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Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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Boicotta i treni, causa danno!

 

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21 Febbraio 2005 - Il Dott. Giancarlo Etna di Pesaro si fa promotore di una lettera al Presidente del Consiglio, richiamandolo alle sue promesse di cambiare l'Italia rispettando soprattutto le libertà personali in modo "intransigente" - come affermò nel discorso per la fiducia del 18 Aprile 2001. Per dimostrare la fermezza delle sue intenzioni, il Cav. Berlusconi ha permesso ad uno dei suoi ministri di proporre ed ottenere una legge, quella antifumo, che insulta i fondamentali diritti dei cittadini di espletare le proprie scelte e la propria personalità in pubblico mentre la legge viola alla base la libertà d'impresa di cui Berlusconi si è fatto roboante paladino. E non si parli, per favore, di "diritto alla salute", perché c'entra come i cavoli a merenda, visto che i pericoli del fumo passivo sono una truffa epidemiologica ben dimostrata e facilmente dimostrabile in qualunque sede. Una legge del genere, basata su un falso ideologico e scientifico, deve essere abrogata o comunque fortemente modificata perché indegna di un Paese libero e civile, sia esso governato dalla "Casa delle Libertà" o da qualunque altro partito. Quali "libertà", signor Presidente del Consiglio?... Forse quella di truffare il popolo, promuovere gli interessi di certe multinazionali farmaceutiche, istigarlo all'odio, e farla franca col tutto in nome della salute?

La lettera del Dott. Etna si conclude con il messaggio che tutti dovremmo dare alla "Casa delle libertà": "Onorevole Berlusconi, l’essermi fidato delle sue enunciazioni di principio e l’aver fondato su di esse la mia scelta mi fa sentire oggi danneggiato e beffato proprio da lei a meno che anche lei non si senta altrettanto danneggiato e beffato dal suo ministro. Se così fosse, sicuramente troverà il modo per porre rimedio a questo misfatto legislativo. In caso contrario, mi vedrò costretto mio malgrado a rivedere le mie scelte nella prossima cabina elettorale."

Riempire gli spazi bianchi della lettera e spedirla a:

Presidenza del Consiglio dei Ministri
Attenzione On. Berlusconi
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA

(si potrebbe anche mandare elettronicamente a Silvio Berlusconi, ma le possibilità di lettura sono minori e la firma - sebbene oggi le e-mail siano valide legalmente - mancherebbe. Inoltre, burocrati, ministri e presidenti preferiscono ancora la carta!)

... Perché bisogna dire ai nostri politici che aggiungere la beffa di una legge all'insulto di una truffa è semplicemente inaccettabile - indipendentemente da come la si pensi sul fumo.


LUOGO E DATA_______________

All’attenzione del Presidente del Consiglio On. Berlusconi,
Palazzo Chigi - Piazza Colonna, 370 - 00187 ROMA

Oggetto: legge antifumo

Onorevole Presidente Silvio Berlusconi,

sin dalla sua discesa in campo ho sempre votato per la sua coalizione.

Il principale motivo di questa scelta è stato il suo aperto schierarsi dalla parte di determinati valori e primo fra essi quello delle libertà personali: Ella ha chiamato la sua coalizione col nome impegnativo di “Casa delle Libertà”.

Anche col discorso per la fiducia da lei pronunciato il 18 giugno 2001 al Senato ella ebbe a ribadire solennemente tale scelta dichiarando: “vogliamo cambiare l'Italia. Lo faremo … guardando ai valori fondamentali della persona scolpiti nella Costituzione della nostra Repubblica, nel rispetto intransigente dei diritti civili di ciascuno, ma lo faremo”.

Io che sono allergico al proibizionismo e geloso delle poche libertà che ancora mi restano, mai e poi mai mi sarei aspettato dalla coalizione che, con questa premessa, ha carpito il mio voto (e quello di tutti i miei familiari) l’introduzione di una legge antifumo di stampo hitleriano come quella varata che, con l’ipocrita motivazione “Tutela della salute dei non fumatori”, calpesta di fatto il fondamentale diritto civile di ciascuno di decidere da se della propria salute senza per questo danneggiare il prossimo.

La legge è, a mio avviso, fortemente illiberale, proibizionista e incostituzionale per i seguenti motivi:

  1. L’asserita nocività del c.d. fumo passivo è una pia opinione del dott. Girolamo Sirchia e di un movimento internazionale con forti connessioni agli interessi farmaceutici che ci fa passare assai discutibile statistica per scienza, e così facendo dando una falsa rappresentazione dell’evidenza ai cittadini. Non esiste alcuna evidenza scientifica a sostegno di questa opinione, come dimostrano gli innumerevoli studi condotti fino ad oggi di cui mi sono scrupolosamente documentato. Per quanto abbia cercato, non ho trovato invece nessuno studio che dimostrasse il contrario. Lo stesso Sirchia, al quale in sede istituzionale è stato concesso (colpevolmente) di essere creduto sulla parola, non si è mai degnato di produrre uno straccio di prova scientifica a supporto del proprio zelo antifumo, ma solo di produrre vuota retorica e di diffamare la sua opposizione.
     
  1. E’ una vile ipocrisia affermare che si vuole solo tutelare la salute dei non fumatori perché, se così fosse:

1.  non sarebbero state abolite le carrozze ferroviarie riservate a che vuole fumare;

2.  non si sarebbe varata una norma (art.51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3) che tutela pesantemente e giustamente il diritto di chi non vuole subire il fumo altrui mentre manda a farsi benedire il diritto di chi vuole fumare rimettendolo al buon cuore dell’esercente il locale di ristorazione;

3.  non sarebbero state varate norme tecniche per la realizzazione di locali riservati ai fumatori tanto vessatorie da rendere di fatto enormemente onerosi e spesso irrealizzabili gli spazi riservati ai fumatori (nessuno ha fatto notare al Sirchia che norme del genere non esistono neppure per i luoghi di lavoro dove i lavoratori sono soggetti per otto ore al giorno a sostanze sicuramente venefiche?)

Onorevole Berlusconi, l’essermi fidato delle sue enunciazioni di principio e l’aver fondato su di esse la mia scelta mi fa sentire oggi danneggiato e beffato proprio da lei a meno che anche lei non si senta altrettanto danneggiato e beffato dal suo ministro.

Se così fosse, sicuramente troverà il modo per porre rimedio a questo misfatto legislativo.

In caso contrario, mi vedrò costretto mio malgrado a rivedere le mie scelte nella prossima cabina elettorale.

Cordialità.

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