29 Aprile 2005 - Bisogna ammetterlo: i ricercatori ne sanno una più del diavolo e non
si lasciano scappare nessuna opportunità che possa “aiutare” i
fumatori a perdere l’esecrato vizio.
Verrà presto pubblicata su Cancer Letter una ricerca della Mayo
Clinic sull’effetto di uno screening polmonare annuale, effettuato
con la Tac Spirale su un gruppo di fumatori.
Clicca
qui.SORPRESA: se la Tac è fuori norma, è probabile che l’ interessato
smetta di fumare, anche se tale risultato anomalo non è dovuto a
cancro polmonare, ma semplicemente a vecchie cicatrici, esiti di
pleuriti o polmoniti, o infiammazioni.
Notare che le persone
arruolate nello studio hanno più di 59 anni , quindi è abbastanza
probabile che i loro polmoni non siano perfetti; non solo, dal 25 al
60% delle Tac Spirale in fumatori o ex fumatori, presentano qualche
anomalia, che quindi va indagata, con evidente stress per il
paziente, per escludere la diagnosi di cancro, anche se nella
maggior parte dei casi si tratta di falsi allarmi.
Clicca qui.
Da ciò i ricercatori hanno scoperto che LA PAURA FA 90 e i pazienti,
grati dello scampato pericolo, smettono di fumare in buona
percentuale.
Ovvia la conclusione: lo screening polmonare con Tac Spirale nei
fumatori o ex fumatori è da vedere come “momento educativo” per
convincere la gente a smettere di fumare.
Questa ricerca mi sollecita due considerazioni:
- il fatto che si continuino a sperperare soldi in studi, il cui
unico scopo è quello di verificare l’ ovvio, anziché utilizzarli per
migliorare le conoscenze scientifiche, è cosa che continua ad
indignare, anche se ormai ci siamo abituati.
- Mi immagino una scenetta di questo genere:
il medico che, con aria di circostanza dice:” Abbiamo un problema!”;
il diretto interessato che non sa più cosa toccare per fare gli
scongiuri e, dopo un tempo quasi interminabile per eseguire altri
accertamenti, ecco la sentenza, o meglio, il momento educativo :”
Per questa volta le è andata bene, ragazzaccio, ma la prossima…???”.
A questo punto il poveretto, saltellando per il sollievo, penserà:”
Gesù, Gesù, non fumerò mai più!”
Costringere le persone a smettere di fumare, nella logica della
classe medica, dovrebbe essere un mezzo per ottenere, come fine, il
miglioramento delle condizioni di salute dei fumatori: quindi se,
come diceva quel tale, il fine (la salute) giustifica i mezzi
(terrorizzare la gente), in una logica distorta e priva di etica,
tutto ciò avrebbe comunque un senso. Invece in questa, come in altre
ricerche, la logica è rovesciata: costringere le persone a smettere
di fumare (e non la salute) è il fine ultimo, l’unico obiettivo da
perseguire, e per ottenere questo fine, tutti i mezzi sono leciti.
Maria Luisa Sponga
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