La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
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FUMO E POLEMICHE:
Blitz di intellettuali con la sigaretta accesa per sfidare Sirchia
Di Giuseppe De Bellis - Il Giornale, 7 Gennaio 2005


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7 Gennaio 2005 - La scena sarà più o meno questa: dieci Gennaio stazione Termini di Roma, appuntamento di fronte alla libreria, un gruppo di persone all’interno, accendini. Facce note: politici, intellettuali, giornalisti. Pacchetto in mano. Ore 14:00, direzione l’interno di un bar della stazione: “all’interno mi accenderò la prima sigaretta vietata, una fumata in libertà contro una legge illiberale e offensiva”. La boccata sarà di Giordano Bruno Guerri, storico e direttore del quotidiano L’Indipendente. Sfida, protesta, provocazione. Gli altri del gruppo lo seguiranno: aspirata a pieni polmoni e fuorilegge nel primo giorno di entrata in vigore del provvedimento che vieta fdi fumare nei locali pubblici, pena la multa al gestore" del locale, che dovrebbe impedire ai clienti di consumare tabacco e nicotina nel suo bar. E’ proprio questa l’idea – spiega Guerri – far avere la contravvenzione al titolare del locale, per poi poterla impugnare legalmente, prima davanti al TAR, poi eventualmente davanti alla Corte Costituzionale, per vedere se effettivamente questa legge sia o meno costituzionale”.

Se non riusciranno a vincere, bisognerà pagare: “Sarà L’Indipendente a pagare la contravvenzione”. C’è già un pool di avvocati che avrà il compito di assistere legalmente la “squadra” dei manifestanti quando verranno impugnate le multe.

Contro allora. Contro questa legge che entra in vigore proprio il 10 Gennaio tra mille polemiche, con le associazioni di commercianti arrabbiate e pronte al ricorso, ma divisa anche al loro interno: a Napoli faranno rispettare il provvedimento, in altre città no.

Il caos in nome di sigari, sigarette e pipe è già cominciato da giorni così come l’idea di campagne e manifestazioni di protesta. A Milano, per esempio, Domenica 9 andrà in scena un’altra iniziativa, quella dell’Associazione Fumatori Cortesi”. L’hanno chiamata “L’Ultima Cena”: si ritroveranno in un ristorante il giorno prima dell’inizio dei divieti e accenderanno sigarette a tutto spiano per l’ultima volta, scollinando il confine orario che apre l’era del proibizionismo.

Giordano Bruno Guerri e il suo L’Indipendente hanno già cavalcato il risentimento contro le nuove norme, pubblicando alcuni articoli di Gian Turci, veterano della lotta al salutismo e cofondatore di FORCES Italiana, associazione “fondata in favore dei diritti dell’Uomo, ed in particolare in difesa di coloro che vogliono avere la libertà di fumare, di alimentarsi, di bere e di godere l’esistenza senza pretestuose restrizioni”. E’ così che è nata l’idea della protesta della stazione di Roma. Plateale, forzata, ma assolutamente alla luce del sole: sarà avvertita la polizia. Anche perché il gruppo che seguirà Guerri, Turci e Nunzia Garoffolo non ha certo l’obiettivo di fumare di nascosto per non farsi beccare. E’ proprio il contrario. Il quel bar, alle 14:00 in punto, ci saranno Marco Taradash, Paolo Villaggio, Gianfranco Funari, il segretario dei Radicali Daniele Capezzone, i giornalisti Sandro Curzi, Valentino Parlato, Oscar Giannino e Pierluigi Diaccio, il regista Pasquale Squittirei. Ci sarà, ovviamente, anche Filippo Facci, autore del libro Fumo negli Occhi – le crociate contro il tabacco e altri piaceri della vita.

Sostengono l’iniziativa “carbonara” anche Marco Pannella e Carlo Lottieri, l’economista Sergio Ricossa, il giornalista del TG5 Toni Capuzzo. Gente che fuma, o ha smesso di fumare, ma che non sopporta l’idea che ci gfira con le sigarette intasca non possa entrare nei locali pubblici. Non ci saranno, ma appoggiano in blocco il progetto. Dalla loro parte, contro il divieto, c’è anche una fetta della maggioranza di governo che questa legge l’ha approvata. Come l’On. Dario Rivolta di Forza Italia, vicepresidente della commissione Esteri, che sull’attuazione dei prossimi divieti antifumo s’è già espresso chiaramente: “Ci ripensi Sirchia, cercando di coniugare la tolleranza al buonsenso e acconsenta alla proroga oppure il governo abbia il coraggio di metterlo in minoranza in nome della libertà e dei diritti individuali”.

C’è poi il giornale. L’Indipendente cercherà di convincere anche i suoi lettori a aderire all’iniziativa. Giordano Bruno Guerri vuole che Lunedì 10 alla stazione di Roma siano in tanti. Cercheranno di avere più multe possibile, per tentare di farle poi annullare. Più ne otterranno, più probabilità ci sarà che un giudice gli dia ragione. Magari un giudice fumatore.


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