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Mentre ho già spiegato come un gran numero di gruppi antifumo
stia ampiamente diffondendo false affermazioni riguardo agli effetti
acuti del fumo passivo sulla salute cardiovascolare, ora è provato
che queste affermazioni non solo vengono usate per promuovere
divieti di fumo, ma che sono state presentate a sedute dei consigli
comunali per tentare di persuadere i politici; e che poi questa
falsa informazione ha finito per sviare i politici riguardo alle
ricerche scientifiche sul fumo passivo e i suoi effetti.
Riporterò ora due esempi di false affermazioni scientifiche
che i gruppi antifumo hanno presentato a politici.
La prima storia
Secondo i
verbali del 24 Marzo 2005, riguardanti un incontro del “Comitato
per la salute e per l’ambiente dei bambini” del consiglio comunale
di Indianapolis, che stava tenendo una seduta pubblica su una
proposta ordinanza sul fumo nei posti di lavoro, la American Heart
Association (della regione metropolitana di Indianapolis) ha
asserito che:
“Venti minuti di
esposizione al fumo passivo equivalgono a fumare un pacchetto di
sigarette e producono piastrine dense nel sangue che aumentano il
rischio di attacchi cardiaci. Trenta minuti di esposizione hanno lo
stesso effetto sulle arterie coronarie che per un fumatore abituale,
influendo sulla capacità dell’arteria di aprirsi e dilatarsi quando
una persona abbisogna di più o meno sangue nel muscolo cardiaco. Due
ore di esposizione al fumo passivo possono causare battiti
irregolari, che possono arrivare all’aritmia e all’attacco
cardiaco.”
Le domande poste in
seguito al rappresentante dell’AHA rivelarono una considerevole
confusione riguardo a tali affermazioni:
“Il consigliere
Bradford chiese quanto ci vuole per fumare una sigaretta. Come mai
se ci vogliono solo 10 minuti per fumare una sigaretta, 20 minuti di
esposizione al fumo passivo sono come fumarne un pacchetto? La
signora Rench (AHA) disse che 20 minuti di esposizione al fumo
passivo equivalgono a fumare un pacchetto al giorno. Il consigliere
Bradford chiese se questa esposizione passiva si riferiva a un solo
fumatore presente o a più fumatori. La signora Rench disse che non
aveva statistiche esatte sul numero di fumatori. Il consigliere
Bradford disse che se ci vogliono solo 10 minuti per fumare una
sigaretta, non è più logico pensare che 20 minuti di esposizione al
fumo passivo sarebbe come fumare due sigarette? La signora Rench
disse che gli effetti
[del fumo attivo]
su un fumatore sono diversi da quelli prodotti dal fumo passivo. Il
consigliere Talley disse che aveva fumato per un breve periodo
quando era nei Marines e che poteva fumare una sigaretta in un
minuto e mezzo, cosicché la correlazione di tempo proposta poteva
non essere accurata. La signora Rench disse che la comparazione
serviva solo a dimostrare che se sei un non fumatore esposto al fumo
passivo 20 minuti al giorno, avrai gli stessi effetti sulla salute
di una persona che fuma un pacchetto di sigarette al giorno. Il
consigliere Keller disse che passare 20 minuti in un locale molto
fumoso, come un bar, sarebbe [quindi] stato come fumare 20
sigarette durante la giornata.”
Il seguito della
prima storia
E’ terribilmente fuorviante, credo, dire che “20 minuti di
esposizione al fumo passivo sono come fumare un pacchetto di
sigarette.” Se ciò fosse vero, allora chi è stato esposto
regolarmente ma per breve tempo al fumo passivo dovrebbe avere gli
stessi danni alla salute di chi fuma un pacchetto al giorno.
Sappiamo che non è così. Per prima cosa, il rischio di cancro ai
polmoni è estremamente più alto per un fumatore che per un non
fumatore che si trova esposto per breve tempo a fumo passivo.
Inoltre, le malattie croniche di ostruzione polmonare (come
l’enfisema) sono un rischio serio per i fumatori, ma non per chi è
esposto a fumo passivo. Così proprio non capisco come si possa
suggerire ai legislatori che 20 minuti di fumo passivo siano come
fumare un pacchetto di sigarette.
E’ anche altrettanto fuorviante, credo, dire che 30 minuti di
esposizione “producono piastrine dense che aumentano il rischio
di attacco cardiaco.” Certo, 30 minuti di esposizione aumentano
la densità del sangue, ma non c’è alcuna prova che vi sia un aumento
di rischio per i non fumatori. Forse ci potrebbe essere un certo
pericolo per chi avesse una preesistente e seria malattia coronaria,
ma è certamente poco serio affermare che, di massima, 30 minuti di
esposizione aumentino il rischio di attacchi cardiaci.
Ancora sempre fuorviante, credo, è dire che “30 minuti di
esposizione hanno lo stesso effetto sulle coronarie come se si
fumasse regolarmente, influendo sulla capacità dell’arteria di
aprirsi o dilatarsi quando si ha bisogno di più o meno sangue nel
muscolo cardiaco.” E’ chiaro che 30 minuti di esposizione non
hanno lo stesso effetto sulle coronarie di come se si fumasse
regolarmente. Per cominciare, l’effetto di 30 minuti di esposizione
è passeggero e reversibile e, sotto tutti i punti di vista,
clinicamente irrilevante per la maggioranza dei non fumatori. In un
non fumatore sano, non c’è nessuna prova che la disfunzione
endoteliale temporanea causata da breve esposizione al fumo passivo,
abbia effetti clinici rilevanti sul flusso sanguigno coronario. Al
contrario, la documentazione esistente dimostra che il flusso non ne
risente, nemmeno se la persona esposta è sotto sforzo intenso.
Invece fumare può causare il restringimento delle arterie coronarie
portando all’infarto del miocardio e alla morte. Non vedo
assolutamente come questi due livelli ben diversi di effetto sulla
salute possano venire fatti coincidere.
Forse l’affermazione più fuorviante di tutte è dire che “2
ore di esposizione al fumo passivo possono causare battiti cardiaci
irregolari, che possono condurre all’aritmia o all’infarto.”
In realtà, dire che è fuorviante è un eufemismo. Dal mio
punto di vista è un’affermazione falsa.
Due ore di esposizione non causano battiti irregolari e
certamente non conducono all’aritmia grave e all’infarto. Semmai
riducono la variazione della frequenza cardiaca, che è una semplice
funzione auto-regolatrice del cuore. Ci potrebbero essere delle
conseguenze, forse, per una persona con gravi malattie alle
coronarie, ma per la maggior parte dei non fumatori una singola
esposizione di due ore non pone alcun rischio di aritmia o infarto.
Ma questa storia non riguarda solo il fatto che le
affermazioni fatte dalla portavoce dell’AHA erano molto fuorvianti e
in alcuni casi non accurate (perciò, direi, irresponsabili); il
fatto è anche che il consiglio comunale è stato chiaramente
fuorviato dalla portavoce. Quando le hanno chiesto chiarimenti
riguardo alle affermazioni, palesemente false, sull’equivalenza tra
30 minuti di esposizione al fumo passivo e fumare un pacchetto di
sigarette al giorno, ella ha incominciato a arrampicarsi sugli
specchi - rivelando che stava ripetendo, senza capire, un dogma
ricevuto e ritenuto indiscutibile, e senza avere alcuna conoscenza
scientifica approfondita di ciò di cui stava parlando.
La seconda storia
Secondo i
verbali del 12 Giugno 2003 della seduta del consiglio comunale
di Laredo (Texas) sulla proposta di un divieto di fumo, il direttore
sanitario della città sembra aver affermato che:
“30 minuti di
respirazione di fumo passivo compromettono la capacità del sangue di
trattare cattivo colesterolo LDL deprimendo le difese antiossidanti
- l’effetto persiste per molte ore dopo l’esposizione. La capacità
delle arterie di dilatarsi viene anch’essa ridotta , diminuendo il
flusso del sangue al cuore. Dopo 120 minuti di respirazione di fumo
passivo aumenta il rischio di battito cardiaco irregolare (aritmia)
che può essere fatale di per sé o portare all’attacco cardiaco.”
Il seguito della seconda storia
Trovo non accurata l’affermazione che 30 minuti di
esposizione al fumo passivo diminuiscano “il flusso del sangue al
cuore.” Certo, riducono in effetti la velocità di riserva del
flusso coronario, ma ciò non ha nessuna rilevanza in una persona
altrimenti sana e non porta a una diminuzione del flusso
sanguigno al cuore. In realtà, lo studio da cui sono stati presi
questi dati dimostra che il flusso sanguigno coronario non cambia
dopo 30 minuti di esposizione al fumo passivo.
Trovo inoltre non accurata l’affermazione che “Dopo 120
minuti di respirazione di fumo passivo, aumenta il rischio di
battito cardiaco irregolare (aritmia) che può essere fatale di per
sé o portare all’attacco cardiaco.” Non esiste prova che una
tale esposizione abbia alcun effetto di aumentare il rischio di
aritmia cardiaca grave o fatale.
Conclusione
Ciò che dimostrano questi esempi (e sono certo che ce ne sono
molti di più) è che le false affermazioni fatte dai gruppi antifumo
per promuovere i divieti non sono semplici errori innocenti e senza
conseguenze di rilievo. In realtà queste affermazioni vengono usate
in maniera disonesta per far approvare iniziative pubbliche e
sembrano essere altamente fuorvianti o atte a ingannare i
legislatori riguardo agli effetti dannosi del fumo passivo sulla
salute.
Ho chiaramente affermato più volte che sono favorevole ai
divieti di fumo nei luoghi di lavoro; non scrivo perciò per cercare
di deragliare gli sforzi per promuovere tali iniziative. Scrivo
perché, pur sostenendo tali iniziative, non credo sia giusto usare
affermazioni false per farle approvare e penso che sia un male che i
politici vengano ingannati nel nome della salute pubblica. |