Egregio Dott. Gagliano
Sono titolare di una Pub a Follonica in provincia di Grosseto . Non
voglio stare ad elencare tutte quelle che secondo me sono delle vere
e proprie menzogne sulle statistiche che si leggono a destra e a
manca sul fatto che gli italiani siano ben contenti dell’entrata in
vigore della legge antifumo e sul fatto che le attività di
ristorazione ne abbiano tratto un immenso beneficio. Sono Fandonie!
Parliamoci chiaro, per quel che mi riguarda i nostri utenti sono dei
viziosi, con moderazione ma dei viziosi. Anche io sono uno di loro.
Dall’entrata in vigore della legge antifumo i "viziosi" frequentano
molto meno la nostra attività , consideriamo il fatto che già la
situazione da qualche anno è di crisi generalizzata e ne abbiamo un
quadro che di certo non è roseo.
Il fatto è che, effettivamente una legislazione per la tutela dei
non fumatori era auspicabile, ma sinceramente non in questi termini,
ora mi spiego meglio.
Credo sia giusto prevedere zone espressamente riservate ai fumatori
come la legge prevede. Il problema è che le specifiche degli
impianti per le aree fumatori sono in pratica inattuabili.
Infatti recentemente mi sono rivolto ad alcuni installatori di
impianti di trattamento d’aria per creare un’area fumatori
all’interno del Pub. Risultato?
L’idea era di dedicare 38 mq. (dei 110 mq. totali) alla sala
fumatori.
In questa area allo stato attuale possono trovare comodamente posto
50 persone. Secondo il progetto della sala fumatori considerando il
coefficiente di affollamento di 0,7 potranno occupare l’area circa
26 persone.
Queste abbisognano di aria per 150 mc/h a persona e quindi un totale
di circa 4000 mc/h.
Il costo di un recuperatore di calore di 4000 mc/h con batteria
riscaldante (perché’ l’aria nuova arriva tutta dall’esterno) varia
dai 10000 ai 15000 euro.
Alla fine della fiera, con la modica spesa di circa 10000-15000 euro
allestiamo una sala fumatori che ci vede ridotta del 50% la capienza
dell’ area in questione!
Le conclusioni sono ovvie , vale a dire che difficilmente vedremo la
nascita di quest’area.
Il coefficiente di affollamento ed i volumi d’aria in gioco vanno
rivisti.
La legge non è in discussione, ma va comunque modificata per rendere
fattibile e conveniente la creazione di aree per fumatori,
ricordiamoci infatti che se è vero che i diritti dei non fumatori
vanno rispettati altrettanto vale per quelli dei fumatori.
Per quello che mi riguarda la delusione è grande per uno come me che
ha creduto veramente negli ideali di difesa dei diritti promessi
dagli attuali governanti, che in questo caso hanno commesso un grave
errore. Speriamo ci dimostrino che è stato solo questo. Un errore!
Cordiali Saluti.
Marco
Caro
Marco,
La ringrazio per la sua
lettera/protesta che, tuttavia, ha mandato alla persona sbagliata.
Infatti io sono incaricato di rispondere, dare consigli o trattare
argomenti di natura medica. Comunque, le rispondo con piacere
premettendo un consiglio: Mandi la sua protesta, le sue riflessioni,
a uomini politici che possano lavorare per la modifica di una legge
persecutoria fondamentalmente basata sulla disinformazione. Meglio
ancora se una tale lettera/protesta/denuncia venisse firmata da
altri che, come lei, hanno subito un calo della propria attività
professionale, grazie alla legge “sirchiana”. Mandi detta lettera
anche alla Codacon ed alla Camera di Commercio ed ai giornali. In
altre parole, siete voi, gestori di locali aperti al pubblico, che
dovreste farvi sentire da chi ha a che fare con la cosa pubblica.
Detto questo, le allego
degli stralci presi da miei precedenti articoli o lettere spediti a
giornali o uomini politici:
Sappiamo che la
libertà di ognuno finisce dove comincia la libertà dell’altro.
Pertanto, la libertà del fumatore finisce dove comincia la libertà
di chi non vuole il fumo. Giusto. Adesso mi chiedo: Dove finisce
la libertà del non fumatore? L’ovvia risposta è: Non ci sono
limiti
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Come si spiega il
preteso pericolo del fumo passivo mentre la vita media si è
notevolmente allungata? Quando si considera che l’Italia è vecchia
perché una grossa parte della popolazione è fatta da ultra
sessantenni, settantenni, ottantenni e novantenni, i quali sono
stati tutti fumatori (attivi e/o passivi), che sono
cresciuti in case e locali pieni di fumo (allora si fumava molto di
più di adesso e non esistevano sistemi di ventilazione o di
condizionamento d’aria). Perché fumare vicino ad una donna incinta
o bambini la multa è più severa, quando i “vecchi” (e fra questi ci
metto pure i cinquantenni) sono nati sani e robusti in mezzo al
fumo?
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La
campagna contro il fumo passivo si fonda sulla teoria che nel fumo
sono presenti sostanze cancerogene. Ne consegue che il fumatore
inquina gli ambienti chiusi. Quanti metri cubi può inquinare un
fumatore, 10, 20, 100? La legge lo punisce ma lascia impunito il
fumatore per eccellenza: il tubo di scappamento di motorini, moto,
automobili, camion, (per non parlare delle industrie) che contamina
la biosfera tutta!
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Secondo
me, il divieto di fumo trova ampia giustificazione nei locali
pubblici che la gente è costretta a frequentare (Uffici
amministrativi, Poste, Ospedali, Scuole, etc.), nei locali dove la
sigaretta può essere accidentale causa di incendi/danni a cose di
pubblica utilità/interesse (Musei, Biblioteche, ambienti affollati
chiusi, etc.), in qualsiasi locale dove il gestore decida
di vietare il fumo. Lo trovo autoritario dove si va per piacere
ludico o di gola.
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Personalmente sono convinto che quella del fumo
passivo sia una fola creata dai
poteri forti (vedi petrolieri e case automobilistiche) che,
intravedendo una battaglia contro lo smog, e scoperto che il benzene
è presente anche nel fumo di sigarette, hanno astutamente ideato la
lotta contro il tabacco allo scopo di distogliere l’attenzione della
gente.
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…in
una libera società i proprietari di bar e ristoranti dovrebbero
essere liberi di decidere se permettere o meno il fumo nei loro
locali, come io debbo rimanere libero di accogliere o no un fumatore
a casa mia. Bar e ristoranti sono locali pubblici ma di proprietà
privata come la propria casa. Decida il ristoratore se avere locali
per fumatori e locali per “non”, e la gente darà il verdetto. Non
Sirchia!
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Ammesso e non concesso che ci sia il problema del fumo passivo,
una legge che imponesse il ricambio d’aria in tutti i luoghi chiusi
sarebbe la soluzione più logica. E sarebbe un mezzo validissimo per
limitare il diffondersi delle malattie virali e batteriche.
Operatori e frequentatori di locali pubblici provvisti di efficiente
ricambio d’aria non hanno mai avuto problemi di aria stagnante,
maleolente o fumosa. Se a questo provvedimento si aggiunge quello di
separare, non “blindare”, la zona fumatori da quella senza fumo, non
viene punito, non viene ostracizzato, non viene abusato nessuno. Una
modifica della legge in tal senso sarebbe un piccolo ma prezioso
contributo alla libertà. Ma per rendere più evidente il rispetto
della libertà individuale, dovrebbe essere il gestore del locale, e
solo lui, a decidere se avere o no una zona fumatori. Ai clienti la
libertà di frequentare questo o quel locale.
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Chi ha votato per la CdL
si aspettava di vedersi limitata la libertà proprio a casa sua?
Perché il proprietario o gestore di un locale non deve poter
decidere come condurre il proprio esercizio?
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Che Sirchia non sia stato paladino della
salute pubblica … lo dimostra il frastuono della campagna antifumo
contrapposto all’assordante silenzio sullo smog e derivati del
petrolio.
La sigaretta che inquina gli ambienti chiusi ha vinto
sullo smog che ammorba la biosfera.
Questo controsenso potrà essere rimediato dal nuovo ministro della
salute e dai saggi della Cdl con una modifica della presente legge ‘antifumatori’:
ricambio dell’aria in tutt’i locali pubblici,
divisione-senza-barriere della zona fumatori da quella non fumatori,
libertà del gestore di vietare o no il fumo nel proprio locale,
nessun obbligo nei club, circoli, uffici privati…
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la campagna di dissuasione contro il fumo deve
continuare,
ma seguendo un percorso rigorosamente educativo, primariamente
rivolto ai giovani sin dalla più tenera età. La formazione dei
giovani non può essere fatta con controproducenti metodi
intimidatori/persecutori, ma attraverso un programma studiato da
un’equipe, non prevenuta, di pedagoghi, psicologi e medici. In pochi
anni i risultati sarebbero eclatanti anche fra gli adulti: i
genitori si sentirebbero impacciati a fumare in casa e, sicuramente,
molti smetterebbero di fumare tout court.
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Spero di non averla
annoiata e chiudo facendo a lei ed ai suoi colleghi gli auguri che a
Palazzo Chigi si rendano conto di aver tradito chi (come dice lei)
“ha creduto veramente negli ideali di difesa dei diritti promessi
dagli attuali governanti, che in questo caso hanno commesso un grave
errore. Speriamo ci dimostrino che è stato solo questo. Un errore!”
Dott. E. F. Gagliano |