La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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Sulla rivista Panorama edizione 3 marzo 2005, la Storia di Copertina, mette in evidenza i retroscena che regnano nella politica di marketing delle case farmaceutiche, e nella stessa FDA, <ostaggio dell’industria farmaceutica >. In sintesi, l’introduzione di un nuovo farmaco comincia con le riviste mediche che riportano il risultato delle ricerche fatte. Le riviste mediche, a loro volta, vengono finanziate dalle case farmaceutiche. <Per fare carriera i ricercatori devono pubblicare a più non posso lavori scientifici. Siccome le riviste tendono ad accettare le buone notizie, che dimostrano che un farmaco funziona, piuttosto che le cattive notizie, si finisce per cercare di abbellire un po’ i risultati….A parte le frodi scientifiche vere e proprie, più frequenti di quanto non si pensi, alcuni sondaggi recenti hanno mostrato che nel 50% circa degli studi ci sono dati rimaneggiati o falsificati >.

Sempre su Panorama, Marco Bobbio, cardiochirurgo all'ospedale Molinette di Torino, dice: < Se un prodotto (farmaceutico – ndr) è buono, innovativo, è facile commercializzarlo, se non lo è bisogna spingerlo con vari mezzi. E quindi vengono adottate strategie di marketing … medici compiacenti che accettano di scrivere articoli, editoriali, commenti, presentare conferenze senza un’appropriata verifica dei dati, spesso basandosi su quelli che passa l’industria >.

Perché ho scritto questo? Perché quanto ho sintetizzato dalla Storia di Copertina di Panorama, m’ha fatto venire in mente sia i farmaci antifumo propagandati dalle case farmaceutiche e, indirettamente, dal nostro Ministero della Salute, sia  quanto già detto in questo sito: MULTINAZIONALI FARMACEUTICHE: GOVERNI IN TASCA, SALUTISMO IN VENDITA”.

La lotta contro il fumo passivo (in pratica: lotta al fumatore) e i prodotti di dissuefazione al fumo, vanno a braccetto: l’uno non può fare a meno dell’altro. E’ chiaro chi ci sia nel retroscena della battaglia contro i fumatori?

Visti i legami tra industria farmaceutica e medici, viene spontaneo pensare che i medici siano conniventi. Su questo non sono d’accordo. Non perché lupo non mangia lupo, ma perché conosco molti colleghi, sulla onestà dei quali posso giurare, che sono convinti di aiutare il prossimo combattendo il fumo e assolutamente senza interessi personali. Anche loro sono uomini e, di conseguenza, facili vittime della bombardante propaganda.  D’altra parte, non credo ci sia stato mai un medico, anche se fumatore, che abbia consigliato ad un paziente di fumare, tranne, forse, qualche psichiatra che abbia ritenuto che una sigaretta potesse agire da paciere per un particolare soggetto. Penso anche che Sirchia possa essere vittima della moda occidentale in voga da diversi anni, specialmente oltre oceano. Non gli perdono, tuttavia, non solo di aver plagiato quanto fatto dagli altri, ma di aver rincarato la dose là dove non era necessario (per esempio: l’eliminazione della carrozza fumatori e delle zone fumatori negli aeroporti). Non gli perdono l’aver proibito il fumo persino nei circoli privati e negli androni dei condomini e… mi fermo qui prima che la rabbia per lo scippo della mia libertà mi rovini il sonno.


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