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1 Settembre
- Un certo Sigmund Freud, nel 1929, scrisse così: «L’uomo
moderno ha rinunciato alla possibilità di essere felice in cambio di
un po’ di sicurezza».
Ora: l’elenco dei progressivi rattrappimenti della nostra libertà
legati a motivazioni in teoria ineccepibili (fumo, cibo, alcol,
caffè, cinture di sicurezza, casco, igienismi, linguaggio ecc.) non
stiamo neanche più a riproporli. Mi limito a riportare due notizie
lette ieri.
La prima: il viceministro dell’Economia ha detto che istituirà
un’Anagrafe tributaria che a mezzo della digitazione del nostro nome
e cognome permetterà di verificare chi siamo, che casa abbiamo, che
auto abbiamo, che spese facciamo, che vacanze e regali ci
permettiamo, in quali attività partecipiamo, a che titolo ci siamo
permessi una determinata spesa; spendere inoltre determinate cifre
di denaro in maniera appunto non controllabile dallo Stato (ossia
pagare in contanti) sarà sostanzialmente vietato.
La seconda notizia è che il ministro dei Trasporti ha detto che
abbasserà il limite di velocità a 120 all’ora, che proporrà inoltre
il ritiro della patente a vita e infine che ha in mente un
limitatore da inserire nelle nostre auto per farci andare meno
veloci.
Questo dopo che il ministro delle Infrastrutture ha proposto di
aumentare le tariffe ai caselli autostradali.
Questo mentre si apprende che località come Venezia e Capri e le
Eolie meditano di far pagare una tassa d’ingresso a chiunque passi
dalle loro parti.
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