Ritorno alla pagina principale di FORCES Italiana
Home

La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale

Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106

  >>>>  Invia questa pagina a un amico

The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo



Ritorno alla pagina principale di FORCES Italiana
Home

Le rubriche

Contributi dei lettori
CONFESSIONI DI UN TRAVET SENZA QUALITA'


Informazioni su FORCES

Maledetti ciccioni parassiti sociali
Poveri caffeinomani ora vi curiamo
Porci bevitori siete i prossimi
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
La frode del fumo passivo
Uccidiamoli per il loro bene
Scienza rottame
Scienza scorrettissima
Abusi contro i fumatori
La posta di FORCES
Umorismo
Il muro del silenzio
Vietato parlarne: vittorie del tabacco
Quanti sono 'sti morti??
Lo sapevate che...?
Eventi quà e là
IPSE DIXIT: citazioni
Porno Health Canada
Coppa scienza rottame

I servizi speciali

La guerra della nicotina
Di Wanda Hamilton
Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, salutismo in vendita
La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Attivismo

COMPRA L'INNO DELLA LOTTA AL SALUTISMO
Sostieni FORCES acquistando questa bellissima canzone per soli $0,99!

I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 
28 Ottobre 2004 - Ho un annunzio-choc: sono portatore sano di una terribile malattia, sono un dipendente pubblico. La situazione è vieppiù complicata dall’essere stato infettato in età presenile, cioè proprio nel momento meno opportuno, dal germe del libertarismo.

Diciassette anni or sono, fui assoldato fra le truppe oggi comandate dal generale Sirchiapone, quello strano ministro che voleva contare le porzioni ai buongustai nei ristoranti e che costantemente si vanta di stare spezzando le reni al dio Tabacco, padre di tutti i vizi. Volendo esser franco, non me la passo male: frequento bella gente, chirurghi e anestesisti lautamente stipendiati per prestare la loro opera misericordiosa (mica tutti, beninteso) in posti che non siano l’ospedale dove quotidianamente mi arrabatto in attesa del Festival del Ventisette, ricchi premi e cotillons con lotteria finale per mutuo e bollette.

Dicono che noi della Sanità siamo i meglio piazzati nella hit parade dei piccoli Mida della pubblica amministrazione, visto che tutto quello che tocchiamo diventa oro o suppergiù, grazie agli incentivi che ci vengono riconosciuti proprio in virtù della contiguità con la casta medica. Siamo contenti di brillare della luce riflessa dai camici bianchi, che hanno ben altro potere contrattuale di insegnanti e poliziotti. I nostri geni della lampada sono generalmente portaborse invecchiati, riciclatisi in manager-sacerdoti della finanza rigorosa: per mano loro, riceviamo incentivi financo per stare a casa a goderci le ferie a dispetto delle pratiche inevase, onde consentire alle nostre ASL di risparmiare sui giorni di vacanza nell’esercizio successivo.

I maligni si ostinano a sostenere che lavoriamo poco e male, ma si tratta solo di un errore di prospettiva: benché i nostri ameni luoghi di lavoro siano stati un giorno trasformati con un colpo di bacchetta magica in aziende, ancora nessuno ha informato i nostri vertici che la pubblica amministrazione deve perseguire in ugual misura il benessere degli utenti, peraltro promossi al rango di clienti (non recita forse un vecchio adagio che il cliente ha sempre ragione?), e quello di noi travet. D’altro canto, siamo corteggiatissimi dai politici di destra e di sinistra, che ci riempiono di regali per via del nostro bel serbatoio di voti. Anche la nuova genia dei liberalstatalisti è sempre pronta a lisciarci il pelo, convinta com’è che basti un nostro starnuto per far impennare la scala Mercalli della conflittualità sociale.

Chi li ha persuasi di questo sono i nostri amici sindacalisti, che, a onor del vero, sono pappa e ciccia con i geni della lampada e hanno l’abitudine di strofinare spesso la medesima. Al sottoscritto è noto che, anni addietro, un sindacalista non avvezzo a tale costumanza si trovò in uno spiacevole impiccio, originato da una vicenda invero poco limpida, di una ditta cui era stata appaltata la pulizia dell’ospedale dove il suddetto lavorava a stretto contatto con il gruppo delle caposala, le quali erano insorte per la trascuratezza, appunto, nella pulizia dei reparti, che nondimeno, a dispetto del capitolato, risultava pagata con sollecitudine: ebbene, quantunque ci fossero indizi che forse qualcuno aveva truccato le carte per ricevere un’ingiusta mercede, l’intervento di un dirigente, poi passato ad altra azienda, costrinse il suddetto sindacalista a cambiare ufficio da un giorno all’altro, senza che nessun arruffapopoli lo difendesse, e la storiaccia venne tosto dimenticata anche dalle ribelli

 Paranoia del protagonista o realtà facilmente trasponibile in contesti più o meno simili? Il guaio è che noi impiegati pubblici amiamo il posto fisso. Lasciamo perdere il blocco delle carriere, le paghe miserevoli, la cattiva fama, il sospetto di parassitismo e l’essere un peso per il bilancio statale (questa invero è l’ultima preoccupazione…). Eppure ho la sensazione che noi piccoli burocrati siamo la morta gora della società italiana. Il Cav, che nei giorni pari amo e in quelli dispari detesto (l’odio lo lascio a chi ha più alte mire), non ha ancora compreso che l’unica salvezza è restituirci la dignità. Non tutti si nasce imprenditori, e non voglio esagerare con il masochismo, ma il Berlusca ha il dovere di metamorfizzarci in un popolo di partite IVA! Una volta eliminato un migliaio di leggi e leggine inutili e dannose, ci imponga di costituirci in cooperative per servizi amministrativi, e vedrà se non rivolteremo il Paese come un calzino, alla faccia di quel dipendente pubblico che si faceva il Mercedes con un’analoga promessa!

Giovanni Maria Mischiati

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Chi siamo
La costituzione di FORCES International
Il Comitato d'Onore
Domande frequenti (FAQ)
La piattaforma politica
Aiutaci a lottare
Sedi locali e siti affiliati

MOTORE DI RICERCA INTERNO

Abbonamenti e contatti

Contattaci
Diventa socio
Abbonamento FORCES/Enclave
Come sarà speso il tuo denaro
Clicca qui per ricevere
la newsletter gratuita
Materiali promozionali

Gli opinionisti

Alberto Mingardi
Carlo Stagnaro
Hugh High
Pierre Lemieux
Gian Turci
Il tabacchino - T. Rea
L'angolo di Zia Maria
Antonio Nicoletta

Le librerie

La libreria Italiana
La libreria internazionale

Archivi e altro

Archivio edizioni
Links
Rassegna stampa