La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
Le rubriche


Contributi dei lettori
SONO UN FUMATORE
Di Diego Lilli


Informazioni su FORCES
Chi siamo
Vietato fumare Vietato entrare:
Elenco dei locali che rispettano il diritto
Maledetti ciccioni parassiti sociali
Porci bevitori siete i prossimi
Poveri caffeinomani, ora vi curiamo
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
La frode del fumo passivo
Uccidiamoli per il loro bene
Scienza rottame
Scienza scorrettissima
Abusi contro i fumatori
La posta di FORCES
Umorismo
Il muro del silenzio
Vietato parlarne: vittorie del tabacco
Quanti sono 'sti morti??
Lo sapevate che...?
Eventi quà e là
IPSE DIXIT: citazioni
Porno Health Canada
Coppa scienza rottame
I servizi speciali
La guerra della nicotina
Di Wanda Hamilton
Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, salutismo in vendita
La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Attivismo

COMPRA L'INNO DELLA LOTTA AL SALUTISMO
Sostieni FORCES acquistando questa bellissima canzone per soli $0,99!

I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 
18 Gennaio 2004 - Sono un fumatore. Sono, secondo il Ministro Sirchia, la persona meno indicata per trattare l’argomento “fumo”. E questo semplicemente perché sono un fumatore.

E’ vero che il ministro Sirchia è un medico, ma, salva la Sua opinione quale medico, non vedo come possa trattare del problema oltre il limite delle sue personali convinzioni come medico. L’argomento è ben più vasto rispetto alle considerazioni tecniche tutte discutibili del ministro (e, a quanto risulta dalla stampa e dalle interviste video, esclusivamente a considerazioni tecniche il ministro si attiene). Il solo a non aver compreso la vastità del problema è il ministro e credo che questa sua non capacità ampiamente documentata vada rispettata, e credo vada considerata nel valutarne l’operato.

Se fossi un non fumatore, o meglio un fumatore pentito come sembra sia il ministro, sarei certamente soddisfatto della norma Sirchia perché mi toglie di torno una serie di miei personali problemi.

Però, se il problema è personale, mi viene voglia di chiedermi con quale diritto possa essere contento di una norma che soddisfa il mio interesse privato a scapito degli interessi dei miei consimili.

E di questo posso parlare, perché nulla entra con il fatto che io sia un fumatore.

Ed allora di questo parlo.

Credo, con buona pace del ministro Sirchia e, con buona pace di chi ha ritenuto di confidargli una responsabilità che evidentemente, a mio giudizio, non coincide esattamente con le sue capacità, che uno dei fondamenti del vivere civile consista nel rispetto di tutte le espressioni sociali, anche di quelle che è più difficile condividere, ma certamente non così difficile comprendere.

Governare è un esercizio di servizio, non un esercizio di potere.

Governare una qualsiasi società, sia una azienda sia una struttura pubblica sia lo Stato stesso significa trovare le vie perché quella società viva al meglio il suo tempo migliorandosi ed evolvendo sotto il profilo civile.

Questo non significa concedere tutto a tutti o peggio, cosa che oggi è molto praticata, promettere tutto a tutti oltre l’impossibile. Significa molto più semplicemente (e difficilmente) fare in modo che le diverse componenti dell’azienda, della struttura della quale si ha responsabilità, trovino il modo di vivere e convivere al meglio perché soltanto così si arriva ad un risultato aziendale o sociale condiviso.
Anche la soddisfazione di bisogni “futili o inutili” è fondamentale perché questi a tutto titolo fanno parte del buon vivere.

Tornando al problema di oggi, quello del fumo che considero soltanto la punta di un iceberg ben più pericoloso per il vivere civile, non posso che non essere d’accordo con le affermazioni del ministro Sirchia quando afferma che non si tratta di proibizionismo.

Infatti è peggio.

E’ peggio perché a tutti i danni del proibizionismo storico (vedi l’idiozia ed il danno per proibizionismo americano contro l’uso dell’alcool) aggiunge violenti danni all’impianto della convivenza civile.

E questi danni, fumatori o non fumatori, sono evidenti:
  1. Una parte della popolazione, oggi, è sostanzialmente definita per legge come irresponsabile e criminale tanto che si trova necessario, per legge applicare a questa una sorta di ghettizzazione;
  2. La stessa parte di popolazione è dalla legge assimilata agli untori di manzoniana memoria, perché non si evidenzia tanto, nella legge, il reato che “l’untore” provoca a sé stesso (mi è proibito tentare il suicidio con una pistola) ma il danno che la mia “unzione” potrebbe provocare ad altri;
  3. Si stabilisce il principio Orwelliano di una società dove c’è qualcuno più uguale degli altri (nel caso i non fumatori sono più uguali dei non fumatori e quindi hanno più diritti);
  4. Si stabilisce il principio dell’obbligo alla delazione arruolando per legge tutti i possibili gestori di spazi aperti al pubblico, ma non necessariamente pubblici, prevedendo pene pecuniarie consistenti (a quando le pene corporali?);

Mi fermo qui, anche se c’è molto da aggiungere, perché credo che quanto sopra sia di per sé stesso già sufficiente per definire il danno che questa legge apporta alla civile convivenza.

Se fossi un non fumatore, come forse potrà accadermi di essere nel futuro, mi sentirei oggi quasi come un panda che, secondo le idee del ministro Sirchia, ha necessità di leggi speciali per sperare di sopravvivere.

Sarei onestamente offeso perché vedrei lesa la mia libertà personale di accettare o meno amici, parenti o conviventi con il “vizio” come la pesante propaganda televisiva e giornalistica definisce chiunque abbia il piacere di assaggiare il piacere del fumo.

Sarei preoccupato al pensiero di quali libertà mi potranno essere domani precluse quando i “panda” da salvare saranno altri (già oggi lo stesso ministro anticipa temi quali l’alcool, l’obesità, ecc…)
E credo che nessuno possa considerare di aver raggiunto il massimo della propria vita quando un ministro del suo governo lo tratta come una Panda.

La mia urgente preoccupazione consiste nel fatto che il ministro, forte evidentemente dell’appoggio incondizionato delle multinazionali farmaceutiche dopo aver oggi indicato la possibilità di distribuire gratuitamente (anche con i soldi dei non fumatori) medicinali antifumo a sostegno della sua campagna, rivolga la sua attenzione anche ad altri aspetti del civile convivere sostenendo e preconizzando norme violentemente condizionanti le libertà individuali come quella appena attuata.

Aggiungo che il ministro non ha mai fatto alcuna menzione relativamente alle lobbies delle case farmaceutiche che pure esistono e sono cariche di soldi, come lui stesso a suo tempo denunciò annunciando il fermo delle sponsorizzazioni congressuali mai nei fatti attuato.

Non vorrei, domani, poter far scorrere l’acqua nel water soltanto a condizione di avervi prima gettato una pasticca di disinfettante di una qualche casa farmaceutica (a norma e per norma) doverosamente acquistata con mio danaro o con un Buono di Stato (il costo del quale sarà sempre a mio carico).

E poi credo, contribuendo enormemente alle finanze dello Stato grazie all’imposizione fiscale in essere su un bene di consumo del quale lo Stato stesso ha il monopolio e del quale detiene il pubblico spaccio, di avere il diritto, se non il dovere, di sentirmi offeso quando nei fatti mi ritrovo poi ad essere per legge dallo stesso Stato indicato come “untore” ed esposto come tale alla pubblica berlina.

Una nota (tornando al basso livello civile imposto dalla normativa antifumo). Sotto le mie finestre di casa (ho la fortuna di vivere a Roma e ne sono felice essendo uno tra gli ultimi veri romani) transitano decine di autobus dell’ATAC ogni giorno facendo necessariamente soste forzate di vari minuti ciascuna.
Gli scarichi di queste macchine, per ovvi motivi, sono sul tetto, ed io che abito al secondo piano dello stabile, godo appieno delle emissioni.

Ovviamente i mezzi pubblici sono esenti da ogni rispetto delle regole antinquinamento, con il pieno ed incondizionato consenso del ministro della salute, che io debbo rispettare come automobilista.
Mi chiedo: Il ministro Sirchia, visto che sono un fumatore, in quale statistica archivierà il mio decesso?


La costituzione di FORCES International
Il Comitato d'Onore
Domande frequenti (FAQ)
La piattaforma politica
Aiutaci a lottare
Sedi locali e siti affiliati
Statistiche del  sito
Vuoi fare pubblicità su FORCES? Clicca qui
MOTORE DI RICERCA INTERNO
Abbonamenti e contatti
Contattaci
Diventa socio
Abbonamento FORCES/Enclave
Come sarà speso il tuo denaro
Clicca qui per ricevere
la newsletter gratuita
Materiali promozionali
Gli opinionisti
Alberto Mingardi
Carlo Stagnaro
Hugh High
Pierre Lemieux
Gian Turci
Il tabacchino - T. Rea
L'angolo di Zia Maria
Antonio Nicoletta
Le librerie
La libreria Italiana
La libreria internazionale
Archivi e altro
Archivio edizioni
Links
Rassegna stampa