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1 Settembre - Checché se ne dica, oggi viviamo in un’ epoca di barbarie, dove non esiste più cultura (quella vera fatta di buon senso, saggezza e ricerca della verità).

In un periodo del genere i ciarlatani e i politici sono liberi di fare e imporre quello che vogliono,  usando argomentazioni ispirate a puro pragmatismo, ma che violano principi elementari di giustizia e libertà (nonché i diritti fondamentali della persona umana).

E non si rendono nemmeno conto (o non gli importa proprio) di contraddire i principi stessi ispiratori del loro schieramento politico. Ecco quindi che la Moratti, eletta sotto le bandiere della “casa delle libertà”, della libertà se ne infischia. E impone il ticket per chi entra in città.

Questa signora può far passare la sua misura come “giusta” e “benefica”, senza essere presa a pomodorate o lanci di uova marce dal popolo inferocito, solo perché, appunto, oggi viviamo in un’epoca di barbarie, priva di cultura.

E dove la cultura è stata sostituita da forme di dittatura della scemenza collettiva. Scemenza ecologista, scemenza “sociale”, scemenza “salutista”. Tutta roba buona per supportare i tiranni di turno e il loro innato desiderio a fare i padroni sulla pelle del popolo.

Quindi per entrare in una città adesso uno deve pagare un “ticket”. E la cosa viene definita “giusta perché combatte l’ inquinamento”. Ora, che l’ inquinamento sia assurto a principio fondamentale e pressoché unico di giudizio, è una dimostrazione evidente della barbarie culturale che stiamo vivendo.

Almeno nel (tanto sbeffeggiato e definito “oscurantista” Medioevo) si giudicava in base ai principi un po’ più solidi, come quello di Dio. Non in base al principio delle “polveri sottili”. Ma oggi, che siamo improvvisamente diventati “intelligentoni”, si giudica tutto in base al “principio di inquinamento”. Dobbiamo solo aspettare. Sicuramente fra qualche anno sorgerà qualcuno che trarrà le sue logiche conseguenze da questo principio e deciderà di radere la suolo la città di Milano. In tal modo l’ inquinamento sarà ridotto a zero.

E poi, anche fuori dalla città, si applicheranno gli stessi criteri. Per ridurre l’ inquinamento, che è il principio base della nostra filosofia, vieteremo le macchine tout-court, e poi anche alla gente di respirare. Avremo un modo veramente ecologico… ma noi non ci saremo (come diceva la canzone dei nomadi).

Noi non ci saremo, ma non per le esplosioni nucleari, (come pensavano i “compagni” Nomadi, che vanno sempre alle feste dell’ Unità e rappresentano l’ emblema del pensiero politicamente corretto di sinistra, ovverosia il pensiero della stupidità collettiva), ma per tutto il contrario, e cioè per la dittatura ecologista che porta come “naturale” conseguenza la scomparsa del genere umano, a partire dai più poveri. Notare che le caste ricche sopravvivranno un po’ di più, anche perché a loro pagare 4 euro al giorno (+ parcheggio + tasse sulla benzina + multe varie) non fa né caldo ne freddo.

Ma il principio del ticket per entrare in città è sbagliato non solo perché rappresenta l’ esito più insulso della cretineria culturale di sinistra ed ecologista (seguita anche dalla “casa delle libertà”, evidentemente),  ma anche e soprattutto perché viola un principio basilare di libertà ed umanità.

Il principio è che tutti gli uomini devono essere liberi di circolare liberamente sul loro pianeta. E senza essere obbligati a servirsi dei “mezzi pubblici”.

Questo è un diritto innato e implicito nel fatto che un uomo è stato creato per dono di Dio, e non per grazia dei politici. Ogni uomo arrivato sulla terra, ha il sacrosanto diritto (e nessuno glielo può togliere) di circolare liberamente su questa terra.

Ve bene che esistono gli Stati, va bene che esiste la proprietà privata, ecc. ecc. Ma il resto del territorio deve essere percorribile. Deve esistere dovunque una “servitù di passo” come principio inviolabile. Lo sanciva già il diritto Romano.

Ora, se per transitare in una porzione di territorio (chiamiamola Milano, chiamiamola Firenze, chiamiamola Brianza…) qualcuno deve bloccarti e importi un pedaggio da pagare, allora non ci siamo più. Questo è un abuso. Sarebbe come se un Sindaco ti imponesse una tassa solo perché respiri. No, grazie. Il respiro me lo ha dato Dio, e non i politici. Quindi tu non puoi impormi di non respirare.

“Ma le strade le hanno fatte i politici”, dirà qualcuno. Certo, ma con i soldi di tutti i cittadini proprio per garantire a tutti di circolare liberamente. Le strade sono a carico di tutti, ma non di nessuno in particolare. Già il principio delle “autostrade a pagamento” è discutibile. Ma che addirittura si pongano le autostrade a pagamento su intere porzioni di territorio, è un abuso intollerabile.

Il principio del “ticket” per entrare in città, fa il paio con il principio imposto dai politici comunali di pagare un pedaggio per entrare nelle Chiese. Chiese che sono state create per il libero accesso di tutti e per tutti i tempi. E non perché qualche politico se ne appropri con la scusa che “si deve pagare per mantenere l’ arte”.

Così per le strade.

Insomma, viviamo un periodo dove non esistono più principi da rispettare e dove i politici si ritengono in diritto di imporre qualsiasi cosa ( odi vietare qualsiasi cosa).

Più barbarie di così…

Angelo Mandelli


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