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Mutatis mutandis (cambiate le mutande)
Dicono che a
Isaac Newton l'idea della gravitazione universale sia venuta quando
una mela gli cadde sulla pera (nel senso di testa). Purtroppo non
conosciamo il giorno e l'ora di tale illuminazione nella sua zucca.
"Purtroppo" perché? Mah.
Comunque non
vorrei sembrare irriguardoso nel paragone, ma l'idea che vado ad
esporre a codesto onorato consesso è invece perfettamente
individuabile temporalmente e spazialmente ed è anch'essa
(coincidenze geniali...) connessa con un incidente. Mi venne
esattamente venerdì 27 Gennaio 2006, alle ore 11:00, a Gussola, mia
patria natale.
Quel giorno
lontano (scriviamo per i posteri: "color che questo tempo
chiameranno antico") la Terra si avvicinò repentinamente e con
accelerazione pari a 9,8 metri al secondo quadrato ad una parte
anatomica che, per rispetto alle caste lettrici, definirò il mio
coccige. Ma andiamo con ordine.
La poesia
dell'effetto serra
Dal giorno
precedente stava nevicando fitto.
La coltre nevosa
aveva raggiunto i 30 centimetri.
Era un piacere
unico ed un balsamo per l'anima stare a godersi la nevicata
standosene al calduccio, ammirando i fiocchi roteare leggiadri e
silenziosi nell'aria, gli alberi scuri e candidi ove il manto
purissimo li nascondeva ai nostri occhi estatici, l'uniforme terreno
ormai coperto da un palmo di neve soffice e bella; affascinante
seguire il frenetico merlo nero ("Ciccio") che becchettava briciole
di pane tra il bianco della neve (fosse stata domenica gli avrei
passato biscotti). Insomma era una splendida ed indimenticabile
mattinata di gennaio.
Indimenticabile
in primo luogo perché purtroppo non mi trovavo al calduccio ad
ammirare la poesia del Creato.
Ero fuori,
sudato e stanco. Infatti, pur limitandomi allo stretto
indispensabile, stavo spalando da tre ore, maledicendo la neve in
pianura, il caos nei trasporti, i piedi bagnati, e soprattutto i
cambiamenti climatici e l'effetto serra.
Il benefico effetto serra naturale
Sì, perché
l'effetto serra consiste nel fenomeno in base al quale l'anidride
carbonica presente nell'aria lascia passare i raggi luminosi
visibili emessi dal Sole
che raggiungono la Terra, ma trattiene i raggi infrarossi
che la Terra rispedisce al mittente, così fa aumentare la
temperatura dell'atmosfera terrestre, esattamente come fa il vetro
che si usa per le serre.
La temperatura
media dell'atmosfera terrestre, che senza effetto serra sarebbe pari
a -8 gradi Celsius, grazie all'effetto serra raggiunge i +15 Celsius
.
L'effetto serra
naturale è molto benefico perché altrimenti all'Equatore farebbe
freschino, qui da noi si gelerebbe e più a Nord ci sarebbe un
ghiacciolo unico.
Il malefico effetto serra umano
Purtroppo
l'uomo, evolutosi dal "buon selvaggio" di Rousseau (credo venisse
trovato buono dai suoi vicini, cannibali come lui, quando se lo
mangiavano...) ha deciso proditoriamente di aumentare l'anidride
carbonica nell'atmosfera andando in automobile (coi gas di scarico)
e prima ancora andando a cavallo (coi gas di scarico), producendo
energia da carbone e petrolio (coi gas combusti) e prima con legna,
candele e lucerne (coi gas combusti). Insomma, da millenni stiamo
violentando la natura aggiungendo un piccola frazione di anidride
carbonica umana a quella ben più grande naturale.
Ma mentre quella
naturale va benissimo quella umana va malissimo. Il problema è
distinguere le molecole di CO2 "buone" da quelle
"cattive", perché sembrano tutte uguali.
Bisognerà
dipingerle.
Equilibrio stabile ed instabile
Quand'eravamo
bambini ci hanno insegnato che l'equilibrio stabile è quello che, in
caso di perturbazione, tende a ritornare nella situazione precedente
la perturbazione (come un pendolo rigido che abbia il peso sotto il
perno di sospensione), mentre quello instabile è quello che, in caso
di perturbazione anche minima, tende ad allontanarsi dalla
situazione precedente la perturbazione (come un pendolo rigido che
abbia il peso esattamente sopra il perno di sospensione).
Adesso la
domanda: nei suoi quattro miliardi di anni di evoluzione biologica,
geologica e climatica la Terra avrà raggiunto una situazione di
equilibrio stabile o instabile? Nel primo caso, per quanto
stupidaggini faccia l'Uomo, la Terrà tenderà ad opporsi ad esse e,
quando la misera perturbazione umana si esaurirà
,
tornerà gradualmente alla situazione precedente. Nel secondo caso,
si allontanerebbe sempre più dalla situazione precedente. Ma in tal
caso anche le perturbazioni del tempo dei Faraoni avrebbero dovuto
far scattare la catastrofe climatica. Dato che ciò non è stato, se
ne deduce che la Terra è in una solidissima situazione di equilibrio
stabile ed ogni perturbazione l'allontana solo temporanemente da
questo equilibrio.
Almeno questo
credevamo, nella nostra instabile ignoranza.
La
natura si ribella
Per fortuna i
climatologi catastrofisti hanno scoperto che è tutto falso e non si
può andare avanti così. La Natura si doveva ribellare alle emissioni
umane e così ha aumentato la temperatura globale del pianeta di
alcune frazioni di grado.
Inoltre, invece
di essere soggetta ad oscillazioni in più ed in meno, essi
chiariscono che tale innalzamento sarà irreversibile e sempre verso
il più. Con estrapolazioni del genere si capisce che in poche
centinaia di anni la temperatura potrebbe aumentare anche di un
grado o due ed il mare, per lo scioglimento dei Poli, potrebbe
sollevarsi di alcune decine di centimetri
.
E' una
prospettiva agghiacciante: città sommerse, litorali allagati,
persone annegate perché nelle poche centinaia di anni disponibili
non riuscirebbero a salire su una panchina a qualche decina di
centimetri dal livello attuale della battigia.
A ridimensionare
il giusto timore per questi sconvolgimenti ricordo che durante
Pliocene e Pleistocene, nei periodi interglaciali il mare si era
alzato di decine di METRI, tanto che l'Adriatico aveva coperto tutta
la pianura padana fino a Torino (compresa casa mia)
;
invece, durante i periodi glaciali, il livello del mare si era
abbassato di decine di METRI
,
tanto che il mare Adriatico era asciutto fino all'altezza di Ancona,
dov'era situata la foce del Po.
Il climatologo
catastrofista di solito se ne dimentica. Se interpellato ne fornisce
l'interpretazione "politicamente corretta", ossia l'asciutta
dell'Adriatico fino ad Ancona va bene se è naturale, altrettanto
bene la piena "naturale", fino a Torino. Invece tutti capiscono che
le decine di centimetri in qualche secolo provocate dall'uomo sono
un disastro incommensurabile ed irreversibile.
Il sonno della ragione e la
spalatura neve generano mostri
Non è
sufficiente l'innalzamento dei mari: anche il clima ne risente. Se
c'è un innalzamento della temperatura, oltre a sciogliersi il
ghiaccio dei Poli si avrà siccità, avanzamento dei deserti,
diffusione di malattie tropicali etc.
"Ma allora - e
venne all'Autore il primo dubbio - perché sto spalando neve da tre
ore e non smette? Perché fa un freddo cane da un mese tanto che mi
si sono ghiacciate le canne dell'acqua?
Perché sono
scivolato su una lastra di ghiaccio sotto la neve, sto cadendo di
schiena e sto per battere il (censura) - aaaaaagh che male! - Ma
dove (censura) è finito quello (censura) di effetto serra e tutti
gli (censura) che stanno sparando (censura) sul riscaldamento
globale?!?"
La sussiegosa
risposta del climatologo catastrofista è che anche il freddo, la
pioggia, la neve sono disgrazie conseguenti all'estremizzazione
climatica dovuta all'effetto serra umano. Dato che non sono uno
specialista, chiarirò con uno specchietto quel che credo di aver
capito delle sue spiegazioni:
|
Problema |
Motivo |
|
Fa caldo
d'estate |
Effetto
serra |
|
Fa freddo
d'inverno |
Effetto
serra |
|
Fa freddo
d'estate |
Effetto
serra |
|
Fa caldo
d'inverno |
Effetto
serra |
|
La
primavera è troppo lunga |
Effetto
serra |
|
La
primavera non c'è più |
Effetto
serra |
|
Piove |
Effetto
serra |
|
Non piove |
Effetto
serra |
|
Nevica |
Effetto
serra |
|
Non nevica |
Effetto
serra |
|
Governo
ladro |
Effetto
serra |
|
Vince la
Juventus |
Effetto
serra |
|
Perde la
Ferrari |
Effetto
serra |
L'effetto serra
indicato è ovviamente ed esclusivamente quello "cattivo", ossia
quello umano. Naturalmente mi riprometto di ampliare tale tabella ed
anzi, ogni Vostro contributo sarà altamente apprezzato.
La riproduzione dei climatologi
catastrofisti
Per porre freno
alle spaventose conseguenze dell'effetto serra umano il rimedio è
uno solo: raddoppiare, triplicare, quadruplicare le sovvenzioni ai
climatologi catastrofisti in modo che possano studiare il problema
che angarierà (forse) i figli dei nostri pronipoti e proporre
soluzioni, come stabilire un piano rigoroso che riduca le immissioni
di CO2 nell'atmosfera (protocollo di Kyoto) per danneggiare
l'economia dei nonni dei nostri nipoti, introdurre una nuova tassa (carbon
tax)
che impoverisca i padri dei nostri figli ed altre soluzioni di
uguale ineffabile valore.
Così, più un
climatologo predice catastrofi, più televisioni e giornali gli
concedono spazi e più può chiedere aumenti alle sue sovvenzioni e
stipendi (con cartamoneta stampata disboscando l'Amazzonia), e per
gli scopi più nobili, beninteso: può viaggiare ovunque per studio
(consumando combustibili fossili per aerei), mangiare grosse
bistecche di manzo
,
comprare auto più grosse (a benzina fossile), acquistare per la
famiglia una casa più bella e grande (da scaldare con combustibili
fossili).
Tutta questa
abbondanza lo spingerà, secondo la tesi Malthusiana, a riprodursi
con voluttà ed entusiasmo con la sua climatologa catastrofista e
così produrrà numerosi piccoli, rosei, adorabili neonati climatologi
catastrofisti.
Il suo DNA si
propagherà ed invaderà il mondo dei climatologi.
Il catastrofista
diverrà la specie dominante nel suo mondo.
E tutto pagato
con le nostre tasse.
La riproduzione dei climatologi
non catastrofisti
Paragoniamo il
suo destino di santo predicatore delle rovine future con un
climatologo non catastrofista - ossia un sincero mentecatto.
Egli andrà in
televisione una sola volta.
Dirà che i
cambiamenti climatici causati dalla Natura sono incommensurabilmente
più grandi di quelli causati dall'Uomo. Dirà che l'equilibrio
naturale è un equilibrio stabile e quindi più CO2 scaricheremo
nell'atmosfera, più la natura ne farà uso con la fotosintesi e la
consumerà
,
in modo da tendere all'equilibrio stabile che ha raggiunto in
miliardi di anni.
Il commentatore
allora gli chiederà: Nessun disastro che interessi i nostri
ascoltatori?
Il climatologo
non catastrofista, con lo sguardo pieno di vergogna, ammetterà:
nessuno.
Commentatore:
Neanche tra mille anni?
E lui,
arrossendo e con le lacrime agli occhi: no.
Il commentatore
lo guarderà con compatimento, gli indicherà l'uscita e quella sarà
la sua prima ed ultima intervista televisiva.
Gli verranno
tolti i fondi per le ricerche, perché tanto che bisogno c'è di
pagare qualcuno che ci racconta che andrà avanti come al solito a
far caldo d'estate e freddo d'inverno?
Lo stipendio gli
sarà ridotto o perderà il posto.
Comincerà a
mangiare di meno, alimenti poveri, a perdere peso. Dovrà spostarsi
in una casa più piccola e malsana. Sarà depresso e soffrirà, come
dice il saggio cinese, di ploblemi di elezione, per cui non potrà
neppure riprodursi con la sua climatologa non catastrofista.
Non trasmetterà
il suo DNA ai suoi discendenti, perché non ne genererà. Egli non è
il più adatto a sopravvivere nella "struggle for life" (lotta per la
vita) Darwiniana tra climatologi concorrenti e la sua razza
conoscerà il declino per poi estinguersi senza fallo (per giunta).
Salviamo i pochi superstiti!
Non perché
attribuiamo il minimo valore alle loro previsioni, ma solo per la
difesa delle specie in pericolo, se vogliamo impedire la completa
estinzione dei climatologi non catastrofisti e la perdita
irreversibile del loro patrimonio genetico dobbiamo provvederli di
scorte di cibo ed alimentarli, anche contro la loro volontà.
Dobbiamo consentire loro di entrare nelle università ove insegnano i
loro colleghi catastrofisti, almeno come bidelli. Dobbiamo
convincerli a riprodursi con ritmi più sostenuti, ma per questo c'è
bisogno impellente dell'aiuto delle climatologhe non catastrofiste.
Vanno pertanto fornite di graziosi baby doll "Fumo di Londra" e di
termocoperte che contribuiscano, se non al Riscaldamento Globale,
almeno al Riscaldamento Locale.
Solo
dall'impegno di ciascuno di noi dipende il loro futuro come razza da
salvare.
Dopo quattro
giorni, ancora gravemente indolenzito nella parte interessata, spero
almeno che, con la precedente trattazione, i lettori di questo
articolo si siano convinti e mi rendano merito a futura memoria che,
in ogni caso, le citate previsioni catastrofiche sull'andamento
climatico futuro siano tutte previsioni del coccige.
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