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Cancerogeni trovati nelle urine dei bimbi dei fumatori: più frodi, più frodi!

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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

30 Maggio 2006 - Ci risiamo con le affermazioni fraudolente dell’industria antitabacco, sempre guidate dalla tattica del terrorismo, per indurre disprezzo e odio dei non fumatori (e persino dei loro stessi figli ) verso i “fumatori assassini”.

La falsa rappresentazione dell’evidenza proviene questa volta dal Cancer Center dell’Università del Minnesota ed è pubblicata dal Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention. Si tratta di “roba” americana che, prevedibilmente, presto adotteremo (“migliorandola”) anche in Europa e in Italia.

Non sappiamo ancora quanta grana questa gente abbia incassato dall’industria antifumo (comunque finanziata dalle tasse delle sue vittime) in questo caso, ma dobbiamo ammettere di essere sconcertati  dall’alto livello di “destrezza” raggiunto dall’industria nel presentare insignificanti informazioni come se fossero importanti. I media poi - sempre acriticamente – diventano il vettore della “informazione”. Per meglio comprendere come si “frega” la gente vi invitiamo a leggere prima l’articolo originale se conoscete la lingua inglese.

Fatto? Benone. Ora cominciamo ribadendo che le questioni del NNAL ed NNK sono la classica informazione spazzatura. Vediamo perché:

a)       La verità: il 4-(methylnitrosamino)-1-(3-pyridyl)-1-butanone (NNK) è una nitrosamina unica del fumo di tabacco.

b)        È un fatto che : i metaboliti sono il  4-(methylnitrosamino)-1-(3-pyridyl)-1-butanol (NNAL) ed i suoi glucoronidi (NNAL-O-Gluc e NNAL-N-Gluc) e che la loro somma costituisce il NNAL.

c)        Ipotesi disonesta numero uno: usare un modello “lineare” senza individuare alcuna soglia di pericolo, come fa questo “studio”. Questo modello è già stato condannato da innumerevoli scienziati onesti per l’assurda implicazione sottintesa, secondo cui se un grammo di una certa sostanza fa male, un milligrammo fa male seppure mille volte di meno. Questo è falso. Se fosse vero, infatti, le medicine sarebbero solo veleno, visto che di veleni sono fatte; ma – come tutti sappiamo - diventando pericolose e velenose solo a dosi eccessive. In breve, è la dose che fa il veleno. Non è un caso però che questo modello, vera spazzatura, sia continuamente utilizzato dalla “salute pubblica” e dagli ambientalisti per giustificare i loro abusi e per avvalorare le loro congetture indimostrabili.

d)        Ipotesi disonesta numero due: la presenza di una sostanza rilevata nel corpo indica solo che c’è stata esposizione, ma esposizione non implica rischio; questa implicazione distorta è invece usata abbondantemente dall’industria antifumo: per esempio, la presenza di cotonina nelle urine indica esposizione al fumo passivo (implicazione: pericolo!). Però l’esposizione al fumo passivo non è dimostrata essere pericolosa e quindi la presenza di cotonina, sebbene reale, diventa irrilevante.

e)        Informazione parziale e tendenziosa: alla luce delle premesse in (c) e (d), la presenza di NNAL nelle urine risulta assolutamente insufficiente per indicare la presenza di alcun rischio, ma questo non si dice per spaventare il lettore e convincerlo che il fumo passivo fa male ai bambini. La scienza sperimentale (cioè quella vera) ha dimostrato che ci vuole l’equivalente di 40 sigarette al giorno per 40 anni di fila – e fumate attivamente - per aumentare i tassi di cancro in animali da laboratorio per ciò che concerne il NNN, il NNK e quindi il NNAL. Questa frode fu gia smascherata dai ricercatori Steven Milloy e Martha Persche in uno studio del 2001. I gangster antifumo l’hanno lasciata “decantare” per cinque anni e ora ci riprovano. Perché? L’obiettivo è ovvio: per creare le premesse per la rimozione della patria potestà ai genitori che fumano e che rifiutano di smettere, esponendo così i figli all’innocuo fumo passivo.

Quanto sopra esposto è comportamento criminale perché chiaramente inteso a far credere alla gente che insignificanti quantità di sospetti cancerogeni possano costituire un pericolo per il bambino. L’intenzione, come al solito, è di suscitare colpa e paura nei genitori, nonché gettare le basi per abuso di minore – che è esattamente quello che gli antifumo americani stanno già facendo. A meno forti azioni legali e politiche non siano intraprese da tutte le forze della libertà contro questi furfanti vedremo conseguenze molto, molto antipatiche per tutti.

Nel frattempo è etico ed opportuno raddrizzare le parole di Stephen Hecht, il leader di questo lavoro di disinformazione. Invece di: “il messaggio da recepire è ‘non fumare in presenza dei tuoi bambini”, il vero messaggio è questo: “non preoccuparti quando fumi in presenza dei tuoi bambini”, perché non stai facendo nulla di immorale o di pericoloso.

Se invece andrai a fumare fuori pieno di paura e colpa ti sarai arreso all’abuso e alla frode – ancora una volta; e non sarà l’ultima, puoi starne certo.


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