20 Aprile 2004 -
Negli ultimi giorni, Sua Santità il Ministro Sirchia è stato più
che mai prodigo nell'elargire consigli. Posto tre lanci stampa che,
sia pure in maniera "impressionistica", danno la misura di quanto,
secondo il Ministro, debba spingersi in là l'influenza della
politica e, in particolare, del suo ministero.
Per cominciare,
Sirchia pretende di esercitare un
controllo politico sui prezzi dei farmaci: ben 23 aziende
pretenderebbe un prezzo "iniquo" per i loro prodotti. Naturalmente,
l'ideologia sottesa a questa presuntuosa affermazione (conoscere il
"prezzo giusto" dei farmaci) è quella socialista. Se ci si colloca
entro un altro paradigma, infatti, occorre ammettere che il prezzo è
il frutto dell'incontro tra la domanda e l'offerta, ed è conseguenze
di scelte soggettive indipendenti e concorrenti da parte
dei molti attori del mercato (consumatori e produttori). Ma la
presunzione del ministro non si ferma ai prezzi dei farmaci: investe
pure il
prezzo del latte artificiale. Il ministro pretende di conoscere,
attraverso il prezzo "giusto", la "reale" scarsità relativa del
latte artificiale.
La pianificazione
centrale, fallita con Stalin e soci, rinasce con le poppate dei
neonati. Infine, e più divertente di tutti, il
ministro si scaglia contro gli ascensori: si tratta forse di una
presa in giro dei maniaci attivisti contro le barriere
architettoniche, quelle bizzare persone che si strappano i capelli
alla sola vista d'uno scalino? Certo che no: semmai, abbiamo qui
l'ennesima dimostrazione dell'insopportabile peso del paternalismo.
Dice Sirchia: "Non e' semplice far capire alla gente di non mangiare
tanto, di muoversi di piu' e non fumare anche se sembra un messaggio
facile, perche' questa societa' offre esempi contrari ai corretti
stili di vita. Occorre salire di piu' le scale di casa e usare di
meno l'ascensore, vedere poco la tv e stare poco davanti al pc. Tutte
cose che pero' non vanno demonizzate ma ci vuole piu' buon senso".
Implicazione: tutti
quelli che, per esempio, anziché salire e scendere le scale si
siedono di fronte al pc, bloggano sull'Osservatorio sulla bioetica
sgranocchiando un fagottino, dopo di che sorseggiano un caffè
fumando un sano Cohiba, sono persone prive di buon senso--dei pirla,
insomma. A me pare che questa ulteriore involuzione della politica
sirchiesca, che ormai si spinge a contemplare ogni aspetto della
vita individuale, sia davvero ridicola, più ancora che pericolosa.
Forse che verrà
lasciato un patentino che perderà punti a ogni giro d'ascensore, ne
prenderà quando saliremo le scale? E forse non è il momento di far
capire al ministro che lui è libero, liberissimo, di andare a casa
mangiando soia e salendo in ginocchio su una scalinata di chiodi, ma
tutti gli altri hanno il sacrosanto diritto di farsi un
transatlantico di affaracci propri, fumando quanto e cosa vogliono,
mangiando quanto e cosa desiderano, muovendosi quanto e cosa
gradiscono, guardando la tv quanto gli garba, passando di fronte al
pc tutto il tempo che gli sconfinfera?