|
8 Novembre
- Sul quotidiano "Trentino" di alcuni gionri fa' è apparsa in
prima pagina la notizia che i ragazzi dell'istituto Don Milani di
Rovereto (IPC) hanno messo in atto una protesta contro il divieto di
fumare nel cortile della scuola. Hanno prolungato di mezz'ora la
ricreazione con la partecipazione di più del 30% degli studenti,
maggiorenni fumatori e non. La legge Andreolli, entrata in vigore il
10 gennaio 2005, è una specie di legge Sirchia, ma più talebana e
truffaldina di questa, più "realista del re" e ha come obiettivo
speciale, ovviamente, i giovani, che come sappiamo sono uno dei
cardini su cui si basano moltissimi divieti idioti e totalitari per
giustificare orrende privazioni delle libertà individuali e la fine
della libertà come da noi concepita. I ragazzi sembrano determinati
ad andare in Provincia per far valere i loro diritti e per tentare
di avere almeno uno spazio per fumare (all'aperto e al freddo
inutile dirlo...). Sappiamo per esperienza che non saranno ascoltati
e che tutto finirà con il trionfo del pseudosalutismo terrorista, ma
è bello vedere che non è vero che tutti, soprattutto i giovani,
hanno smesso di fumare, anzi, nonostante il Terrore e le
persecuzioni più stupide e accanite, hanno ancora la forza e la
volontà di ribellarsi.
Voglio concludere questa triste cronaca dei
nostri tempi perversi con due osservazioni:
1) Nell'articolo il giornalista usa goffamente i soliti mezzi
stranoti per umiliare il fumatore:"La maggior parte degli studenti
tuttavia è d'accordo sul principio: chi per legge ha diritto a
fumare (è cioè maggiorenne), lo deve poter fare anche a scuola.
Vizio invece che è stato bandito dalla famosa legge Andreolli, che
ha vietato il consumo di bionde anche nei cortili degli istituti
scolastici. Per i ragazzi nessuna via di fuga: non possono fumare né
in cortile, per la legge Andreolli, né all'esterno del cortile,
fuori dai cancelli (spazio che nella pausa conquistano invece
immediatamente gli insegnanti viziosi), per una questione di
sicurezza. Gli studenti hanno dunque sollevato la questione, in
maniera decisa. La prima volta lo scorso anno: vogliamo uno spazio
esterno dove poter esaudire il nostro vizio, hanno detto."
Ora, a parte il vizio e vizioso
ripetuti in continuazione, tecnica usata da tutti gli stati
totalitari per il lavaggio del cervello, o tortura psicologica, non
credo proprio che gli studenti abbiano detto quelle precise parole.
Non saranno studenti di liceo classico , ma credo che l'espressione
"esaudire un vizio" sia solo una castroneria uscita dalla penna del
giornalaio di turno, in quanto inesistente nella lingua italiana; si
può esaudire un desiderio, non un vizio. Tant'è.... Come sempre la
nostra stampa si distingue per ignoranza e poca conoscenza dei
fatti.
Gli insegnanti che (voglio provare anch'io a fare il giornalaio)
"orrendamente perduti nella loro perversione si trascinano
all'esterno per dare tristo spettacolo di se stessi mentre si
suicidano" sono una conferma che anche il corpo insegnante non ha
accettato in blocco il rincoglionimento delle SS. Fumano ancora!
2) L'ineffabile legge Andreolli, capolavoro di assurdità
sesquipedali e specchio di tempi sprofondati nella paranoia e nella
follia, stabilisce tra le altre mostruosità che è vietato fumare nei
"luoghi aperti di pertinenza di ogni struttura specificatamente
adibita ad ospitare soggetti di età inferiore ad anni diciotto"
compresi "cortili degli oratori" e, attenzione perché quì si
raggiungono i vertici della demenza acuta stratosferica più
sublime..."le tribune dei campi da calcio, se a giocare sono squadre
giovanili". Altro che casistica gesuitica!
Lucio Marinelli
|