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Gent.
Direttore,
sono un
affezionato ed assiduo lettore del Vs. settimanale (abbonata è mia
moglie) che ritengo ancora una delle poche espressioni del libero
pensiero. Ciò nondimeno resto ogni tanto interdetto nel riscontrare
un acritico allineamento conformista nel riportare talune
informazioni. Mi rendo conto che una buona informazione non può fare
a meno di considerare tutte le opinioni o comunque le più
significative nei vari ambiti, e proprio in base a questo principio
ribadisco il mio sconcerto.
Mi riferisco
all’articolo comparso su “L’Espresso” n. 4 c.a. a firma Roberto
Satolli dal titolo “Peggio
la sigaretta del gas”, e più in generale alla campagna
anti-fumatori in atto in relazione all’entrata in vigore della Legge
anti-fumo. Resto interdetto in quanto, con l’eccezione di alcune più
uniche che rare “perle” di eccezioni (Giorgio Bocca, proprio sulla
v.s Rivista, mi sembra un paio di anni fa), questo tipo di
informazione non tiene in alcun conto, oltre ai sacrosanti diritti
dei “liberi” cittadini compresi i milioni di “liberi” cittadini
amanti del “vizio” (vivaddio per fortuna che esiste…ce l’immaginiamo
un’umanità priva di vizi…?), il dubbio che tutto questo
snocciolamento di dati “scientifici” non
abbiano alcun serio fondamento veramente scientifico. Ormai si
sa, la scienza non è neutrale, né infallibile, ma soprattutto è
gestibile e strumentalizzabile politicamente: la storia è costellata
di esempi in merito, a partire dalla mai abbastanza citata “caccia
alle streghe” che ammazzò 5.000.000 di donne in quanto
“scientificamente” streghe, alle varie eresie, all’altro caso
storico di Galileo e chi più ne ha ne metta. Quindi il Dubbio che
non sia vero per niente che il fumo, sia attivo che passivo, sia
dannoso alla salute, uccida e provochi il cancro. Il Dubbio che
queste campagne anti-fumo, che in taluni casi rasentano o inducono
l’isteria collettiva, non celino di fatto un esercizio di controllo
del pensiero e del comportamento, del senso di obbedienza e
disciplina della popolazione, della capacità di asservimento e
autoprivazione della società. Caratteri guarda caso ricorrenti nelle
società orientate a politiche autoritarie e aggressive nei confronti
di sistemi e culture non conformi ai loro modelli: società orientate
ad esportare, anche con la guerra, il loro modello e dunque, i cui
popoli devono essere educati ad un regime di guerra: disciplina,
obbedienza, privazioni. Non è un caso, né guarda caso compare
nell’informazione, che proprio il nazismo sia stato un regime che
ha promosso
violente campagne anti-fumo…!
Oppure il
Dubbio che dietro queste violente campagne e leggi anti-fumo non si
celino, più che l’improbabile preoccupazione degli Stati per la
salute dei cittadini, semplicemente degli enormi business. L’origine
attuale di queste campagne, almeno in parte, risale, mi si corregga
se sbaglio, a circa la metà degli anni ’80, in quel paese ove tutto,
mondo e universo, anima e corpo, sogno e realtà, viene tradotto in
“sonanti dollari”. Quivi le grandi macchine per far soldi nei
tribunali individuarono un enorme “affaire” nelle cause per danni da
fumo passivo, cause fondate su un’assoluta e totale ignoranza nel
merito e sulle facili “credenze e superstizioni popolari”, abilmente
convertite, con la capacità tipica di quel sistema di costruire e
vendere “immagine”, in rigorosi studi scientifici. Cause facili,
all’epoca, sia per la citata ignoranza, sia perché colpivano le
odiate e ricchissime multinazionali del tabacco, che potevano
tranquillamente permettersi di pagare gli eventuali danni.
Altrettanto facile per i media cavalcare una tale manna piovuta dal
cielo. Ma non c’è stata altrettanto entusiastica informazione sulle
cause perse e sul graduale esaurimento fino alla quasi estinzione di
tali cause per mancanza di “alimento”: ovvero le “prove
scientifiche” si sono rivelate sempre più frequentemente illazioni
empiriche non sostenibili nei tribunali. D’altra parte basti pensare
che se fossero fondate tutte le storie relative al fumo sia attivo
che passivo, ebbene i tribunali di tutto il mondo sarebbero ormai
scoppiati! Rimando in merito alla ricchissima documentazione
prodotta dall’organizzazione FORCES
International e presente sul sito www.forcesitaly.org.
Oppure il
Dubbio che dietro queste violente campagne e leggi anti-fumo non sia
cresciuta una nuova “generazione” di
enormi
business promossi dalle multinazionali farmaceutiche, della
serie: lasciamo perdere le cause perse e andiamo al sodo; il fumo fa
male e non si discute e mettiamo in vendita una valanga di prodotti
per smettere di fumare; foraggiamo stati, ministri, dottori e
professori che facciano adeguate leggi e promozione anti-fumo e il
gioco è fatto! Semplicistico? Sarà, ma efficace senz’altro. È
notizia di questi giorni delle fotocopie di assegni versati al
nostro “integerrimo” ministro della Sanità, da parte di una grande
azienda americana, nell’ambito della vicenda relativa a forniture al
Policlinico di Milano quando lo stesso Ministro era dirigente in
quella struttura. Devo andare oltre…?
Almeno
sollevare l’ombra del Dubbio in una materia che sempre più si
configura come “credo” come “fede”, con atti di fede, di
integralismi e di fanatismi più affini ai comportamenti religiosi
che alle semplici verità e cose di tutti i giorni o a seri e
rigorosi comportamenti scientifici. Comportamenti scientifici che,
ad esempio sulla lista infinita ed in continuo aggiornamento di tipi
di cancro (non esiste peraltro un cancro del fumo, come non esiste
un cancro del burro o dello zucchero o dell’acido
acetilsalicilico…), sono sempre più orientati alla ricerca
sull’intimo funzionamento della cellula, più che sulle cause
esterne, così come documentato anche in alcuni servizi comparsi sul
Vs. settimanale.
Il Dubbio che
vita, morte e malattie siano semplicemente gestite con suprema e
assoluta indifferenza per gli umani comportamenti (compreso il fumo)
dalla Natura, con criteri di pura e semplice casualità impossibili
da accettare dalla mente dell’uomo.
Gli indiani
d’America vivevano in piena sintonia con la natura e, tra le altre
cose, coltivavano regolarmente tabacco notoriamente non per
mangiarlo in insalata o stufato: era loro il famoso rito del
“calumet della pace”. Non hanno conosciuto la gran parte delle
malattie fino all’arrivo degli europei!
Poiché alla
resa dei conti il tutto si riduce agli eccessi, per cui fumare
eccessivamente fa male, come fa male bere 20 litri di acqua in
mezz’ora, mangiare 5 kg. di burro in dieci minuti ecc. ecc. ecc.,
questa lettera vuol solo avere il senso di porre il problema di un
tipo di informazione, da un lato certamente più completa e critica,
ma soprattutto capace di portare un minimo di equilibrio nella
formazione delle opinioni della gente, se non denunciare apertamente
le facili strumentalizzazioni ed i potenziali pericoli
socio-politici conseguenti.
Ai fumatori si
dice: smettetela di rompere, ci sono problemi più importanti dei
vostri! Ed è proprio questo il punto, perché dare tanta importanza
ad un problema inesistente o quantomeno riducibile al tema della
civile convivenza e dell’educazione? Non sono certo i fumatori che
disperdono tempo, energie ed ingenti risorse nello studio e
costruzione di una Legge anti-fumo e che creano danni a locali, bar,
ristoranti, mezzi di trasporto ecc..
Mi scuso per
lo sfogo e ringrazio per l’attenzione.
Cordiali saluti,
Paolo Perotti
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