zona fumatori. Ai clienti la libertà di frequentare questo o quel locale.

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Chi ha votato per la CdL si aspettava di vedersi limitata la  libertà proprio a casa sua? Perché il proprietario o gestore di un locale  non deve poter decidere come condurre il proprio esercizio?

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Che Sirchia non sia stato paladino della salute pubblica … lo dimostra il frastuono della campagna antifumo contrapposto all’assordante silenzio sullo smog e derivati del petrolio.

La sigaretta che inquina gli ambienti chiusi ha vinto sullo smog che ammorba la biosfera.  Questo controsenso potrà essere rimediato dal nuovo ministro della salute e dai saggi della Cdl con una modifica della presente legge ‘antifumatori’: ricambio dell’aria in tutt’i locali pubblici, divisione-senza-barriere della zona fumatori da quella non fumatori, libertà del gestore di vietare o no il fumo nel proprio locale, nessun obbligo nei club,  circoli, uffici  privati…

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la campagna di dissuasione contro il fumo deve continuare, ma seguendo un percorso rigorosamente educativo, primariamente rivolto ai giovani sin dalla più tenera età. La formazione dei giovani  non può essere fatta con controproducenti metodi intimidatori/persecutori, ma attraverso un programma studiato da   un’equipe, non prevenuta, di pedagoghi, psicologi e medici. In pochi anni i risultati sarebbero eclatanti anche fra gli adulti: i genitori si sentirebbero impacciati a fumare in casa e, sicuramente, molti smetterebbero di fumare tout court.

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Spero di non averla annoiata e chiudo facendo a lei ed ai suoi colleghi gli auguri che a Palazzo Chigi si rendano conto di aver tradito chi (come dice lei)  “ha creduto veramente negli ideali di difesa dei diritti promessi dagli attuali governanti, che in questo caso hanno commesso un grave errore. Speriamo ci dimostrino che è stato solo questo. Un errore!”

 

Dott. E. F. Gagliano


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