In caso non lo sappiate ancora, il formaggio è la nuova morfina. Almeno, così è
quanto riportato dai capi del gruppo animalista dallo
strano nome di “Comitato dei Medici per la Medicina
Responsabile”.
Ad un'udienza del Congresso a Novembre –
udienza concepita per creare isterismo su una cosa per cui
il Congresso può fare ben poco (la pornografia sull’Internet),
lo psichiatra Jeffrey Satinover
affermò: “La scienza moderna ci permette di capire che la
natura di base della dipendenza alla pornografia è,
chimicamente, praticamente identica alla dipendenza
dall’eroina”.
Inoltre Satinover dichiarò al gruppo del
senatore Brownback che “differentemente da altre dipendenze,
la pornografia causa biologicamente la produzione diretta
della sostanza che più perfettamente creano dipendenza. In
altre parole, causa masturbazione, che a sua volta causa la
produzione di oppioidi naturali. Quindi in sostanza, ciò
che fa la pornografia è peggio dell’eroina.”
I bigotti culturali sanno da
molto tempo che in questa America isterica-sulle-droghe il
modo migliore per attrarre l’attenzione alla propria causa è
di compararla a ciò che già spaventa a morte gli americani.
E il Dr. Satinover sa quello che
tutti i veterani dell’industria dell’isterismo hanno saputo
per molto tempo: se ti butti sull’eroina vai a colpo sicuro.
Negli anni ’80 e ’90 era un po’
diverso. A quei tempi, le tendenze “preoccupanti” non cadevano
ufficialmente sotto il radar pubblico finché non erano
etichettate “nuova cocaina”. Nel suo libro “Dire
di si: in difesa dell’uso della droga” il giornalista
di Reason Jacob Sullum nota come le metamfetamine furono
etichettate come “il crack degli anni ‘90” dai guerrieri
antidroga di stato e da giornalisti entusiasti. Ecstasy,
amfetamine, antidepressivi e persino deodoranti casalinghi
sono stati prima o poi definiti come “il nuovo crack”. Lo zar
antidroga John Walters ha recentemente definito la cannabis
idroponica prodotta in Canada “il crack della marijuana”.
Nel suo weblog, il professore
dell’università di Chicago Jim Leitzel
nota che, se si fa una ricerca Google sull’internet
[usando la frase chiave crack cocaine] si possono
trovare “esperti” che definiscono le slot machines, i video
slot e i casinò “il crack cocaine del gioco d’azzardo” (New
York Times, Canadian Press, e Madison Capital Times). La ricerca di Leitzel ha anche scoperto che
lo spam eletttronico è la “crack cocaine della
pubblicità” (Herald Tribune, Sarasota, Florida), mentre
il sesso elettronico [disponibile al telefono e sull’internet]
è una sorta di “crack cocaine spirituale” (Focus,
sezione Famiglia).
La mia definizione preferita però
è quella dello scrittore britannico John Walsh, che l’anno
scorso sguinzagliò la sua furia dall’Independent di
Londra.
“… Ma ci vuole forse un genio per
capire che i veicoli sportivi da sterrato sono
la nuova cocaina? Disponibili a costi orrendi (8.000 euro e
più) a gente che ha troppi soldi, un sacco di terreno ed il
desiderio di essere eccitata non usando droghe, questi veicoli
rappresentano trappole mortali su quattro ruote per chi ama
senza possibilità di guarigione il rischio terminale e
perverso.”
Nonostante gli esempi sopra,
l’eroina è ancora la droga analogica preferita per quelli che
amano categorizzare il vizio pubblico e privato. Infatti, se si
mettono nei motori di ricerca le parole new heroin, si
vede che l’eroina è ancora in testa. Con “new heroin”
nel motore di ricerca Lexis abbiamo visto che ci sono
ben 74 voci in lista per gli ultimi due anni, contro solamente
sette per “new crack cocaine”. Giocando con le parole, si
potrebbe dire che l’eroina è la nuova cocaina degli
entusiasti guerrieri antidroga.
Alcuni di loro addirittura usano
entrambe le parole in caso ci fosse qualche dubbio sulla
serietà dei loro argomenti. Un nemico del gioco d’azzardo
scrisse su Christian Science Monitor che “il gioco
d’azzardo procura una sensazione come quella dell’eroina, e
una grossa vincita crea invece lo stesso feeling di una
sniffata di cocaina”. L’autore antifumo Roger Aveyar scrisse
il Maggio scorso sul Dallas Morning News che smettere
di fumare “causa sofferenza perché le sigarette creano una
dipendenza proprio come quella dell’eroina, della cocaina e
del crack”. Già nel 1994 il Morning News riportava che
“la caffeina è capace di creare una dipendenza simile a quella
creata da alcol, tabacco, eroina e cocaina”.
Ma per ficcanaso in cerca di
sparate emozionali - che sono solo possibili con comparazioni
alla guerra antidroga - nulla può battere
l’accanimento contro l’eroina. Scegliete voi stessi il
pericolo pubblico che preferite tra le seguenti notizie:
· Alcol. Pochi anni fa i proibizionisti europei
dichiararono allarme rosso perché alcuni Paesi rilassarono le
norme per il controllo dell’alcol. Una di loro, Suzanne Moore,
scrisse all'Independent (GB) ciò che pensava: il governo
britannico si sbagliava a preoccuparsi dell’eroina: l’alcol è
assai più mortale.
· Ecstasy. Il parlamentare Marc Souder richiese un'udienza del congresso degli Stati Uniti perché voleva
comparare la letalità dell’ecstasy a quella dell’eroina.
· Amministrazione governativa. La U.S. Securities
and Exchange Commission ha recentemente affermato che gli
executive della Qwest Communications, oggetto di uno scandalo,
“diventarono dipendenti dalla frode che perpetravano – proprio
come la dipendenza dall’eroina”.
· Obesità. L’anno scorso la BBC esagerò un
rapporto del New Scientist per raggiungere la
conclusione che “gli hamburger al formaggio e le patatine
fritte creano la stessa dipendenza dell’eroina”.
Alcuni anni fa i media ronzavano
con “studi” sulla dipendenza creata dalla tecnologia e
dall’Internet. Apparentemente, la paura del momento era che la gente
passasse troppo tempo in rete – forse per soddisfare bisogni
entro i confini della propria casa che erano troppo imbarazzati di soddisfare in pubblico! La comparazione con l’eroina era
rampante. Nel 2000, il Dr. Mark Schwartz disse al The
New York Times che “il sesso in rete è proprio come
eroina. Intrappola l’utente e si impossessa della sua vita – e
la terapia è difficile perché le vittime non vogliono
rinunciare al sesso in rete.”
Richard Forno
scrisse sul sito web Totse.com: La tecnologia, come il
gioco d’azzardo e l’eroina, crea dipendenza”. Un opinionista
del Chicago Sun Times prese invece di mira i video giochi: “Giochi di ruolo come Everques sono
disponibili ovunque 24 ore su 24. E, come per
l’eroina, la prima dose (mese) è sempre gratis”. Un network canadese equiparò E-bay (il mercato elettronico)
all’eroina e alla cocaina ma - per essere giusti - ammise che
gli “esperti” non avevano ancora formalmente stabilito alcuna
similarità!
Il mio esempio preferito
sull’eroina viene però dal giornale Port St. Lucie News, che
definì l’antidolorifico Oxycontin “il nuovo crack”. L’Oxycontin
proviene dalla stessa famiglia di oppioidi dell’eroina. Ciò
significa che gli "spaventatori" del giornale mancarono
l’opportunità di trarre un’analogia tra l’eroina ed una
medicina che effettivamente è un po’ come
l’eroina! Ciò però non significa che centinaia di altri media
non avessero già creato tale connessione,
naturalmente.
Come è noto, Carlo
Marx scrisse che la religione è l'oppio dell masse. Oggi potrebbe scrivere che l’isterismo è diventato l’eroina dei
parolai.
Radley Balko
Radley Balko
è un analista del Cato
Institute.