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Febbraio 2005 - Il Dott. Giancarlo Etna di Pesaro si fa promotore di una
lettera al Presidente del Consiglio, richiamandolo alle sue promesse di cambiare
l'Italia rispettando soprattutto le libertà personali in modo "intransigente" -
come affermò nel discorso per la fiducia del 18 Aprile 2001. Per dimostrare la
fermezza delle sue intenzioni, il Cav. Berlusconi ha permesso ad uno dei suoi
ministri di proporre ed ottenere una legge, quella antifumo, che insulta i
fondamentali diritti dei cittadini di espletare le proprie scelte e la propria
personalità in pubblico mentre la legge viola alla base la libertà d'impresa di
cui Berlusconi si è fatto roboante paladino. E non si parli, per favore, di
"diritto alla salute", perché c'entra come i cavoli a merenda, visto che
i
pericoli del fumo passivo sono una truffa epidemiologica ben dimostrata e
facilmente dimostrabile in qualunque sede. Una legge del genere, basata
su un falso ideologico e scientifico, deve essere abrogata o comunque fortemente
modificata perché indegna di un Paese libero e civile, sia esso governato dalla
"Casa delle Libertà" o da qualunque altro partito. Quali "libertà",
signor Presidente del Consiglio?... Forse quella di truffare il popolo,
promuovere gli interessi di certe multinazionali farmaceutiche, istigarlo
all'odio, e farla franca col tutto in nome della salute?
La lettera del Dott. Etna si conclude con il messaggio che tutti dovremmo
dare alla "Casa delle libertà": "Onorevole Berlusconi, l’essermi fidato delle
sue enunciazioni di principio e l’aver fondato su di esse la mia scelta mi fa
sentire oggi danneggiato e beffato proprio da lei a meno che anche lei non si
senta altrettanto danneggiato e beffato dal suo ministro. Se così fosse,
sicuramente troverà il modo per porre rimedio a questo misfatto legislativo. In
caso contrario, mi vedrò costretto mio malgrado a rivedere le mie scelte nella
prossima cabina elettorale."
Riempire gli spazi bianchi della lettera e spedirla a:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Attenzione On. Berlusconi
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA
(si potrebbe anche mandare elettronicamente a
Silvio Berlusconi, ma le
possibilità di lettura sono minori e la firma - sebbene oggi le e-mail siano
valide legalmente - mancherebbe. Inoltre, burocrati, ministri e presidenti
preferiscono ancora la carta!)
... Perché bisogna dire ai nostri politici che aggiungere la beffa di una
legge all'insulto di una truffa è semplicemente inaccettabile -
indipendentemente da come la si pensi sul fumo.
LUOGO E DATA_______________
All’attenzione del Presidente del
Consiglio On. Berlusconi,
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA
Oggetto: legge antifumo
Onorevole Presidente Silvio Berlusconi,
sin dalla sua discesa in campo ho
sempre votato per la sua coalizione.
Il principale motivo di questa scelta
è stato il suo aperto schierarsi dalla parte di determinati valori e
primo fra essi quello delle libertà personali: Ella ha chiamato la
sua coalizione col nome impegnativo di “Casa delle Libertà”.
Anche col discorso per la fiducia da
lei pronunciato il 18 giugno 2001 al Senato ella ebbe a ribadire
solennemente tale scelta dichiarando: “vogliamo cambiare
l'Italia. Lo faremo … guardando ai valori fondamentali della
persona scolpiti nella Costituzione della nostra Repubblica, nel
rispetto intransigente dei diritti civili di ciascuno, ma lo
faremo”.
Io che sono allergico al
proibizionismo e geloso delle poche libertà che ancora mi restano,
mai e poi mai mi sarei aspettato dalla coalizione che, con questa
premessa, ha carpito il mio voto (e quello di tutti i miei
familiari) l’introduzione di una legge antifumo
di stampo hitleriano come quella varata che, con l’ipocrita
motivazione “Tutela della salute dei non fumatori”, calpesta di
fatto il fondamentale diritto civile di ciascuno di decidere da se
della propria salute senza per questo danneggiare il prossimo.
La legge è, a mio avviso, fortemente
illiberale, proibizionista e incostituzionale per i seguenti motivi:
-
L’asserita nocività del c.d. fumo
passivo è una pia opinione del dott. Girolamo Sirchia e di un
movimento internazionale con
forti connessioni agli interessi farmaceutici che ci fa
passare
assai discutibile statistica per scienza, e così facendo dando
una falsa rappresentazione dell’evidenza ai cittadini. Non esiste
alcuna evidenza scientifica a sostegno di questa opinione, come
dimostrano gli
innumerevoli studi condotti fino ad oggi di cui mi sono
scrupolosamente documentato. Per quanto abbia cercato, non ho
trovato invece nessuno studio che dimostrasse il contrario. Lo
stesso Sirchia, al quale in sede istituzionale è stato concesso
(colpevolmente) di essere creduto sulla parola, non si è mai
degnato di produrre uno straccio di prova scientifica a supporto
del proprio zelo antifumo, ma solo di
produrre vuota retorica e di diffamare la sua opposizione.
-
E’ una vile ipocrisia affermare che
si vuole solo tutelare la salute dei non fumatori perché, se così
fosse:
1. non
sarebbero state abolite le carrozze ferroviarie riservate a che
vuole fumare;
2. non
si sarebbe varata una norma (art.51 della legge 16 gennaio 2003, n.
3) che tutela pesantemente e giustamente il diritto di chi non vuole
subire il fumo altrui mentre manda a farsi benedire il diritto di
chi vuole fumare rimettendolo al buon cuore dell’esercente il locale
di ristorazione;
3. non
sarebbero state varate norme tecniche per la realizzazione di locali
riservati ai fumatori tanto vessatorie da rendere di fatto
enormemente onerosi e spesso irrealizzabili gli spazi riservati ai
fumatori (nessuno ha fatto notare al Sirchia che norme del genere
non esistono neppure per i luoghi di lavoro dove i lavoratori sono
soggetti per otto ore al giorno a sostanze sicuramente venefiche?)
Onorevole Berlusconi, l’essermi fidato
delle sue enunciazioni di principio e l’aver fondato su di esse la
mia scelta mi fa sentire oggi danneggiato e beffato proprio da lei a
meno che anche lei non si senta altrettanto danneggiato e beffato
dal suo ministro.
Se così fosse, sicuramente troverà il
modo per porre rimedio a questo misfatto legislativo.
In caso contrario, mi vedrò costretto
mio malgrado a rivedere le mie scelte nella prossima cabina
elettorale.
Cordialità.
NOME______________________
COGNOME__________________
INDIRIZZO POSTALE DEL
MITTENTE________________________
FIRMA__________________ |