|
5 Febbraio 2006 -
Casa mia è diventata, grazie alla legge Sirchia, il
ristorante più frequentato di Bologna.
31 dicembre ore 21, oramai tutto è pronto per il cenone di
capodanno: primi, verdure di tutti i tipi, frutta fresca, frutta
secca, c’è chi porterà il dolce, chi le tartine, chi lo champagne.
Metto le lenticchie nella pentola a pressione, intanto attendo gli
amici. Ore 21,30 trilla il campanello, il primo arrivato, con una
buona ora di anticipo, non certo il più da me amato, amico di amici,
fresco di divorzio, per compassione ho deciso di tollerare questa
presenza. Funzionario del P.C.I., ferie estive a Mosca, prima della
caduta del muro Berlino e a Cuba, dopo la caduta del muro. Tempo
libero: servizio di vigilanza alle feste dell’Unità. Hobby: gioco
della tombola al circolo Arci. Assicurazioni: Unipol, per l’auto, per
la moto, sanitaria e vita. Letture: L’Unità. Autore preferito: Cesare
Pavese, se qualcuno glielo legge. Professione: dirigente Regione
Emilia-Romagna. Titolo di studio: licenza media, conseguita con le 150
ore.
Accendo il fuoco sotto la pentola a pressione e da brava
padrona di casa mi accingo a fare gli onori di casa. Sento l’amico
degli amici scarpinare su per le scale e dal suo borbottare deduco che
non sia da solo. Attendo sulla soglia di casa l’arrivo degli ospiti.
Quattro piani da salire sono lunghi, finalmente mi appaiono i
“graditi” ospiti, all’ultima rampa l’amico degli amici esclama:
“Quando c@@@o lo mettente l’ascensore in questo palazzo, merda”.
“Buona sera” rispondo io, “siete un po’ in anticipo”? Il mio occhio
scruta l’accompagnatrice dell’amico degli amici, avvolta in una
pelliccia di visone, trucco teatrale, viso incartapecorito, magrezza
impressionante, una brutta copia della nota Crudelia Demon.
Li invito ad appendere il loro cappotti e ad accomodarsi in
salotto. L’amico degli amici, finalmente riprende fiato e ci presenta
la sua compagna. Faccio gli onori di casa, offro loro un aperitivo e
dei salatini, il mio amato si siede in poltrona di fronte a loro,
chiaro che a questo punto io non posso più contare sulla sua preziosa
collaborazione in cucina. Il mio amato azzanna un sigaro toscano e
porge la scatola agli ospiti, vedo i loro visi sconvolti, suppongo che
fumino solo cubani. Il mio amato accende. Crudelia tossicchia e dice
di avere dei seri problemi di intolleranza verso il fumo di tabacco.
Il mio amato ridacchia, io mi preoccupo di comunicarle che gli ospiti
sono tutti fumatori. Lei mi avverte dei rischi che corro frequentando
i fumatori, io le rispondo che non temo le rughe. Crudelia mi elenca
tutti i danni causati dal fumo passivo e mi racconta che il suo ruolo
di impiegata della Regione Emilia-Romagna è quella di vigilare sul
rispetto della legge anti fumo.
Cosa? Vigilare sul rispetto di che? Le chiedo se per caso è
autorizzata a sanzionare i colleghi trasgressori, mi risponde che la
sanzione è l’ultima ratio, innanzi tutto, per legge, il ruolo di
questi agenti accertatori è quello di convincere i colleghi fumatori
ad iscriversi ai corsi per smettere di fumare che
la Regione Emilia- Romagna organizza in collaborazione con le Aziende
Sanitarie. Ma non è contrario allo statuto dei lavoratori il fatto che
un lavoratore possa controllare un altro? Il mio amato segue divertito
la conversazione, a me si aggrovigliano le budella. Guardo Crudelia e
le chiedo delucidazioni su come si svolga il “recupero” dei tabagisti,
lei orgogliosa mi dice che chi partecipa al trattamento sanitario ha
diritto a farlo in orario di lavoro e che l’Amministrazione paga loro
il 50% del costo del trattamento. Esplodo e comincio ad inveire, non
sopporto che le mie tasse vadano a finanziare lo stipendio degli
Agenti Accertatori anti fumo e i trattamenti sanitari per il
cosiddetto “recupero” (ma da cosa?... Dalla gioia di vivere?...) dei
tabagisti da svolgersi in orario di lavoro.
Sento un boato, mio Dio, mi sono esplose le budella, no! E’
esplosa la pentola a pressione! Meno male era solo la valvola. Le
lenticchie sparse in cucina come le metastasi del cancro salutista.
Spengo il gas, osservo il disastro, mi rivolgo agli ospiti e dico che
tutto questo è successo perché sono state ad ascoltare le loro
idiozie. Si offendono prendono i loro stracci e liberano casa mia
della loro sgradita presenza.
Che gioia mettere alla porta in una gelida notte di festa
un agente accertatore antifumo e un cafone. Ore 22, armata di stracci,
sto rimuovendo le metastasi dalla mia cucina, il mio amato collabora
in silenzio. Rovistando nella dispensa trovo un barattolo di
lenticchie, meno male che capodanno sarebbe senza lenticchie?...
Zia Maria |