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DISTRIBUTORI AUTOMATICI E CODICE FISCALE. CONTINUA LA PRESA PER IL C**O!


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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 
Brescia, 28 Aprile 2004 - Probabilmente non hanno un c***o da fare e allora si passano la castagna l’un l’altro e si divertono a prenderci per c**o. La dottoressa Del Piero ne ha le p***e piene ed allora informa, ogni tanto, che esiste pure un tal prefetto Biciclotti il cui fratello, si dice, dovrà fornire ai costruttori il famigerato “protocollo”; si parla inoltre di un altro funzionario di cui non si sa bene il nome che si preoccupa che il dispositivo antiminori non archivi in nessun modo i dati che sono riportati sul tesserino del Codice Fiscale.

Pensa un po’ chi c***o se ne frega di sapere che TRLMLN37C29B157Z è passato di lì quella sera alle 11,20 ed ha comperato un pacchetto di Merit Blu. Non hanno ancora capito che il dispositivo legge e controlla solo la data di nascita, effettua il conteggio e riconosciuto l’utente di età superiore ai sedici anni, accetta il denaro ed eroga prodotto e resto; se invece ha un’età inferiore ai sedici anni non accetta denaro e cordialmente si rivolge al giovane e “…..ma và a giocà a palloooone….. tu si guaglione……, si ancora cussì giovane….” E tanti saluti al signor ministro e tutta la banda.

Quanto tempo ci vorrà perché qualcuno dei governanti e facenti funzioni riesca a capire quello che anche Cico Raggio, lo scemo del villaggio, è riuscito a capire con semplicità. Mi volete spiegare, per favore, perché c***o avete avuto l’impennata “d’ingegno”, il capolavoro di rara ingenuità che rasenta la stupidità, la cazzata di voler porre l’orario per l’uso del distributore? Cosa c***o pensavate di risolvere? Speravate che almeno sette ragazzini rinunciassero a fumare. Ma da dove Vi veniva tale puerile, ingenua e balorda speranza? Non siete stati ragazzini anche Voi? C’era qualcuno che riusciva a fermarVi se volevate fare od avere ciò che Vi era proibito? NO! E non ditemi di sì. Sareste stati dei bambini scemi! Ed allora Vi credo. Come credo che qualcuno riusciva, ed è riuscito, invece ad educarVi a non fare questo o quello, non fumare, non rubare, non drogarti etc.; ma con educazione e facendo opera di convincimento puntando sulla Vs. capacità di apprendere e di saper distinguere il bene dal male. E quel qualcuno era sempre vigile ed attento alle compagnie che frequentavate. Non importava se Vi sparavate 10 seghe al giorno. L’importante era altro.

Ma Sirchia e compagni di merende non l’hanno ancora capito. Per loro l’importante è proibire; l’importante è obbligare; l’importante è rompere i c******i anche e soprattutto con assurdità e banalità. Ma quando avranno il coraggio ed il pudore di andare fuori dai c******i una buona volta? Quale sarà la prossima mossa? Ve la anticipo io: Carta igienica: tre strappi e chiuso; non uno di più. Ma…..! Avete due mani e dieci dita…..! Usatele. E poi c’è il lavabo…

Andando avanti di questo passo credo che ogni distributore automatico dovrà essere equipaggiato anche di un laboratorio di analisi cliniche, controllo della pupilla, analisi del capello, tesserina con raccomandazione del parroco, nulla osta da parte dei no global, fotografia della dentiera di Berlusconi, controllo delle impronte digitali, analizzatore del tasso alcolico e foto del Sirchia.

Io credo che la cosa migliore sarebbe quella di togliere ed eliminare tutti i dispositivi ed i controlli; dedicare in ogni scuola un’ora la settimana per spiegare cos’è il fumo, in maniera chiara, precisa e leale. Senza esagerazioni poiché pare che non sia vero che siano tutte del fumo le colpe di ogni cosa sgradita, di ogni morte, della sconfitta della Juve, della guerra in Iraq, dell’attacco di diarrea che ha colto d’improvviso Romano Prodi ecc.

Io non credo che il fumo faccia bene alla salute; ma non credo nemmeno che tutto il male sia dovuto alla sigaretta. Informiamo con serietà e con dati di fatto, con verità scientifiche i ns. ragazzi e lasciamo che poi siano loro a decidere se fumare o non fumare. Lasciamo a loro la libertà della scelta, signor ministro, come l’ha lasciata a quella signora che non ha voluto farsi tagliare una gamba ed ha preferito morire. Ricorda, signor Ministro? Ella se n’è fregato di quella signora: continui a fregarsene. Ovviamente in nome della Libertà! Da tutti Voi troppo spesso strumentalizzata.

Lasci a noi l’educazione dei ns. figli. Si dedichi piuttosto -- se ne è capace e la sua autorità non è compromessa -- si dedichi dicevamo ad imporre alle grandi case produttrici di “veleno” di togliere una buona parte delle sostanze nocive. O è troppa fatica per Lei assumere una tale decisione ed un così temerario comportamento? Ai ns. ragazzi quattordicenni è concesso guidare uno scooter ed esibirsi in pericolose impennate, è concesso guidare un’auto fatta passare per “microvettura”, è concesso tutto ed anche più di tutto. L’unica cosa di cui sono privi è la conoscenza, la conoscenza del pericolo cui vanno incontro allorché impennano lo scooter, il pericolo che corrono allorché superano sulla destra, i danni che possono provocare a loro stessi e ad altri con comportamenti giovanili, certo, ma pericolosi, per loro ignoranza. Nessuno s’è mai premurato d’insegnare loro certe cose. Si ritiene sia molto più importante che i ragazzi sappiano cosa fece Annibale con i suoi elefanti o cosa disse Cesare a Bruto. Cazzate che non servono a un c***o. Ma si continua a cazzeggiare.

E, per ignoranza si cade nell’inferno della droga, cocaina, hascis, eroina, ecstasy e pasticche varie che conducono inevitabilmente alla imbecillità ed alla morte. Ma, mi raccomando ministro, non le dica queste cose ai ragazzi; si bloccherebbe un mercato altamente redditizio. E non avremmo più argomenti per sputtanare la sigaretta e la sua dipendenza, se esiste.

Signor Ministro, Lei dirà che sono un vecchio rompicoglioni; sarà anche vero! Ma fintanto che Ella non la smetterà di perdere tempo e non si dedicherà alla soluzione dei distributori automatici di sigarette io continuerò a romperle i c******i, anche per salvaguardare il posto di lavoro a decine di migliaia di padri di famiglia.

Cordiali saluti!

Turillazzi Emiliano

emiltury@libero.it

 
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