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1 Dicembre 2004 - Riprendiamo da “Il Giorno” del 3 novembre il titolo; “Manifesto di 10.000 scienziati a favore; Veronesi: 'Senza Ogm, l'Italia rimarrà al palo'”

Il professor Umberto Veronesi, presidente dell'omonima Fondazione e direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, ha lanciato il primo documento sul tema «Sicurezza alimentare e Ogm». Una sorta di 'manifesto anti-fobia' redatto da 19 società scientifiche italiane in rappresentanza di 10 mila ricercatori e concepito dopo un meeting convocato il 5 maggio scorso a Bologna dalla Società italiana di tossicologia (Sitox).

«I cibi geneticamente modificati (Ogm) non nascondono alcun rischio per la salute. Nessuna indagine epidemiologica dimostra l'esistenza di danni provocati da questi alimenti, che anzi sono più sicuri di quelli cosiddetti 'naturali’ perché molto più controllati. E dirò di più. Se in Italia si potesse scegliere, personalmente vorrei nutrirmi di mais transgenico».

Si è espresso con queste parole e  su questa affermazione gli scienziati scendono in campo compatti contro «l'assurda demonizzazione di cui questi cibi sono vittime». L'ex ministro della Sanità dice basta a «una bizzarria che inizialmente veniva considerata come una comprensibile cautela nei confronti di qualcosa di poco noto, ma che, alla luce degli studi sulle popolazioni che da anni si nutrono di alimenti Ogm (gli Stati Uniti soprattutto), è ormai diventata un'opposizione da eliminare
perché pericolosa per il Paese».

Secondo gli specialisti,«l'approvazione del decreto sugli Ogm in discussione in Parlamento si tradurrebbe in una battuta d'arresto per tutta la ricerca genetica italiana. E il nostro Paese correrebbe un grandissimo pericolo di emarginazione culturale e scientifica», è l'avvertimento. «Non riesco proprio a capire le ragioni di questa opposizione - ha proseguito Veronesi - Credo sia più che altro una questione ideologica, mossa dall'idea che introdurre un nuovo gene in un organismo rappresenti in qualche modo un 'oltraggio alla natura’».

Ma si dimentica «che il Dna dell'uomo non è diverso da quello di ogni altro essere vivente» e che il meccanismo con cui nasce un cibo Ogm «è lo stesso seguito da tutti gli agricoltori da duemila anni, quando incrociano piante per migliorarle». Nei secoli, ricordano infatti gli esperti nel documento, «l'uomo ha addomesticato animali e piante modificandone anche consapevolmente il patrimonio genetico. Di fatto, quindi, le piante attualmente coltivate e gli animali di allevamento sono per la maggior parte degli Ogm».

Non solo. Ogm o non Ogm, ha ripreso l'oncologo, «una persona intelligente dovrebbe scegliere il prodotto più garantito e gli Ogm lo sono certamente più degli altri» sia per l'alimentazione dell'uomo sia per quella dell'animale
perché regolati, sottolinea il documento di consenso, «da un quadro normativo che non ha eguali in campo alimentare: tutte le analisi per valutarne la sicurezza devono essere effettuate prima dell'immissione sul mercato».

Ed è una cosa strana da parte degli ambientalisti fare riferimento al Prof. Veronesi come al nume tutelare dell’igiene e della salute pubblica quando si scaglia con ayatollatica veemenza contro il fumo, di cui si potrebbero dire con scientifica certezza le cose che dice a proposito degli OGM, ed al contrario demonizzarlo come il difensore dei distruttori della civiltà, il cavallo di Troia utilizzato dalle multinazionali della morte per introdurre nelle cittadelle dell’umanità assediata i virus modificanti, i cancri lecitamente esportati, i veleni dei corpi e delle menti.

Ma cosa sono questi OGM? Lungi dal voler esporre una esaustiva o quanto meno più o meno completa spiegazione sull’argomento per cui rimandiamo in altre sedi, essendo anche uno degli argomenti più gettonati in internet ed altrove, di questi organismi possiamo dire:

  • Non esiste una scienza di previsione del rischio derivante dal rilascio di piante e animali trasgenici.
    Non sono predicibili né controllabili le interazioni fra il transgene e il DNA nel quale viene inserito. Altrettanto imprevedibili sono gli effetti degli organismi transgenici massicciamente disseminati nell'ambiente.
  • D'altro canto l'ingegneria genetica applicata all'agricoltura è da molti vista come la soluzione della crisi ecologica prodotta dall'agricoltura industriale e del problema della fame nel mondo.
    In particolare nel settore agro-alimentare i vantaggi prospettati sono la riduzione dell'uso dei pesticidi, il miglioramento delle tecniche di conservazione del cibo, il miglioramento della qualità degli alimenti e l'incremento della resa delle colture in aree inospitali.
  • Gli ogm sono ormai una realtà. Come visto le loro applicazione spaziano in tutti i campi. Ciò che più allarma il consumatore è la manipolazione dei cibi e la loro commercializzazione. Non è per nulla consolante il dato che il 60% dei prodotti venduti nei supermercati di tutto il mondo può contenere elementi di origine transgenica, introdotti negli alimenti all'insaputa del consumatore.
  • Il diffuso, provocato malcontento, ha esercitato forti pressioni; l'Europa si è pertanto opposta, e anche grandi distributori come Carrefour, Sainsburi, Nestlé e Unilever hanno rinunciato pubblicamente agli OGM.
  • Il pomodoro è stata la prima pianta transgenica messa sul mercato USA, fin dal 1994; dimensioni maggiori e conservazione più lunga sono le sue caratteristiche principali. Caso particolare e quello dei pomodori in scatola dell'azienda Sainsbury sulle confezioni appariva fieramente la dicitura: "made with genetically modified tomatoes"(fatto con pomodori modificati geneticamente). In seguito l'etichetta fu cambiata.

Il riso è uno dei cibi più studiati dai genetisti. Il riso transgenico è privo di allergeni e fabbrica vitamine, antivirali e vaccini. Questo cereale è la principale e a volte l'unica fonte di sussistenza per le popolazioni orientali; tale tipo di dieta è priva di vitamina A, la cui carenza provoca gravi disturbi, addirittura la cecità. La realizzazione di un riso produttore di tale vitamina sarà la soluzione di tutti i problemi legati alla sua mancanza.

La soia transgenica è arrichita di acidi grassi insaturi per risolvere molte patologie cardiovascolari (trombosi, arteriosclerosi…), patologie che affliggono una larga fetta della popolazione adulta dei paesi sviluppati. Abbastanza diffusa e contestata è la soia rr, che resiste agli erbicidi. Le polemiche nascono dal fatto che a causa di questa proprietà aggiuntiva si ha l'aumento dell'uso di erbicidi e il rischio che residui di tali "veleni" rimangano sulla pianta e arrivino fino nel piatto del consumatore.

Il più noto alimento transgenico è il mais bt, molto più produttivo rispetto al fratello "naturale", grazie alla capacità di uccidere le larve di lepidotteri e di resistere agli erbicidi.

Viene strano pensare che per circa vent’anni, gli OGM sono stati deificati considerati l’unico mezzo il cui impiego avrebbe potuto sanare la fame del mondo. Intorno ad essi scienziati, politici, economisti costruirono la società del futuro, dove grazie a questi prodotti l’umanità non avrebbe più sofferto la fame, le carestie. Pensando agli OGM si allontanava lo spettro dei raccolti rovinati, delle carestie, della fame endemica.

Poi, all’improvviso, di recente, con la stessa velocità, malgrado la bassa la percentuale di alimenti di questo tipo che va al consumo e malgrado gli effetti non siano ancora chiari, soprattutto considerando che per ora non si hanno gravi evidenze negative; tali alimenti sono stati in maniera sconsiderata demonizzati e la campagna di denigrazione va avanti con una insospettata e incomprensibile veemenza. A parere di chi scrive servono studi obiettivi per dare un parere definitivo sulla genetica applicata all'alimentazione. In attesa non guasta un po' di accortezza nelle scelte alimentari e uno sguardo più approfondito alle collateralità.

Ma da qui a rifiutare tutto in blocco ce ne corre, anche perché, già da tempo la nostra alimentazione è costituita soprattutto da cibi modificati da lungo tempo; infatti, gli incroci, le selezioni, le impollinazioni selezionate non sono altro che pratiche di mutazione genetica che nei tempi passati, sulla base dell’osservazione e dell’esperienza i contadini compivano.

Un esempio per tutti: l’arancio, quando intorno all’anno 900 fu introdotto dagli arabi in Sicilia, non era molto più grande di una noce: Innesti, selezioni, incroci operati nel tempo hanno portato ai tipi di frutti che tutti conosciamo e di cui il tarocco resta il più bello e riuscito esempio.

Antonio Nicoletta

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