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L'effetto serra e la selezione Darwiniana dei climatologi catastrofisti
Spalare neve chiarisce per la prima volta il tasso di riproduzione dei climatologi e permette previsioni sicure sul loro futuro genetico. Ed anche sul clima.
di Marcello Gardani

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Mutatis mutandis (cambiate le mutande)

Dicono che a Isaac Newton l'idea della gravitazione universale sia venuta quando una mela gli cadde sulla pera (nel senso di testa). Purtroppo non conosciamo il giorno e l'ora di tale illuminazione nella sua zucca. "Purtroppo" perché? Mah.

Comunque non vorrei sembrare irriguardoso nel paragone, ma l'idea che vado ad esporre a codesto onorato consesso è invece perfettamente individuabile temporalmente e spazialmente ed è anch'essa (coincidenze geniali...) connessa con un incidente. Mi venne esattamente venerdì 27 Gennaio 2006, alle ore 11:00, a Gussola, mia patria natale.

Quel giorno lontano (scriviamo per i posteri: "color che questo tempo chiameranno antico") la Terra si avvicinò repentinamente e con accelerazione pari a 9,8 metri al secondo quadrato ad una parte anatomica che, per rispetto alle caste lettrici, definirò il mio coccige. Ma andiamo con ordine.

La poesia dell'effetto serra

Dal giorno precedente stava nevicando fitto.

La coltre nevosa aveva raggiunto i 30 centimetri.

Era un piacere unico ed un balsamo per l'anima stare a godersi la nevicata standosene al calduccio, ammirando i fiocchi roteare leggiadri e silenziosi nell'aria, gli alberi scuri e candidi ove il manto purissimo li nascondeva ai nostri occhi estatici, l'uniforme terreno ormai coperto da un palmo di neve soffice e bella; affascinante seguire il frenetico merlo nero ("Ciccio") che becchettava briciole di pane tra il bianco della neve (fosse stata domenica gli avrei passato biscotti). Insomma era una splendida ed indimenticabile mattinata di gennaio.

Indimenticabile in primo luogo perché purtroppo non mi trovavo al calduccio ad ammirare la poesia del Creato.

Ero fuori, sudato e stanco. Infatti, pur limitandomi allo stretto indispensabile, stavo spalando da tre ore, maledicendo la neve in pianura, il caos nei trasporti, i piedi bagnati, e soprattutto i cambiamenti climatici e l'effetto serra.

Il benefico effetto serra naturale

Sì, perché l'effetto serra consiste nel fenomeno in base al quale l'anidride carbonica presente nell'aria lascia passare i raggi luminosi visibili emessi dal Sole [1] che raggiungono la Terra, ma trattiene i raggi infrarossi [2] che la Terra rispedisce al mittente, così fa aumentare la temperatura dell'atmosfera terrestre, esattamente come fa il vetro che si usa per le serre.

La temperatura media dell'atmosfera terrestre, che senza effetto serra sarebbe pari a -8 gradi Celsius, grazie all'effetto serra raggiunge i +15 Celsius [3].

L'effetto serra naturale è molto benefico perché altrimenti all'Equatore farebbe freschino, qui da noi si gelerebbe e più a Nord ci sarebbe un ghiacciolo unico.

Il malefico effetto serra umano

Purtroppo l'uomo, evolutosi dal "buon selvaggio" di Rousseau (credo venisse trovato buono dai suoi vicini, cannibali come lui, quando se lo mangiavano...) ha deciso proditoriamente di aumentare l'anidride carbonica nell'atmosfera andando in automobile (coi gas di scarico) e prima ancora andando a cavallo (coi gas di scarico), producendo energia da carbone e petrolio (coi gas combusti) e prima con legna, candele e lucerne (coi gas combusti). Insomma, da millenni stiamo violentando la natura aggiungendo un piccola frazione di anidride carbonica umana a quella ben più grande naturale.

Ma mentre quella naturale va benissimo quella umana va malissimo. Il problema è distinguere le molecole di CO2 "buone" da quelle "cattive", perché sembrano tutte uguali.

Bisognerà dipingerle.

Equilibrio stabile ed instabile

Quand'eravamo bambini ci hanno insegnato che l'equilibrio stabile è quello che, in caso di perturbazione, tende a ritornare nella situazione precedente la perturbazione (come un pendolo rigido che abbia il peso sotto il perno di sospensione), mentre quello instabile è quello che, in caso di perturbazione anche minima, tende ad allontanarsi dalla situazione precedente la perturbazione (come un pendolo rigido che abbia il peso esattamente sopra il perno di sospensione).

Adesso la domanda: nei suoi quattro miliardi di anni di evoluzione biologica, geologica e climatica la Terra avrà raggiunto una situazione di equilibrio stabile o instabile? Nel primo caso, per quanto stupidaggini faccia l'Uomo, la Terrà tenderà ad opporsi ad esse e, quando la misera perturbazione umana si esaurirà [4], tornerà gradualmente alla situazione precedente. Nel secondo caso, si allontanerebbe sempre più dalla situazione precedente. Ma in tal caso anche le perturbazioni del tempo dei Faraoni avrebbero dovuto far scattare la catastrofe climatica. Dato che ciò non è stato, se ne deduce che la Terra è in una solidissima situazione di equilibrio stabile ed ogni perturbazione l'allontana solo temporanemente da questo equilibrio.

Almeno questo credevamo, nella nostra instabile ignoranza.

La natura si ribella

Per fortuna i climatologi catastrofisti hanno scoperto che è tutto falso e non si può andare avanti così. La Natura si doveva ribellare alle emissioni umane e così ha aumentato la temperatura globale del pianeta di alcune frazioni di grado.

Inoltre, invece di essere soggetta ad oscillazioni in più ed in meno, essi chiariscono che tale innalzamento sarà irreversibile e sempre verso il più. Con estrapolazioni del genere si capisce che in poche centinaia di anni la temperatura potrebbe aumentare anche di un grado o due ed il mare, per lo scioglimento dei Poli, potrebbe sollevarsi di alcune decine di centimetri [5].

E' una prospettiva agghiacciante: città sommerse, litorali allagati, persone annegate perché nelle poche centinaia di anni disponibili non riuscirebbero a salire su una panchina a qualche decina di centimetri dal livello attuale della battigia.

A ridimensionare il giusto timore per questi sconvolgimenti ricordo che durante Pliocene e Pleistocene, nei periodi interglaciali il mare si era alzato di decine di METRI, tanto che l'Adriatico aveva coperto tutta la pianura padana fino a Torino (compresa casa mia) [6]; invece, durante i periodi glaciali, il livello del mare si era abbassato di decine di METRI [7], tanto che il mare Adriatico era asciutto fino all'altezza di Ancona, dov'era situata la foce del Po.

Il climatologo catastrofista di solito se ne dimentica. Se interpellato ne fornisce l'interpretazione "politicamente corretta", ossia l'asciutta dell'Adriatico fino ad Ancona va bene se è naturale, altrettanto bene la piena "naturale", fino a Torino. Invece tutti capiscono che le decine di centimetri in qualche secolo provocate dall'uomo sono un disastro incommensurabile ed irreversibile.

Il sonno della ragione e la spalatura neve generano mostri

Non è sufficiente l'innalzamento dei mari: anche il clima ne risente. Se c'è un innalzamento della temperatura, oltre a sciogliersi il ghiaccio dei Poli si avrà siccità, avanzamento dei deserti, diffusione di malattie tropicali etc.

"Ma allora - e venne all'Autore il primo dubbio - perché sto spalando neve da tre ore e non smette? Perché fa un freddo cane da un mese tanto che mi si sono ghiacciate le canne dell'acqua?

Perché sono scivolato su una lastra di ghiaccio sotto la neve, sto cadendo di schiena e sto per battere il (censura) - aaaaaagh che male! - Ma dove (censura) è finito quello (censura) di effetto serra e tutti gli (censura) che stanno sparando (censura) sul riscaldamento globale?!?"

La sussiegosa risposta del climatologo catastrofista è che anche il freddo, la pioggia, la neve sono disgrazie conseguenti all'estremizzazione climatica dovuta all'effetto serra umano. Dato che non sono uno specialista, chiarirò con uno specchietto quel che credo di aver capito delle sue spiegazioni:

Problema

Motivo

Fa caldo d'estate

Effetto serra

Fa freddo d'inverno

Effetto serra

Fa freddo d'estate

Effetto serra

Fa caldo d'inverno

Effetto serra

La primavera è troppo lunga

Effetto serra

La primavera non c'è più

Effetto serra

Piove

Effetto serra

Non piove

Effetto serra

Nevica

Effetto serra

Non nevica

Effetto serra

Governo ladro

Effetto serra

Vince la Juventus

Effetto serra

Perde la Ferrari

Effetto serra

L'effetto serra indicato è ovviamente ed esclusivamente quello "cattivo", ossia quello umano. Naturalmente mi riprometto di ampliare tale tabella ed anzi, ogni Vostro contributo sarà altamente apprezzato.

La riproduzione dei climatologi catastrofisti

Per porre freno alle spaventose conseguenze dell'effetto serra umano il rimedio è uno solo: raddoppiare, triplicare, quadruplicare le sovvenzioni ai climatologi catastrofisti in modo che possano studiare il problema che angarierà (forse) i figli dei nostri pronipoti e proporre soluzioni, come stabilire un piano rigoroso che riduca le immissioni di CO2 nell'atmosfera (protocollo di Kyoto) per danneggiare l'economia dei nonni dei nostri nipoti, introdurre una nuova tassa (carbon tax) [8] che impoverisca i padri dei nostri figli ed altre soluzioni di uguale ineffabile valore.

Così, più un climatologo predice catastrofi, più televisioni e giornali gli concedono spazi e più può chiedere aumenti alle sue sovvenzioni e stipendi (con cartamoneta stampata disboscando l'Amazzonia), e per gli scopi più nobili, beninteso: può viaggiare ovunque per studio (consumando combustibili fossili per aerei), mangiare grosse bistecche di manzo [9], comprare auto più grosse (a benzina fossile), acquistare per la famiglia una casa più bella e grande (da scaldare con combustibili fossili).

Tutta questa abbondanza lo spingerà, secondo la tesi Malthusiana, a riprodursi con voluttà ed entusiasmo con la sua climatologa catastrofista e così produrrà numerosi piccoli, rosei, adorabili neonati climatologi catastrofisti.

Il suo DNA si propagherà ed invaderà il mondo dei climatologi.

Il catastrofista diverrà la specie dominante nel suo mondo.

E tutto pagato con le nostre tasse.

La riproduzione dei climatologi non catastrofisti

Paragoniamo il suo destino di santo predicatore delle rovine future con un climatologo non catastrofista - ossia un sincero mentecatto.

Egli andrà in televisione una sola volta.

Dirà che i cambiamenti climatici causati dalla Natura sono incommensurabilmente più grandi di quelli causati dall'Uomo. Dirà che l'equilibrio naturale è un equilibrio stabile e quindi più CO2 scaricheremo nell'atmosfera, più la natura ne farà uso con la fotosintesi e la consumerà [10], in modo da tendere all'equilibrio stabile che ha raggiunto in miliardi di anni.

Il commentatore allora gli chiederà: Nessun disastro che interessi i nostri ascoltatori?

Il climatologo non catastrofista, con lo sguardo pieno di vergogna, ammetterà: nessuno.

Commentatore: Neanche tra mille anni?

E lui, arrossendo e con le lacrime agli occhi: no.

Il commentatore lo guarderà con compatimento, gli indicherà l'uscita e quella sarà la sua prima ed ultima intervista televisiva.

Gli verranno tolti i fondi per le ricerche, perché tanto che bisogno c'è di pagare qualcuno che ci racconta che andrà avanti come al solito a far caldo d'estate e freddo d'inverno?

Lo stipendio gli sarà ridotto o perderà il posto.

Comincerà a mangiare di meno, alimenti poveri, a perdere peso. Dovrà spostarsi in una casa più piccola e malsana. Sarà depresso e soffrirà, come dice il saggio cinese, di ploblemi di elezione, per cui non potrà neppure riprodursi con la sua climatologa non catastrofista.

Non trasmetterà il suo DNA ai suoi discendenti, perché non ne genererà. Egli non è il più adatto a sopravvivere nella "struggle for life" (lotta per la vita) Darwiniana tra climatologi concorrenti e la sua razza conoscerà il declino per poi estinguersi senza fallo (per giunta).

Salviamo i pochi superstiti!

Non perché attribuiamo il minimo valore alle loro previsioni, ma solo per la difesa delle specie in pericolo, se vogliamo impedire la completa estinzione dei climatologi non catastrofisti e la perdita irreversibile del loro patrimonio genetico dobbiamo provvederli di scorte di cibo ed alimentarli, anche contro la loro volontà. Dobbiamo consentire loro di entrare nelle università ove insegnano i loro colleghi catastrofisti, almeno come bidelli. Dobbiamo convincerli a riprodursi con ritmi più sostenuti, ma per questo c'è bisogno impellente dell'aiuto delle climatologhe non catastrofiste. Vanno pertanto fornite di graziosi baby doll "Fumo di Londra" e di termocoperte che contribuiscano, se non al Riscaldamento Globale, almeno al Riscaldamento Locale.

Solo dall'impegno di ciascuno di noi dipende il loro futuro come razza da salvare.

Dopo quattro giorni, ancora gravemente indolenzito nella parte interessata, spero almeno che, con la precedente trattazione, i lettori di questo articolo si siano convinti e mi rendano merito a futura memoria che, in ogni caso, le citate previsioni catastrofiche sull'andamento climatico futuro siano tutte previsioni del coccige.


[1] )             Lunghezza d'onda tra 400 e 800 nanometri (miliardesimi di metro).

[2] )             Lunghezza d'onda oltre 800 nanometri.

[3] )             Kendra Okonski, 'Adapt or die', Profile Books, pag. 204

[4] )             Ad esempio quando finirà o diverrà antieconomica l'estrazione di petrolio e carbone.

[5] )             Esempio di estrapolazione simile: se in marzo la temperatura media è pari a 10 gradi, in aprile 15, in maggio 20 e in giugno 25 ne consegue che ogni mese la temperatura aumenta di 5 gradi e quindi in dicembre ce ne saranno 55. Così tra un miliardo di anni la Terra sarà più calda del Sole?

[6] )             Maurizio Pagliari, 'Il cosmo, la terra e l'uomo', Morano editore, pag. 385, con relative cartine del Pliocene (15 milioni di anni fa) e del Pleistocene (1 milione di anni fa).

[7] )             Da 50 a 150 metri. Maurizio Pagliari, 'Il cosmo, la terra e l'uomo', Morano editore, pag. 382

[8] )             Non è una tassa sul carbone, ma una tassa sull'anidride carbonica emessa. Mangioni, attenti!

[9] )             1 Kg di carne costa 19000 litri d'acqua e comporta l'emissione di 2200 Kg di CO2 nell'atmosfera. Michael Zezima 'Paura di un pianeta vegano', in 'Tutto quello che sai è falso', Nuovi Mondi editore, pagina 104.

[10] )           Le piante in un'atmosfera di C02 al 100% NON soffocano come noi, ma ingrassano e crescono di più, perché per loro è nutrimento.


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